Salute

Salute mentale

La salute mentale

La salute mentale racchiude il benessere emotivo, psicologico e sociale. Influenza il modo in cui pensiamo, sentiamo e in che modo agiamo. Determina la nostra capacità di gestire lo stress, costruire relazioni, saperle gestire e fare scelte che influiscono sulla nostra salute. Si stima che fino al 20% dei minorenni a livello mondiale soffra di qualche forma di disturbo mentale. La sola depressione potrebbe essere il principale fardello tra le malattie dei prossimi dieci anni. 

Circa una persona su dieci soffre di qualche tipo di disturbo mentale e coloro che ne sono affetti in maniera più grave hanno la possibilità di morire 10 o 20 anni prima rispetto al resto della popolazione. Il suicidio sta mietendo ogni anno 800.000 vittime: una persona ogni 40 secondi si toglie la vita e tra gli adolescenti tra i 15 e i 19 anni è tra le tre principali cause di morte. 

La metà di tutte le condizioni di salute mentale inizia a manifestarsi entro i 14 anni ma, in gran parte dei casi, non viene riconosciuta né curata. 

La salute mentale nel mondo

1su 5

Adolescenti con qualche forma di disturbo mentale

posto

il suicidio come causa di morte per le ragazze tra 15 e 19 anni

800mila

Persone si tolgono la vita ogni anno

Le condizioni in cui il bambino vive la prima infanzia è uno dei primi fattori in grado di influenzare la salute mentale e provocare disturbi destinati a manifestarsi durante l’adolescenza. Tutto questo si aggrava con l’isolamento e la mancanza di relazioni di supporto nella scuola e nella comunità in cui il bambino vive.

L‘esposizione regolare a esperienze negative nell'infanzia può causare una risposta continuativa allo stress e avere gravi ripercussioni neuro-biologiche a breve e lungo termine sulla salute dei bambini, sul loro sviluppo e benessere. Negli studi supportati dall'OMS e CDC (Centers for Disease Control and Prevention), almeno il 60% del campione analizzato ha avuto un'esperienza negativa durante l’infanzia e almeno il 25% ne ha sperimentate tre o più. Sappiamo che queste esperienze sono costantemente sottostimate e molti più bambini subiscono abusi e negligenza ogni singolo giorno.  

Una situazione da conoscere e riconoscere

La pandemia da COVID-19 ha messo in luce l’entità e la gravità della crisi globale sulla salute mentale, evidenziando l’importanza di investire e agire al più presto. Questo, combinato allo stigma, la discriminazione, la legislazione punitiva e le violazioni dei diritti umani, sta aumentando l'urgenza di migliorare l'accesso e gli investimenti nella cura della salute mentale per tutti. In tutto il mondo, la maggior parte di coloro che necessitano di cure psicologiche non ha accesso a supporto e a servizi di buona qualità. La Convenzione sui diritti dell’infanzia e l’adolescenza prevede che tutte le bambine i bambini abbiano diritto al miglior stato di salute possibile (art.24).

Nell'Agenda dello Sviluppo Sostenibile, la salute mentale è stata riconosciuta in modo più critico come una componente importante dell'agenda globale per la salute. L'Obiettivo 3.4 mira a ridurre la mortalità prematura dovuta a malattie non trasmissibili attraverso la prevenzione e le cure adeguate, nonché a promuovere la salute mentale e il benessere, definendo meglio gli ambiti su cui investire:

  1. Benessere personale, per la costruzione di pensieri ed emozioni positive come la speranza, la calma, l'autostima e la fiducia in se stessi.
  2. Benessere interpersonale per la costruzione di relazioni positive, cura reattiva, senso di appartenenza, la capacità di essere vicini agli altri. 
  3. Abilità e conoscenza per la costruzione di capacità di imparare, prendere decisioni positive, rispondere efficacemente alle sfide della vita ed esprimere sé stessi.

Nonostante il riconoscimento globale dell'importanza di questo tema, lo slancio per le azioni programmatiche e politiche è stato lento: un fattore che contribuisce alla mancanza di progressi è la mancanza di dati empirici sulla salute mentale e soprattutto su quella degli adolescenti. Due terzi dei paesi non dispongono di dati sui disturbi mentali e, per i paesi che ne dispongono, questi dati spesso non sono disponibili per i bambini e gli adolescenti. I dati sulla salute mentale degli adolescenti, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, sono urgentemente necessari.

Quando giorno dopo giorno devi stare lontano dagli amici e distante dagli affetti e magari anche bloccato a casa con qualcuno che usa violenza, l’impatto è importante. Molti bambini hanno paura, si sentono soli, in ansia e preoccupati per il loro futuro.

