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Emergenza Ucraina: la risposta in Italia

Secondo il Ministero degli Interni, alla data dell’11 maggio, oltre 112 mila persone sono giunte dall’Ucraina in Italia, di cui 58.334 donne, 15.256 uomini e 38.508 minori, entrati attraverso i valichi di frontiera terrestre, principalmente quello di Fernetti e Tarvisio. 

Per rispondere ai bisogni emergenti l’UNICEF è presente in frontiera per una prima assistenza all’arrivo ma anche nei territori dove si registra la maggiore presenza per garantire la registrazione e individuazione di casi vulnerabili, informativa, risposta a bisogni specifici come supporto psicosociale, invio a servizi specifici, supporto all’accoglienza in famiglia, inserimento scolastico di bambine e bambini e adolescenti attraverso percorsi di apprendimento dell’italiano.

Protezione e prevenzione del rischio di violenza

L’UNICEF e l’UNHCR hanno attivato ad aprile 2022 due Blue Dots in Friuli Venezia Giulia, nei valichi di frontiera di Fernetti (Trieste) e Tarvisio (Udine).

I Blue Dots nascono come spazi di supporto per la protezione dei bambini, delle donne e delle famiglie, e sono diventati una modalità diffusa di assistenza in contesti di emergenza. Dall’inizio della crisi ucraina, UNHCR e UNICEF ne hanno attivati ben 23 in 7 paesi ad oggi maggiormente coinvolti dai flussi in ingresso. Questi spazi sono luoghi di ristoro a misura di donne e bambini; forniscono informazioni affidabili, anche grazie al coinvolgimento di operatori/trici sociali, psicologi, operatori/trici legali, e mediatori/trici linguistico-culturali.

Tra i servizi offerti ci sono: l’individuazione, l’assistenza e l’invio di minorenni a rischio – inclusi i minorenni stranieri non accompagnati – e di persone con bisogni specifici ai servizi sul territorio; primo supporto psico-sociale; e consulenza legale di base.

Le persone in arrivo sono visibilmente affaticate dal viaggio e provate dal conflitto e dalla fuga. Sia durante il viaggio che una volta in Italia, sono esposte al rischio di abusi, violenza di genere, e – per i bambini – al rischio di separazione familiare per cui resta necessario un’individuazione e presa in carico tempestiva di eventuali criticità. 

I due centri di supporto Blue Dots avviati in frontiera dall’UNHCR e UNICEF – in partnership con ARCI, D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), Save the Children, l’associazione Stella Polare e in stretta collaborazione con le autorità locali – vogliono fornire una prima risposta ai bisogni più urgenti delle persone in arrivo. 

TEAM MOBILE OPERATIVO A ROMA


In partnership con INTERSOS, l’UNICEF ha inoltre attivato un team mobile composto da un medico e staff psicosociale per supportare oltre 140 rifugiati ucraini ospiti in strutture alla periferia di Roma, per orientamento e rinvio a servizi sociali e sanitari per rispondere ai bisogni emergenti.

Un nuovo modello di mentoring

L’UNICEF, insieme al partner Refugees Welcome Italia, sta sperimentando un modello di mentoring a Roma per famiglie – debitamente formate - disposte a ospitare mamme con bambini in arrivo dall’Ucraina, in coordinamento con le istituzioni locali.

Il modello sarà sperimentato nell’ambito del programma Fianco a Fianco già avviato nel 2019, di affiancamento dei giovani migranti e rifugiati nel loro percorso di crescita personale e di inclusione sociale.

Accesso all'istruzione

Per supportare il reinserimento scolastico di bambine e bambini in fuga dal conflitto, l’UNICEF sta promuovendo nelle scuole primarie l’utilizzo del Corso Digitale Akelius per l'apprendimento della lingua italiana, che favorisce lo sviluppo di competenze linguistiche e digitali, tramite lezioni, giochi e altri contenuti interattivi adattati ai diversi livelli di studio.

La risposta UNICEF-Akelius si concentra attualmente nelle 4 Regioni che registrano il maggior numero di arrivi, in collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali in Emilia Romagna, Lazio, Lombardia e Campania.

La piattaforma U-Report on the move

Attraverso la piattaforma digitale per rifugiati e migranti U-Report on the Move, l’UNICEF sta promuovendo la condivisione di informative utili per la popolazione in arrivo.

Dall’inizio dell’emergenza oltre 300 persone di nazionalità ucraina si sono già iscritte alla piattaforma e oltre 200 hanno già ricevuto informazioni tramite chatbot. Tra le informative principali, quelle di carattere legale e psicosociale, informazioni di carattere sanitario – anche legate a vaccini e COVID-19 - e per il reinserimento scolastico. Tutti i materiali sono disponibili in lingua ucraina in piattaforma e sui canali social collegati.

Oltre 170 casi sono stati presi in carico attraverso Here4U, lo sportello digitale di supporto psicosociale della piattaforma.

Salva i bambini con 9 euro al mese: 800 90 00 83

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