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Salute

Forum mondiale sulla polmonite, un'azione per salvare 9 milioni di vite di qui al 2030

© UNICEF/UNI279417/Modola
© UNICEF/UNI279417/Modola
29 gennaio 2020 – Un'azione più efficace nella lotta alla polmonite potrebbe evitare quasi 9 milioni di decessi infantili nel prossimo decennio, provocati da quella che è tuttora la prima singola causa di mortalità tra i bambini (0-5 anni) nel mondo.

A rivelarlo è una ricerca della Johns Hopkins University all'apertura del primo Forum globale sulla polmonite infantile che si tiene a Barcellona da oggi al 31 gennaio,  organizzato da 9  tra le maggiori organizzazioni internazionali che si occupano di sanità e infanzia: UNICEF, Save the Children, ISGlobal, Every Breath Counts, Fondazione "la Caixa", Bill & Melinda Gates Foundation, USAID, Unitaid e Gavi/the Vaccine Alliance. 

Secondo la ricerca, l'intensificazione delle terapie contro la polmonite e delle misure di prevenzione potrebbe salvare la vita di 3,2 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni, e come "effetto a catena" preverrebbe anche altri 5,7 milioni di decessi per altre malattie infantili gravi, grazie all'integrazione dei servizi sanitari.
 
 

Killer dell'infanzia n. 1

La polmonite è un'infezione dell'apparato respiratorio che può essere provocata da batteri, virus o funghi. I bambini che ne sono affetti incontrano crescenti difficoltà per respirare, a causa dell'invasione degli alveoli polmonari da parte di pus e liquidi.
 
La polmonite resta la malattia più letale per i bambini: nel solo 2018 è stata la causa diretta della morte di 800.000 bambini a livello globale, in media uno ogni 39 secondi.
 
Sebbene la polmonite possa essere prevenuta con i vaccini ed essere efficacemente curata - se diagnosticata per tempo - con antibiotici a basso costo, nel mondo decine di milioni di bambini non ricevono ancora le vaccinazioni necessarie, e un terzo dei bambini che ne presentano i sintomi non accedono all'assistenza sanitaria di base.
 
La mortalità infantile da polmonite si concentra nei paesi più poveri, e a soffrirne maggiormente sono i bambini più poveri e marginali.
 
Se persisteranno i livelli attuali di morbilità e mortalità, 6,3 milioni di bambini tra 0 e 5 anni potrebbero morire per polmonite di qui al 2030.
 
Sempre considerando l'arco temporale del prossimo decennio, il numero più alto di decessi si verificherbbe in Nigeria (1,4 milioni), in India (880.000), nella Repubblica Democratica del Congo (350.000) e in Etiopia (280.000).
 
Gli interventi sanitari che puntano a migliorare la nutrizione, a fornire antibiotici e ad aumentare la copertura vaccinale e i tassi di allattamento – misure fondamentali per ridurre l'incidenza della polmonite – avrebbero inoltre l'effetto collaterale di prevenire milioni di decessi infantili per malattie come diarrea (2,1 milioni), sepsi (1,3 milioni) e morbillo (280.000).
 
 

Kevin Watkins, Direttore di Save the Children

"Il numero di vite che potrebbero essere salvate è potenzialmente ancora più alto, considerando che la ricerca non ha preso in considerazione fattori come la disponibilità di ossigeno medico, o le azioni per ridurre i livelli di inquinamento atmosferico, uno dei maggiori fattori di rischio per la polmonite.
 
Questi risultati dimostrano cosa saremmo in grado di ottenere. Sarebbe moralmente indifendibile restare a guardare mentre milioni di bambini continuano a morire per mancanza di vaccini, antibiotici e terapie di routine con ricorso all'ossigeno".
 

Henrietta Fore, Direttore dell’UNICEF
 
"Se vogliamo davvero ridurre la mortalità infantile, dobbiamo fare sul serio nel combattere la polmonite.
 
Come dimostra l'attuale diffusione del coronavirus, è di fondamentale importanza migliorare la diagnosi tempestiva e la prevenzione. 
 