Henrietta Fore, Direttore generale UNICEF

L'azione dell'UNICEF

Come accennato esiste una carenza di strumenti convalidati e di dati sulla prevalenza per la misurazione delle condizioni di salute mentale degli adolescenti a livello di popolazione.

L'UNICEF, con il supporto di esperti, sta conducendo un lavoro per sviluppare uno strumento di raccolta dati per avere informazioni sulla salute mentale degli adolescenti nei paesi a basso e medio reddito. La validazione e l'adattamento dello strumento in diversi contesti comporterà un mix di approcci qualitativi e quantitativi, compresa la validazione clinica della depressione, dell'ansia e del suicidio.

Qui si colloca il progetto Helping Adolescents Thrive – HAT: una serie di linee guida sugli interventi di salute mentale promotivi e preventivi per gli adolescenti.
Le linee guida congiunte UNICEF-OMS su HAT hanno lo scopo di incidere sullo sviluppo di politiche, la pianificazione dei servizi e il rafforzamento dei sistemi sanitari ed educativi, e facilitare l'integrazione della promozione della salute mentale degli adolescenti e le strategie di prevenzione.

Il benessere psicologico a un anno dalla pandemia

Secondo lo studio Salute mentale e benessere a un anno dalla pandemia, almeno 1 bambino o giovane su 7 – ovvero 332 milioni nel mondo – ha vissuto per almeno 9 mesi, da quando ha avuto inizio la pandemia da COVID-19, sotto misure nazionali che prevedevano l’obbligo o la raccomandazione di permanenza a casa, mettendo a rischio la loro salute mentale e il loro benessere.

Accanto a questo dato vi è quello dell’OMS secondo cui la pandemia ha interrotto i servizi fondamentali per la salute mentale nel 93% dei paesi del mondo, mentre la richiesta di supporto per la salute mentale è in aumento. 

La situazione in Italia

In Italia, vivono circa 10 milioni di bambini e adolescenti che sono stati colpiti dagli effetti dalla pandemia e dalle misure che sono state messe in atto per contenerla, sperimentando cambiamenti sostanziali negli ambienti di vita, nelle routine e nelle reti relazionali, educative e sociali che normalmente favoriscono la promozione della salute e la resilienza agli eventi traumatici.

Secondo un articolo dell’Istituto per la Salute dell’Ospedale Bambino Gesù la scuola in DAD e la privazione della socializzazione in classe hanno comportato un incremento vertiginoso delle patologie di natura neuro psichiatrica, a partire dai disturbi del comportamento alimentare, che nel solo Istituto del Bambino Gesù di Roma sono cresciuti di otto-nove volte rispetto al consueto, fino ad arrivare ai tentativi di suicidio.

Disturbi del sonno, del linguaggio e dell’alimentazione, deficit di attenzione, atti di autolesionismo e somatizzazioni sono solo alcuni dei campanelli di allarme a cui genitori ed educatori dovrebbero prestare attenzione. 

La vita in famiglia

Secondo il rapporto del Istituto Superiore di Sanità dello scorso maggio, sono circa 7,6 milioni gli alunni italiani che hanno sospeso la frequenza delle lezioni in presenza e le attività educative, sportive, culturali e di aggregazione. L'emergenza ha portato alla riorganizzazione della rete assistenziale sanitaria stravolgendo anche il percorso nascita, inclusa l’assistenza al neonato, con un diverso impatto a seconda dei territori. 

Ci sono state nuove modalità di lavoro per i genitori che hanno usufruito dello smart working, ma anche, per altri, la perdita improvvisa del lavoro stesso o l'obbligo di recarsi sul posto di lavoro per i cosiddetti lavoratori essenziali. Questo ha sconvolto l'equilibrio delle famiglie, già incrinato dalla paura del contagio e dalla sofferenza per la perdita o la malattia di persone care: proprio sul tema del benessere psicologico delle famiglie con figli minorenni, l'UNICEF ha lanciato un questionario in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. 

Il questionario ha evidenziato come 
le mamme mostrino, in generale, maggiori segnali di stress rispetto ai papà; si registrino quote significative di stress legate all'evento pandemico per i genitori con bambini più piccoli; soprattutto le donne abbiano manifestato reazioni emotive negative in termini di depressione, ansia e stress.

Anche sulla base di questi primi risultati, l’UNICEF chiede che venga incentivata la possibilità per i genitori di usufruire di forme di sostegno psicologico accessibile e di qualità. 

Documenti disponibili

HAT: manuale UNICEF e OMS su interventi di salute mentale promotivi e preventivi per gli adolescenti.pdf / 3.02 Mb

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Risultati questionario La vita in famiglia ai tempi del Covidpdf / 3.67 Mb

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Altri risultati preliminari evidenziati dalla ricerca (La vita in famiglia ai tempi del Coronavirus), UNICEF Italia pdf / 142 kb

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