Minori di origine straniera

Posizione dell'UNICEF

L’UNICEF Italia sostiene la necessità che quanto sancito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza venga rispettato anche in situazioni di emergenza, in tutte le decisioni che coinvolgono minorenni.
 
In particolare, questi gli aspetti prioritari per i quali è necessario che il Governo italiano adotti tutte le misure necessarie per agire in conformità agli obblighi assunti, rispettando il superiore interesse dei bambini e degli adolescenti:
 
  • Rispetto del principio di non respingimento e adeguata accoglienza alla frontiera dei minorenni migranti in arrivo via mare.
  • Misure specifiche per garantire il diritto dei minorenni ad un ambiente familiare, senza discriminazione per i minorenni migranti appartenenti a nuclei familiari non legalmente soggiornanti sul territorio.
  • Protezione e l’assistenza a tutti i minorenni stranieri non accompagnati o separati dai loro genitori (prestando particolare attenzione ai minorenni richiedenti asilo). 

L’UNICEF Italia richiama quindi al rispetto delle Raccomandazioni del Comitato sui diritti dell’infanzia, che ha indicato, in accordo con i principi e provvedimenti della Convenzione, soprattutto gli articoli 2, 3, 22 e 37, e con il rispetto dei bambini, richiedenti o meno asilo, di:

  • incrementare gli sforzi per creare sufficienti centri speciali di accoglienza per minori non accompagnati, con particolare attenzione per quelli che sono stati vittime di traffico e/o sfruttamento sessuale;
  • assicurare che la permanenza in questi centri sia più breve possibile e che l’accesso all’istruzione e alla sanità siano garantiti durante e dopo la permanenza nei centri di accoglienza;
  • adottare, il prima possibile, una procedura armonizzata nell’interesse preminente del bambino per trattare con minori non accompagnati in tutto lo Stato parte;
  • assicurare che sia previsto il rimpatrio assistito quando ciò è nel superiore interesse del bambino, e che sia garantita assistenza per tutto il periodo successivo a questi stessi bambini.

Sulla base di quanto raccomandato dal Comitato sui diritti dell’infanzia nel Commento Generale n.6 sul “Trattamento dei bambini separati dalle proprie famiglie e non accompagnati, fuori dal loro paese d’origine”, l’UNICEF Italia  propone che: 
 
  • l'attribuzione dell’età avvenga con mezzi di provata utilità scientifica e tenendo conto oltre che dell’aspetto fisico anche della maturità psicologica del minorenne;
  • quando il minorenne viene individuato, sia nominato in tempi più brevi possibili un tutore affinché possa essere assicurata una rappresentanza adeguata;
  • il minorenne venga intervistato da personale qualificato che utilizzi modalità appropriate all’età e al sesso del bambino e che gli operatori che lavorano con minorenni non accompagnati ricevano una formazione specifica;
  • i minorenni non accompagnati non siano mai privati della libertà, se non come estrema ratio e comunque, in luoghi separati dagli adulti;
  • i minorenni non accompagnati trovino accoglienza in strutture specializzate che offrano un’adeguata risposta alle eterogenee problematiche presentate dai minorenni e assicurino l’accesso a percorsi educativi adeguati;
  • si sostenga la via dell’inserimento sociale e lavorativo sia permettendo al minorenne straniero di lavorare alle condizioni di legge previste per i minorenni italiani, sia attraverso disposizioni che agevolino il rinnovo del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età;
  • i provvedimenti presi nei confronti dei minorenni stranieri non accompagnati devono rispondere sempre al principio del superiore interesse del minorenne. In particolare tale principio, insieme a quello dell’ascolto del minorenne, deve essere tenuto presente nei provvedimenti di rimpatrio assistito. 
Clicca qui per leggere il documento relativo alla posizione dell'UNICEF sulle principali questioni che coinvolgono i bambini e gli adolescenti nei processi migratori
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