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COVID-19: dall'ONU un Piano globale per la risposta alla pandemia nei paesi meno sviluppati

Alunni di una scuola per l'infanzia nel Laos meridionale, dove l'UNICEF conduce programmi di igiene finalizzati anche alla prevenzione del COVID-19 - © UNICEF/UN0311068/
Alunni di una scuola per l'infanzia nel Laos meridionale, dove l'UNICEF conduce programmi di igiene finalizzati anche alla prevenzione del COVID-19 - © UNICEF/UN0311068/
25 marzo 2020 – Oggi l'ONU ha varato un Piano Globale da 2 miliardi di dollari per prevenire e contrastare gli effetti della pandemia di COVID-19 nei Paesi meno sviluppati.
 
Al lancio virtuale dell'iniziativa hanno preso parte il Segretario Generale dell'ONU Antònio Guterres, il Direttore dell'UNICEF Henrietta Fore, il Direttore dell'OMS Tedros Adhanom Gebreyesus e il Vicedirettore delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari Mark Lowcock.

Contestualmente, e nel quadro del Piano Globale ONU, l'UNICEF ha lanciato oggi il suo Appello umanitario per l'emergenza coronavirus con interventi per l'infanzia nei paesi colpiti per un ammontare complessivo di 651,6 milioni di dollari.

Di seguito presentiamo l'intervento di Henrietta Fore, direttore esecutivo dell'UNICEF.

Emergenza coronavirus: aiuti UNICEF per l'Italia e per il mondo

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"In pochissimi mesi il coronavirus ha sconvolto le vite dei bambini in tutto il mondo.
 
Centinaia di milioni di alunni non vanno a scuola, genitori e altre figure di riferimento hanno perso il lavoro, confini sono stati sigillati.
 
I bambini sono le vittime nascoste di questa pandemia. Siamo preoccupati per le conseguenze di breve e di lungo periodo sulla loro salute, benessere, sviluppo e prospettive.
 
Siamo preoccupati per la loro mancanza di accesso ad acqua e igiene. Come tutti sappiamo, lavarsi le mani con il sapone è un'arma fondamentale nella lotta contro il COVID-19.
 
Eppure, il 40% della popolazione mondiale – 3 miliardi di personenon possiede in casa servizi con acqua corrente e sapone per farlo.
 
Ancora peggio, il 16% delle strutture sanitarie, cioè una su 6, non ha servizi igienici. E un terzo delle scuole nel mondo, e metà di quelle nei paesi meno sviluppati, semplicemente non hanno ambienti in cui i bambini possano lavarsi le mani.
 
Siamo preoccupati per la loro istruzione: oltre metà degli studenti nel mondo subiscono gli effetti della chiusura delle scuole, avvenuta in almeno 120 Stati.
 
La nostra speranza è che quanti più possibilie di questi studenti riprendano le lezioni appena la situazione migliorerà. 
 
Tuttavia, sappiamo dalla nostra esperienza che quanto più a lungo i bambini più marginali restano lontani dall'ambiente scolastico, tanto minori sono le probabilità che vi facciano ritorno.
 
Queste chiusure non stanno limitando solo l’accesso all’istruzione, ma anche alla refezione scolastica, ai programmi per la salute, all’acqua pulita e informazioni accurate.
 
Per questo l’UNICEF sta lavorando con i Ministeri dell’istruzione nei vari paesi del mondo per identificare opportunità alternative di apprendimento, come l'insegnamento online o attraverso programmi radiofonici e televisivi.
 
Abbiamo anche realizzato insieme all'OMS e alla Federazione Internazionale della Croce Rossa (FICR) apposite linee-guida, rivolte a genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e ad altre figure, su come consentire ai bambini di continuare a studiare in condizioni di sicurezza.
 
Siamo preoccupati per la protezione dei bambini. Dall'esperienza maturata in precedenti emergenze sanitarie sappiamo che i bambini sono più esposti a rischio di sfruttamento, violenza e abuso quando le scuole sono chiuse, aumenta la disoccupazione e le persone sono sottoposte a restrizioni nei movimenti.