Occorrono giuste diagnosi e cure adeguate. Significa anche affrontare le principali cause della mortalità da polmonite - malnutrizione, carenza di vaccini e antibiotici - e affrontare la sfida più difficile, quella della lotta all'inquinamento atmosferico.
 
L’inquinamento dell’aria esterna contribuisce al 17,5% - o 1 su 5 - delle morti per polmonite fra i bambini sotto i 5 anni nel mondo, secondo uno studio dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME-GBD).
 
L'inquinamento domestico dovuto all'uso all’interno di combustibili solidi per cucinare contribuisce a ulteriori 195.000 (29,4%) morti.
 
Il 91% della popolazione del mondo sta respirando aria all’aperto che supera gli standard dell’OMS. La dimensione della sfida dell'inquinamento atmosferico potrebbe potenzialmente compromettere l'impatto dell'aumento degli interventi contro la polmonite.
 
Altre cause della morte per polmonite includono malnutrizione, la mancanza di accesso a vaccini e antibiotici. Secondo la ricerca della Johns Hopkins, del totale delle 8,9 milioni di morti per tutte le cause che potrebbero essere evitate nel prossimo decennio, 3,9 potrebbero essere il risultato di maggiori sforzi nel ridurre solo i livelli di malnutrizione."


Dichiarazione del dott. Seth Berkley, CEO di Gavi, the Vaccine Alliance:
 
La polmonite da pneumococco è una malattia facilmente prevenibile, spesso curabile - nessun genitore dovrebbe provare l'agonia di perdere il proprio figlio a causa di questa malattia.
 
Nell'ultimo decennio abbiamo fatto progressi nell'aumentare il numero di bambini che ricevono il vaccino pneumococcico salvavita ed è fondamentale che continuiamo ad adoperarci per proteggere la prossima generazione da questa malattia mortale.
 
La conferenza dei donatori di Gavi, che si terrà a giugno, offrirà alla comunità internazionale la possibilità di aiutarci a farlo.

Dichiarazione di Quique Bassat, professore di ricerca presso l'Istituto di Barcellona per la salute globale (ISGlobal) e presidente del Forum globale sulla polmonite infantile:
 
La malattia che uccide la maggior parte dei bambini nel mondo non può più essere trascurata in termini di scarso finanziamento della ricerca globale.
 
La ricerca e l'innovazione devono guidare il cambiamento delle politiche e aprire la strada a un'ulteriore diminuzione della mortalità dovuta alla polmonite.

Dichiarazione di Leith Greenslade, coordinatrice della Every Breath Counts Coalition:
 
Questa analisi dimostra che l'azione collettiva per proteggere i bambini dalla polmonite potrebbe davvero potenziare gli sforzi nazionali per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile per la sopravvivenza dei bambini.
 
I governi e le agenzie internazionali per lo sviluppo devono agire con urgenza per proteggere i bambini più vulnerabili dalla malnutrizione e dall'esposizione all'inquinamento atmosferico, e garantire che ricevano vaccini contro la polmonite e diagnosi rapide, antibiotici adatti ai bambini e ossigeno se si ammalano. Se non lo fanno, sono in gioco 9 milioni di vite di bambini.

Fra il 29 e il 31 gennaio nove principali organizzazioni sanitarie e per l'infanzia - ISGlobal, Save the Children, UNICEF, Every Breath Counts, la Fondazione "la Caixa", la Bill & Melinda Gates Foundation, USAID, Unitaid e Gavi, the Vaccine Alliance - ospiteranno i leader mondiali al Forum globale sulla polmonite infantile di Barcellona, il primo forum internazionale in merito, dedicato a “Fighting the Breath: The Global Forum on Childhood Pneumonia”. 
 
Tra gli annunci che saranno fatti al Forum: un vaccino più economico, il vaccino PCV del Serum Institute of India e l'impegno politico dei governi dei paesi ad alto rischio a sviluppare strategie nazionali per ridurre i decessi da polmonite.