Un terzo del mondo senza servizi igienici: progressi lenti, salute globale a rischio

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29/06/2015

30 giugno 2015 – In tutto il mondo, 1 persona su 3 (circa 2,4 miliardi in tutto), non dispone di servizi igienici adeguati, e ben 946 milioni di persone praticano la defecazione all'aperto, che comporta gravi rischi sanitari. 

A sottolinearlo sono UNICEF e OMS nel  nuovo rapporto congiunto “Progress on Sanitation and Drinking Water: 2015 Update and MDG Assessment” reso pubblico oggi.  

Successi nell'estensione dell'accesso all'acqua...

Gli scarsi progressi nell'ambito dei servizi igienici rischiano di minare la sopravvivenza infantile e di vanificare i benefici per la salute guadagnati grazie ai recenti, straordinari miglioramenti nell'accesso all'acqua potabile, ammoniscono UNICEF e OMS. 

L'accesso a fonti adeguate di acqua potabile è stato un risultato importante per i singoli Paesi e per la comunità internazionale, con circa 2,6 miliardi di persone che hanno ottenuto l'accesso a questa indispensabile risorsa dal 1990 a oggi. 

Attualmente, il 91% della popolazione mondiale dispone di acqua potabile da fonti controllate [tubature, cisterne o acqua imbottigliata] e questa quota è in continua crescita.

Nell'Africa Subsahariana, per esempio, 427 milioni di abitanti hanno avuto accesso all'acqua - una media di 47.000 persone al giorno, tutti i giorni, per 25 anni!

Una bambina di 3 anni, fuggita con la sua famiglia da Mosul (Iraq), nel campo di transito per sfollati di Khazar, nel Curdistan iracheno - ©UNICEF/NYHQ2014-0854/Khuzaie Una bambina di 3 anni, fuggita con la sua famiglia da Mosul (Iraq), nel campo di transito per sfollati di Khazar, nel Curdistan iracheno - ©UNICEF/NYHQ2014-0854/Khuzaie


I risultati in termini di sopravvivenza dell'infanzia sono stati notevoli. Oggi, meno di 1.000 bambini sotto i 5 anni muoiono ogni giorno per diarrea causata da acqua impura o condizioni igieniche inadeguate, rispetto agli oltre 2.000 di 15 anni fa.
 
 

...ma troppo lenti i progressi sul fronte dell'igiene

D'altro canto, i progressi in ambito igienico e sanitario sono stati ostacolati dagli scarsi investimenti in campagne di informazione e sensibilizzazione volte a modificare i comportamenti a rischio, dalla mancanza di prodotti a prezzi accessibili per i poveri, da norme sociali che accettano o addirittura incoraggiano la pratica della defecazione all'aperto. 

Anche se circa 2,1 miliardi di persone hanno guadagnato l'accesso a servizi igienici adeguati dal 1990 a oggi, la comunità internazionale ha fallito (mancandolo per quasi 700 milioni di abitanti) l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio dell'igiene per tutti.

Oggi, solo il 68% della popolazione mondiale utilizza servizi igienici adeguati, 9 punti percentuali al di sotto dell'Obiettivo di Sviluppo del Millennio, fissato al 77%.
 
«Quello che i dati mostrano chiaramente è la necessità di concentrarsi sulle disparità, unico modo per raggiungere un progresso sostenibile» sottolinea Sanjay Wijesekera, responsabile per i programmi Acqua e Igiene dell'UNICEF. «Fino a oggi il modello prevalente è stato quello che ha visto le fasce sociali più benestanti ottenere miglioramenti per primi, e soltanto dopo i poveri recuperare terreno. Se vogliamo raggiungere l'accesso universale ai servizi igienici entro il 2030, dobbiamo fare in modo che i più poveri ottengano miglioramenti immediati.»
 
«Fino a quando tutti avranno accesso a servizi igienici adeguati, la qualità delle risorse idriche sarà a rischio e troppe persone continueranno a morire a causa di malattie legate all’acqua» aggiunge Maria Neira, Direttore del Dipartimento per Salute pubblica e Ambiente dell'OMS.
 
 

Malattie tropicali e defecazione all'aperto, interventi urgenti nelle campagne

L'accesso all'acqua potabile e a servizi igienici adeguati è fondamentale nella prevenzione e nella cura di 16 delle 17 "malattie tropicali trascurate" (Neglected Tropical Diseases, NTDs), tra cui tracoma, parassitosi intestinale e schistosomiasi. Le NTD colpiscono più di 1,5 miliardi di persone in 149 Stati, causando cecità, invalidità permanente e anche la morte.
 
La pratica della defecazione all'aperto è concausa anche di un più alto rischio di ritardo nella crescita - lo "stunting", dovuto alla malnutrizione cronica - che colpisce 161 milioni di bambini in tutto il mondo, infliggendo loro un danno fisico e cognitivo irreversibile.  

L'intervento prioritario verso il conseguimento dell'obiettivo dell'igiene per tutti riguarda la popolazione che vive nelle campagne. Il 70% delle persone che, nel mondo, non hanno accesso a servizi igienici e addirittura il 90% di quelle che praticano la defecazione all'aperto vivono in ambiente rurale.

Una ragazza si reca con sapone e acqua nella latrina costruita dalla sua famiglia, con un piccolo sostegno da parte dell'UNICEF, nel villaggio di Echet Tsaeda, nella regione di Anseba (Eritrea). Il villaggio è uno di quelli che è stato dichiarato Una ragazza si reca con sapone e acqua nella latrina costruita dalla sua famiglia, con un piccolo sostegno da parte dell'UNICEF, nel villaggio di Echet Tsaeda, nella regione di Anseba (Eritrea). Il villaggio è uno di quelli che è stato dichiarato "open defecation free" dopo che tutti gli abitanti hanno accettato di porre fine alla pratica della deiezione all'aperto - ©UNICEF/NYHQ2014-3542/Pirozzi

 
I piani per i nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che saranno approvati dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2015, includono un obiettivo specifico volto all'eliminazione della pratica della defecazione all'aperto entro il 2030.

Raggiungerlo richiederebbe, secondo le stime di UNICEF e OMS, il raddoppio degli attuali tassi di riduzione del fenomeno, specialmente nel subcontinente indiano e nell'Africa Subsahariana. 
 
OMS e UNICEF sottolineano come sia di vitale importanza apprendere dall'esperienza, evitando la discontinuità dei progressi del periodo 1990-2015, per garantire che i nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile colmino le disparità e raggiungano l'accesso universale all'acqua e ai servizi igienici. 

A tale fine, il mondo ha bisogno di:
  • dati più disaggregati, per individuare le popolazioni e le aree dove si registrano valori anomali rispetto alle medie nazionali
  • maggiore focalizzazione sui soggetti più difficili da raggiungere, soprattutto i poveri delle aree rurali
  • tecnologie e approcci innovativi per portare soluzioni di risanamento igienico e ambientale sostenibili e a prezzi accessibili per le comunità povere 
  • più attenzione al miglioramento dell'igiene in abitazioni, scuole e strutture sanitarie.
Documenti disponibili

Rapporto UNICEF-OMS "Progress on Sanitation and Drinking Water 2015" (in inglese)pdf / 11.89 Mb

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29/06/2015

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