Ad esempio, la chiusura delle scuole durante l’epidemia di Ebola in Africa Occidentale tra il 2014 e il 2016 è coincisa con un incremento del lavoro minorile, e un maggior numero di abbandoni familiari, abusi sessuali e gravidanze precoci.
 
Siamo preoccupati anche per l’accesso ai servizi sanitari di base, come le vaccinazioni o la cura delle malattie pediatricheNon possiamo salvare un bambino dal  COVID-19 e poi perderne molti altri per polmonite, morbillo o colera.

Siamo preoccupati per la salute mentale. i bambini e i giovani stanno rinunciando ad alcuni dei momenti più belli delle loro vite – parlare con gli amici, frequentare la scuola e fare sport.
 
Questo fa crescere gli stati di ansia e può comportare cambiamenti nelle abitudini. Noi abbiamo realizzato delle linee guida per genitori, insegnanti, bambini e giovani per aiutarli ad affrontare questo periodo, depressione e salute mentale sono reali e colpiscono 1 persona su 3.
 
Siamo particolarmente preoccupati per milioni di bambini in fuga o che vivono in situazioni di conflitto, per loro, le conseguenze di questa pandemia saranno diverse da quelle viste fino ad ora.
 
Questi bambini vivono in condizioni di sovraffollamento e spesso in zone di guerra attive con limitato o inesistente accesso a cure mediche.
 
Una famiglia di 6, 8, 10 o 12 persone può vivere in una stanza, l’autoisolamento e il lavaggio delle mani con il sapone non saranno così semplici in questi ambienti.
 
Per questo finanziare il piano di risposta globale umanitaria al COVID-19 è così fondamentale, soltanto l’UNICEF necessita di 405 milioni di dollari per la sua risposta nei paesi in emergenza e altri 246,6 milioni di dollari per la risposta nei paesi che non hanno altre emergenze; per cui il totale del nostro appello è di 651,6 milioni di dollari.
 
Con il supporto della comunità internazionale, noi possiamo insieme predisporre piani di preparazione e risposta nei paesi con sistemi sanitari più deboli.
 
Possiamo aumentare l’accesso a servizi igienico-sanitari e per lavare le mani, possiamo ampliare il coinvolgimento delle comunità per fornire le informazioni di cui hanno bisogno per prevenire il contagio.
 
Possiamo mantenere un flusso costante di aiuti per la protezione personale come tute, mascherine, occhiali e guanti, per supportare la prevenzione e il controllo dell’epidemia e tenere al sicuro gli operatori sanitari, fondamentali, che lavorano senza sosta.
 
Possiamo continuare a lavorare con i governi per rafforzare i servizi di protezione, il supporto psicosociale e le opportunità di apprendimento da remoto per tutti i bambini, in particolare per quelli più vulnerabili.
 
 

Lotta al COVID-19, l'impegno dell'UNICEF in Italia

«In questi mesi la diffusione del coronavirus ha viaggiato più veloce della nostra capacità di comprensione e di reazione, sconvolgendo la vita dei bambini e delle famiglie in tutto il mondo.

Vista la drammatica situazione, l’UNICEF ha deciso in via eccezionale di inviare aiuti anche all’Italia, in particolare: maschere chirurgiche, guanti chirurgici e per test, tute e occhiali protettivi, mascherine, camici e termometri in supporto del Governo italiano, del Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri e della Protezione Civile.

Inoltre, come UNICEF Italia abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi che ci vedrà impegnati per affrontare questa emergenza nei prossimi mesi.

La nostra azione è rivolta a tutte le famiglie e i bambini vulnerabili in tanti paesi del mondo e in Italia colpiti dal Coronavirus. Chiediamo a tutti di donare. Solo insieme possiamo farcela.» 
 
(Francesco Samengo, Presidente dell'UNICEF Italia)

È possibile effettuare donazioni tramite il sito web www.unicef.it/coronavirus



 
 
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"Appello umanitario UNICEF 2020 per l'emergenza COVID-19"

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