L'Unione Europea sia campione nella corsa verso gli Obiettivi del Millennio

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15/06/2010

Domani i leader dell'Unione Europea si riuniscono a Bruxelles per discutere la loro posizione sull’attesissimo Summit sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio di settembre, promosso dal Segretario Generale dell'ONU: otto impegni chiave ispirati alla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, che dieci anni fa ha lanciato un movimento globale senza precedenti per costruire un mondo più pacifico, prospero e giusto per tutti.

L'incontro di Bruxelles è un’opportunità, per l'Unione Europea, per riaffermare il proprio storico impegno in favore dei diritti dell’infanzia, e in particolare per i bambini più dimenticati ed emarginati del mondo. Noi dell’UNICEF riponiamo in questo grandi speranze. 

Oggi, mentre il mondo fa il punto sui progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, appare sempre più chiaro che milioni di bambini sono stati lasciati indietro.

I dati iniziano a mostrare l’aumento del divario tra paesi ricchi e poveri e palesi disparità all'interno delle nazioni in via di sviluppo.

Ad esempio, in paesi come l'Afghanistan e la Repubblica Democratica del Congo, il tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni non è sceso di un solo punto percentuale, anche se il tasso mondiale è calato del 30% tra il 1990 e il 2008.

In Niger una donna ha un 1 possibilità su 7 di morire per cause legate alla gravidanza e al parto nel corso della sua vita. Nei paesi più ricchi questo tasso è in media di 1 su 8.000.

Nel mondo in via di sviluppo, i bambini appartenenti al 20% (quintile) più povero della loro società rischiano 2-3 volte di più di essere sottopeso rispetto ai loro coetanei appartenenti al 20% della fascia più ricca, rischiano 2-3 volte di più di soffrire di ritardi nella crescita e hanno doppie o triple probabilità in meno di frequentare la scuola.

In alcuni paesi, queste disparità stanno aumentando, e riguardano maggiormente le bambine, i bambini indigeni e quelli appartenenti a minoranze etniche.

Tutto questo è motivo di allarme e richiede interventi immediati.

Se concentriamo i nostri sforzi sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio nelle aree e per le popolazioni più facilmente raggiungibili, possiamo ottenere un successo statistico, ma nascondiamo un fallimento morale: lasciare indietro quelli che hanno più bisogno.

Dobbiamo concentrare i maggiori sforzi sui bambini dimenticati.

La comunità internazionale ha affermato nel 1948 che tutti siamo 'nati liberi ed eguali in dignità e diritti'. Questo impegno fondamentale è al centro della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell'adolescenza, è stato ribadito nella Dichiarazione del Millennio, riaffermato nella Dichiarazione di Parigi del 2005, nell’Agenda d’Azione di Accra del 2008 e in molte dichiarazioni internazionali sui diritti umani.

In questo momento decisivo, il quintile più svantaggiato dovrebbe diventare la priorità assoluta del mondo.

Con questo spirito, ci auguriamo che, domani a Bruxelles, l'Unione Europea coglierà l'occasione di farsi campione dei diritti dell’infanzia e far sì che si compia ogni sforzo necessario per porre i bambini più bisognosi del mondo al centro dell’agenda del mondo a settembre.

15/06/2010

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