Ucraina, nuovo studio UNICEF- ILO: quasi due terzi delle madri con figli piccoli escluse dal mercato del lavoro

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Secondo uno studio pubblicato dall’UNICEF e dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), in Ucraina solo il 35% delle donne con figli di età inferiore ai 6 anni ha un lavoro, percentuale che scende al 13% tra le madri di bambini di età inferiore ai 2 anni. Al contrario, il 94% dei padri con figli della stessa fascia d’età lavora.

Lo studio “Access to Early Childhood Education and Care and Women’s Economic Empowerment in Ukraine” rivela che le disparità di genere non derivano dalla mancanza di motivazione delle madri a lavorare, ma dall'esistenza di ostacoli sistemici nella ricerca di un impiego, tra cui le limitate opzioni di assistenza e istruzione nella prima infanzia, le rigide condizioni del mercato del lavoro, gli atteggiamenti discriminatori e la disparità nelle responsabilità di cura.

La conseguenza è una maggiore vulnerabilità economica dovuta alla presenza di famiglie con un unico reddito e all’assenza di una fascia fondamentale della forza lavoro in un momento di enorme necessità. Le famiglie monoparentali, quelle a basso reddito e gli sfollati interni, così come le famiglie che crescono bambini con disabilità o bisogni educativi speciali, sono le più colpite e segnalano maggiori difficoltà nel garantire un’alimentazione adeguata e il soddisfacimento dei bisogni primari dei propri figli.

Lo studio sottolinea che migliorare l’accesso all’educazione e alla cura della prima infanzia (ECEC), adottare politiche a favore delle famiglie, garantire una protezione sociale inclusiva e una ripartizione più equilibrata delle responsabilità relative alla cura, allo sviluppo e al benessere potrebbe aiutare molte madri a entrare nel mondo del lavoro o a rientrarvi. Tra le madri di bambini sotto i sei anni che non lavorano o sono attualmente in cerca di occupazione, il 28% ha dichiarato che cercherebbe un impiego se fossero presenti tali condizioni.

I risultati principali dello studio includono:

·        Le carenze nell’assistenza all’infanzia e nell’istruzione prescolare rappresentano il principale ostacolo all’occupazione delle madri, con solo il 15% dei posti disponibili nelle strutture prescolari per i bambini sotto i tre anni nel 2024.

·        Quasi il 50% delle famiglie con madri single ha un reddito mensile inferiore a 15.000 UAH (340 dollari USA), rispetto al 14% delle famiglie con entrambi i genitori, il che evidenzia l’impatto di un unico reddito e dell’accesso limitato a servizi di assistenza all’infanzia a prezzi accessibili.

·        Chi si occupa dei bambini chiede opzioni più flessibili per l’assistenza all’infanzia e l’istruzione prescolare, in particolare asili nido part-time o con orario prolungato, opzioni comunitarie o mobili, programmi per le vacanze (quando gli asili sono chiusi) e asili nido sul posto di lavoro.

·        Gli ostacoli sul posto di lavoro sono diffusi: il 61% delle donne percepisce un pregiudizio nei confronti delle madri di bambini piccoli nelle assunzioni e quasi la metà riferisce che l'avanzamento di carriera delle donne è ampiamente considerato limitato.

·   Il 69% delle madri di bambini piccoli che non lavorano riferisce di non cercare un impiego a causa dell'aspettativa che le madri debbano dedicarsi alla cura dei figli — un'opinione condivisa da più della metà degli uomini intervistati.

Secondo i modelli dell'UNICEF, ampliando l'accesso all'istruzione e all'assistenza nella prima infanzia, circa 350.000 persone che si occupano dei bambini, per lo più madri, potrebbero entrare o rientrare nel mercato del lavoro entro il 2030. Gli strumenti di simulazione dell'ILO stimano inoltre che investire nei servizi di assistenza all'infanzia potrebbe generare quasi 177.600 posti di lavoro entro il 2030, di cui circa 159.100 nel settore dell'assistenza all'infanzia e 18.500 in settori non legati all'assistenza.

Questi cambiamenti andrebbero a beneficio delle famiglie e contribuirebbero ad affrontare le sfide relative all'offerta di manodopera in Ucraina, mettendo in evidenza i significativi vantaggi economici derivanti da politiche che sostengono l'occupazione delle madri e ampliano i servizi di assistenza all'infanzia e di ECEC.

“Come dimostrano la ricerca e l'esperienza, è fondamentale investire nei primi anni di vita dei bambini, per garantire loro il miglior inizio possibile”, ha affermato Anne-Claire Dufay, Rappresentante dell'UNICEF in Ucraina. “Migliorare il sistema di istruzione e assistenza alla prima infanzia e adottare politiche a misura di famiglia può consentire alle donne di trovare un lavoro dignitoso, mentre i loro bambini piccoli vengono accuditi attraverso opzioni di istruzione prescolare e assistenza all'infanzia di qualità, inclusive e flessibili”, ha concluso.

«La ripresa dell’Ucraina sarà più solida quando le donne potranno partecipare pienamente e su un piano di parità al mercato del lavoro. Il lavoro dignitoso, servizi di assistenza accessibili, congedi parentali retribuiti per entrambi i genitori, forme di occupazione flessibili e la tutela contro la discriminazione non sono misure sociali isolate, ma riforme fondamentali del mercato del lavoro. Promuovere le norme pertinenti dell’OIL, in particolare le Convenzioni n. 183, n. 189 e n. 190, aiuterà l’Ucraina a rispondere all’attuale carenza di manodopera, contribuendo al contempo a costruire un’economia più equa e resiliente”, ha sottolineato Aida Lindmayr, Direttrice dell’OIL in Ucraina.

Lo studio formula una serie di raccomandazioni per raggiungere questo obiettivo, tra cui:

·        Ampliare l'accesso a diversi tipi di istruzione e assistenza prescolare attraverso modelli privati, sul posto di lavoro e comunitari autorizzati e monitorati.

·        Garantire la continuità sicura dei servizi di ECEC attraverso il finanziamento e la costruzione di rifugi a misura di bambino.

·        Migliorare la raccolta di dati disaggregati, anche sulla domanda e sulle lacune nei servizi, per garantire una risposta mirata incentrata sulle famiglie più vulnerabili.

·        Rafforzare e riformare il congedo parentale e le modalità di lavoro flessibili.

·        Potenziare l'ECEC inclusiva e accessibile per colmare le lacune di inclusione e affrontare le barriere all'occupazione legate al genere e alla disabilità.

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