Tornare a scuola al tempo del COVID

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15/09/2020

In tutto il mondo un nuovo anno scolastico sta per iniziare o è appena iniziato, e tutti i Paesi stanno lavorando per garantire un ritorno tra i banchi in sicurezza.
Norme sull'utilizzo delle mascherine, sul distanziamento sociale, sulle dimensioni dei banchi -  tutto deve essere ben disciplinato affinché le scuole non diventino focolai di contagio del coronavirus.
Nei mesi scorsi circa 1,6 miliardi di alunni e studenti hanno dovuto smettere di frequentare nei 188 Stati che hanno decretato la chiusura delle scuole per limitare la diffusione del virus, e non tutti hanno potuto usufruire della didattica a distanza.

Almeno uno studente su tre – circa 463 milioni in tutto – non è stato in grado di proseguire il proprio percorso di studi. Gli studenti dell'Africa Subsahariana sono stati i più colpiti (67 milioni).
Le cause principali che hanno portato a questa diseguaglianza vanno dalla carenza di connessioni Internet stabili alla mancanza di dispositivi (computer, tablet, smartphone) o più in generale a una condizione socio-economica precaria, tanto nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo.
Il risultato è che tanti, troppi bambini e ragazzi sono rimasti esclusi da ogni tipo di istruzione, mettendo così a rischio la loro crescita educativa.

L’isolamento, lo stress, la paura, la perdita della propria quotidianità hanno un impatto negativo sul benessere dei nuclei familiari e sui bambini. Inoltre, in situazioni di vulnerabilità come quelle imposte dal lockdown aumentano notevolmente anche i rischi di subire violenze, abusi o forme di sfruttamento.
La scuola infatti non è solo lo spazio in cui i bambini imparano a leggere, scrivere e a fare di conto. 
In moltissimi paesi la scuola è un luogo sicuro in cui essi ricevono l'unico pasto caldo della loro giornata, in cui possono accedere a servizi sanitari di base, in cui vengono registrati all'anagrafe, in cui hanno la possibilità di lavarsi le mani con acqua corrente e sapone o usare servizi igienici adeguati.
Oggi ridurre le disuguaglianze e permettere a tutti di avere accesso a un’istruzione equa e di qualità è diventato più urgente che mai.

Da sempre, l’UNICEF si impegna affinché il diritto all'istruzione sia garantito a tutti, con particolare attenzione alle bambine e ai gruppi più vulnerabili, perché andare a scuola è fondamentale per cambiare il proprio futuro, diventare adulti indipendenti e capaci di contribuire al benessere economico della propria comunità, del proprio paese.

Costruire o ristrutturare scuole, installare servizi igienici separati per maschi e femmine e impianti con acqua potabile, provvedere alla fornitura di materiale didattico e alla formazione degli insegnanti sono le aree di intervento in cui opera l’UNICEF, oltre ad affiancare i governi affinché attuino politiche a favore dell’istruzione.

In paesi come Bangladesh, Libano, Niger, Mali, costretti a fare i conti con la guerra e la povertà estrema, la pandemia di COVID-19 ha purtroppo acuito le difficoltà in cui vivono i bambini e le bambine e non poter andare a scuola rappresenta una grave privazione con conseguenze negative sul loro futuro.

15/09/2020

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