Un mese sottoterra. La vita dei bambini nella stazione di Kharkiv, in attesa della pace

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07/04/2022

Liudmyla Voloshenko, 41 anni, è impegnata nell’acconciare i capelli di sua figlia Sonia, 10 anni, in uno dei treni che sono diventati la casa di centinaia di persone nella metropolitana di Kharkiv.

"Oggi io e mia madre siamo tornate a casa per lavarci i capelli e prendere alcune cose” dice Sonia, appoggiandosi tra le braccia di sua madre. “È stato spaventoso”.

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, il 24 febbraio, la metropolitana di Kharkiv è diventata un rifugio per centinaia di persone in fuga dai colpi di arma da fuoco e dalle bombe. In tutta l’Ucraina, milioni di bambini come Sonia stanno pagando un prezzo altissimo ogni giorno, con la guerra che mette a dura prova il loro benessere, la loro sicurezza e la loro istruzione.

È molto dura per noi stare qui con i bambini. Vogliono uscire, andare sui pattini e in bicicletta. Hanno voglia di andare a scuola e comunicare con i loro amici.

Liudmyla, rifugiata nella metro con sua figlia di 10 anni

A causa della guerra i bambini di Kharkiv non vanno a scuola

Per questo alcuni volontari sostenuti dall’UNICEF hanno allestito degli spazi a misura di bambino all’interno della metropolitana, in cui insegnanti e psicologi lavorano con loro ogni giorno. 

Yulia Kruhla, 41 anni, è una delle volontarie. Prima della guerra era una fioraia, e prima ancora ha lavorato come maestra per dieci anni. Ora ha deciso di tornare a lavorare con i ragazzi.

“A causa dello stress prolungato, i bambini soffrono di insonnia, attacchi d’ira e perfino disturbi mentali” dice Yulia. “Per migliorare la loro condizione emotiva, facciamo riscaldamento ed esercizi di respirazione. Proviamo a distrarli dalla guerra”.

Oggi, uno spettacolo che lei e i bambini hanno preparato per quattro giorni, viene presentato in anteprima.

“È uno spettacolo che parla di due pianeti, uno buono e uno cattivo” spiega Sonia, che ha fatto da Regista e Sceneggiatrice. “Il pianeta cattivo attacca quello buono”.

Oltre 1.500 bambini vivono nelle 29 stazioni della metropolitana

"Ci sono circa 1.500 bambini nelle 29 stazioni della metropolitana, dai neonati ai ragazzi di quindici anni", afferma Maryna Ladyzhenska, 48 anni, che coordina le attività educative per i bambini nei centri di accoglienza delle stazioni della metropolitana di Kharkiv.

"È stata l'UNICEF a fornire il denaro per attrezzare campi da gioco e spazi, per procurarsi gli articoli di cancelleria, i giocattoli e per sostenere la mobilitazione dei volontari”.

Secondo Maryna, sono quattro settimane che alcuni di questi bambini non si sono avventurati fuori. Molti sono spaventati. “I problemi fondamentali sono la diminuzione dei contatti sociali e l’assenza da scuola” dice Maryna.

Insegnanti, psicologi, allenatori e maestri di danza portano la loro esperienza negli spazi per bambini. “Si tratta di persone coinvolte in un modo o nell’altro nell’educazione, formale o non formale” afferma con orgoglio. “E ora si sono offerti volontari per lavorare con bambini e giovani".

Vadym, 14 anni, è rifugiato insieme a sua madre in uno dei treni della metropolitana di Kharkiv, in Ucraina. “A volte fa freddo qui” dice “ma in generale si sta bene”.

Vadym e Sonia, l'importanza di andare a scuola

Vadym, 14 anni, racconta che una granata ha colpito la sua scuola, provocando la distruzione di tutte le finestre. Ora lui e sua madre vivono in un treno della metropolitana. “A volte qui fa freddo,” dice “ma in generale si sta bene”.

“Le lezioni non sono come quelle a scuola, dove siamo in trenta seduti ad ascoltare l’insegnante, con alcuni che comprendono la lezione e altri no. Qui ti spiegano tutto singolarmente, non hai paura di fare domande”.

A bambini come lui e Sonia, queste lezioni cambiano la vita. Niente può però sostituire la cosa più preziosa che hanno perso: una casa. 

“In questi giorni facciamo due lezioni al giorno: matematica e lingua ucraina. Poi musica".

Mi sono fatta un sacco di amici qui. Ma sogno ancora di tornare a casa e che tutto andrà bene.

Sonia, 10 anni

Raggiungere i bambini non solo con gli aiuti essenziali ma anche attraverso opportunità educative e sostegno psico-sociale

Oltre un mese di guerra ha avuto conseguenze devastanti su milioni di persone nel paese, in particolare sui bambini e sulle persone più vulnerabili. Fino ad ora 4,3 milioni di minorenni sono sfollati dalle loro case e altri milioni hanno urgente bisogno di sicurezza, stabilità e protezione.

Con l’intensificarsi delle sparatorie e dei bombardamenti, l'UNICEF Ucraina si sta adoperando per rafforzare le capacità delle ONG e delle organizzazioni giovanili in tutto il paese, in modo da fronteggiare l'impatto della guerra sulla salute mentale e promuovere il benessere psicosociale di coloro che sono stati colpiti dal conflitto.

Fino ad ora più di 4.500 bambini e adolescenti hanno partecipato alle attività organizzate nella metropolitana. L’UNICEF e i suoi partner puntano a coinvolgere circa 500 volontari, educatori e psicologi per aiutare bambini e adolescenti in movimento, insieme alle loro famiglie.

“Il nostro obiettivo è aiutare i bambini, gli adolescenti e i giovani non solo con gli aiuti come acqua, cibo, igiene, ma anche attraverso opportunità educative e sostegno psico-sociale” afferma Liliya Lyubomudrova, responsabile dello sviluppo nell’adolescenza dell'UNICEF.

Rimanere resilienti, sviluppare meccanismi di coping e affrontare l'esperienza traumatica è estremamente importante, soprattutto per bambini e adolescenti. È una lunga maratona e la resilienza è la chiave per la sopravvivenza durante la guerra. E anche dopo.

Liliya Lyubomudrova, responsabile dello sviluppo nell’adolescenza dell'UNICEF

07/04/2022

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