UNICEF/OMS, dal COVID-19 il rischio di un incremento di mortalità in Medio Oriente

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14/06/2020

La pandemia da COVID-19 sta mettendo i sistemi sanitari del Medio Oriente e Nord Africa sotto una pressione senza precedenti. I servizi di assistenza medica di base sono diminuiti o sono stati interrotti del tutto in diversi paesi.
 
Nonostante non vi siano molti casi di COVID-19 fra i bambini della regione, è evidente che la pandemia sta colpendo la salute dei bambini.
 
Secondo le stime dell'UNICEF, di qui alla fine del 2020 nella regione si potrebbero verificare fino a 51.000 decessi in più tra i bambini tra 0 e 5 anni, se si protrarrà la situazione attuale di interruzione dei servizi sanitari e nutrizionali di base.
 
Questa cifra equivarrebbe a un aumento di quasi il 40% della mortalità infantile rispetto ai livelli pre-COVID, azzerando circa due decenni di progressi compiuti per la sopravvivenza dell'infanzia nella regione. 
 
Prima della crisi, il numero di decessi tra i bambini sotto i 5 anni in Medio Oriente e Nord Africa in un semestre era di circa 133.000.
 
Gli ulteriori 51.000 previsti porterebbero il totale dei decessi tra i bambini sotto i 5 anni nel secondo semestre di quest'anno a circa 184.000

Lo studio di UNICEF e OMS include dieci Stati: Algeria, Gibuti, Egitto, Iraq, Giordania, Marocco, Siria, Sudan, Tunisia e Yemen.
 
La popolazione di bambini 0-5 anni in questi paesi è di quasi 41 milioni, pari a circa il 75% dell'intera popolazione infantile di Medio Oriente e Nord Africa.
A questa preoccupante previsione contribuiscono diversi fattori, combinati fra loro. 
 
In primo luogo molti operatori sanitari di prima linea, sotto la pressione dell'epidemia di coronavirus, hanno dovuto spostare il proprio lavoro nella risposta al COVID-19, in una situazione in cui c’è carenza di dispositivi di protezione individuale (DPI) e di altri beni essenziali.
 
Le quarantene generalizzate (lockdown), le restrizioni agli spostamenti e i problemi economici hanno ulteriormente ostacolato l’accesso delle famiglie all'assistenza sanitaria. Molti hanno paura di contrarre il virus recandosi nelle strutture sanitarie.
 
È probabile quindi che i bambini e le madri perdano i benefici di misure di prevenzione quali le vaccinazioni, la cura delle infezioni neonatali e delle malattie pediatriche, l'assistenza prenatale e i servizi per la prevenzione della malnutrizione acuta.
 
Bisogna evitare questo scenario, permettendo a decine di migliaia di bambini di arrivare a celebrare il proprio quinto compleanno circondati da familiari e amici.
 
UNICEF e OMS sono impegnati a sostenere i sistemi di salute pubblica in Nord Africa e Medio Oriente e chiedono ai governi e alla comunità internazionale una serie di misure:
 
  • La piena e sicura ripresa delle campagne di vaccinazione e dei servizi di nutrizione, seguendo strette misure precauzionali per la prevenzione dei contagi, usando i dispositivi di protezione individuale, evitando il sovraffollamento e rispettando il distanziamento sociale nelle strutture di assistenza sanitaria.
  • Rendere prioritario e facilitare l'accesso ai servizi di assistenza sanitaria di base per ogni bambino, soprattutto i più vulnerabili, attraverso la disponibilità di personale e forniture sanitarie.
  • Dotare i team di intervento per le comunità in tutta la regione dei requisiti minimi per la prevenzione e il controllo dei contagi, compresa l’attuazione delle precauzioni standard e dei dispositivi di protezione individuale.
  • Investire nelle iniziative di comunicazione pubblica e di coinvolgimento delle comunità per aumentare la fiducia nei sistemi sanitari pubblici e promuovere comportamenti appropriati per la ricerca di cure nelle famiglie.

 

(Dichiarazione di Ted Chaiban, Direttore UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa
di Ahmend Al-Mandhari, Direttore dell’OMS per il Mediterraneo Orientale)

 

14/06/2020

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