Tirami-su: con Upshift, le soluzioni degli adolescenti contro i disturbi del comportamento alimentare

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15/07/2022

L’adolescenza è già una fase della vita molto delicata, in cui ci si misura con sé stessi e con gli altri, ci si identifica con alcuni modelli, ci si rappresenta in relazione agli altri. Negli ultimi anni, la pandemia ha posto sicuramente nuove sfide al benessere di adolescenti e giovani, aumentando lo stato di stress con possibili effetti sulla salute fisica e mentale.

“Sono rimasta molto colpita dalle statistiche sui disturbi del comportamento alimentare, che evoluzione hanno avuto anche in periodo di pandemia. Mi colpisce molto anche perché una mia amica ne ha sofferto e so cosa comporta” ci dice Caterina, 17 anni, Monza.


Caterina è stata tra le partecipanti quest’anno al percorso UPSHIFT di sviluppo delle competenze del XXI secolo di UNICEF e JA Italia, realizzato grazie al contributo di Hydro, con l’obiettivo di trasformare una sfida in un’idea innovativa a impatto sociale.

La ragazza studia in una scuola a indirizzo sociosanitario, è impegnata in attività di volontariato e sogna da sempre un futuro in ambito sociale.

Per questo, quando si è trovata a dover pensare a un’idea di impresa, insieme al suo team costituito interamente da giovani ragazze ha presentato la sua idea a impatto sociale immaginando a un luogo accogliente dove superare i disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia tra gli altri) attraverso un set di attività socio-ricreative e supporto tra pari per complementare i programmi di trattamento clinico.

Da questa idea nasce “Tirami-su”

“Tirami-su” è un gioco di parole che rimanda a una delle ricette più golose della tradizione gastronomica italiana ma che riporta all’obiettivo finale: il benessere passando anche dalla tavola attraverso laboratori di ortoterapia, ma anche attraverso musicoterapia, creatività, lettura, teatro.

Ad oggi è un’idea che il team vorrebbe sviluppare: “è stato bello poter pensare – dice Caterina – di riuscire in modo pratico a supportare altri coetanei attraverso idee concrete”.

Continua poi su UPSHIFT: “Il percorso mi ha aiutata a sviluppare competenze organizzative, a gestire le attività nel mio gruppo, ci ha aiutato nella comunicazione e nella socializzazione perché in ogni fase è stato importante ascoltarsi e favorire lo scambio di idee. Sono venuti fuori nuovi talenti, nuovi aspetti delle persone che conoscevamo. Questa esperienza ci ha uniti molto”.

Durante il Festival finale di presentazione delle idee, l’idea è valsa al team il Social Impact Award in virtù della sensibilità della tematica toccata e dell’originalità con cui le ragazze hanno affrontato l’argomento.

[Adolescenza e disturbi alimentari] Sono sicuramente questioni difficili da affrontare ed è necessaria molta preparazione. È stato bello poter dare il nostro contributo, anche solo per portare l’argomento all’attenzione di tante persone.

Caterina, sul progetto Tirami-sù

15/07/2022

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