8 marzo – Festa delle Donne

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24/02/2021

Oggi 8 marzo, si celebra la Festa della Donna, occasione per riflettere sull’uguaglianza di genere e sulle iniziative e le politiche che ogni paese, ogni governo, ogni singolo dovrebbe attuare perché le donne possano avere le stesse opportunità  degli uomini, avere la possibilità di realizzare le proprie aspirazioni.

Venticinque anni fa, in occasione della Conferenza Mondiale sulle donne tenutasi a Pechino, i governi del mondo si sono impegnati a garantire alle ragazze e alle donne la libertà di esercitare i loro diritti, di godere di pari opportunità e di essere protette dalla violenza.

Sebbene la situazione delle donne sia migliorata rispetto al passato ottenendo, almeno sul piano giuridico, l’uguaglianza dei diritti, in molti paesi le donne e le ragazze hanno ancora poche possibilità di far sentire la propria voce e di affermarsi nella società.

Mai come oggi il numero delle bambine e delle ragazze iscritte a scuola è così alto, eppure l'accesso all'istruzione non è sufficiente – occorre anche cambiare i comportamenti e gli atteggiamenti nei confronti delle ragazze.

Le ragazze adolescenti, in particolare, subiscono una discriminazione maggiore a causa della loro età e del loro genere e continuano ad essere messe in disparte nelle loro comunità e negli spazi decisionali, oltre ad essere in gran parte invisibili nelle politiche governative. Dare potere alle ragazze adolescenti produce un triplo beneficio sociale : per le ragazze di oggi, per le donne adulte che diventeranno e per la prossima generazione di bambini che accudirano.

Le ragazze oggi corrono rischi ovunque – sia online che in classe, a casa e in comunità – con conseguenze negative fisiche, psicologiche e sociali inimmaginabili. Le pratiche dannose come i matrimoni precoci e le mutilazioni genitali femminili (FGM) continuano a sconvolgere e danneggiare la vita e il potenziale di milioni di ragazze in tutto il mondo. Ogni anno 12 milioni di ragazze si sposano durante l'infanzia e 4 milioni sono a rischio di FGM.

Oggi è innegabile che esista una connessione tra lo sviluppo economico di un paese e il ruolo della donna nella stessa società: più un paese è povero, peggiore è la condizione della donna che viene relegata al ruolo di moglie e madre, costituendo tuttavia la principale forza lavoro domestica senza però riceverne alcun beneficio.

L’UNICEF ha messo in atto una serie di progetti che mirano a sviluppare l’empowerment femminile, inteso come un miglioramento della capacità delle donne di accedere agli elementi fondamentali dello sviluppo, in particolare le cure mediche, l'istruzione, le opportunità di guadagno, i diritti e la partecipazione alla vita politica.

Inoltre l’UNICEF porta avanti numerosi progetti e iniziative volte ad arginare la violenza nei confronti delle donne e delle bambine e proprio oggi l’UNICEF lancia in Italia una petizione, una raccolta di firme per chiedere al Governo il rinnovo del piano nazionale sulla violenza contro le donne, strumento di prevenzione della violenza, protezione delle vittime e punizione dei colpevoli.

In Italia infatti oltre il 31% delle donne, tra i 16 e i 70 anni, ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Ogni tre giorni, sempre nel nostro paese, si verifica un femminicidio. Durante la pandemia COVID-19 le chiamate al numero antiviolenza e stalking 1522 sono aumentate del 71,7%.

La violenza verso le donne, le ragazze e le bambine è una gravissima violazione dei diritti umani, che quando non causa la morte, ha conseguenze fisiche e psichiche gravissime.

Attraverso la petizione, chiediamo l’integrazione nel Piano di alcune istanze presentate all’UNICEF da bambine e ragazze:

  1. Aumentare i posti disponibili per l’accoglienza di donne e nuclei madri-bambino sopravvissute o a rischio di subire violenza e rimuovere gli ostacoli che impediscono di chiedere supporto
  2. Prevedere una campagna di sensibilizzazione continua sulla violenza di genere, nelle scuole e nei luoghi di formazione.
  3. Combattere in ogni ambito, sede e fonte giuridica il pregiudizio che colpevolizza la vittima.


FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE:
www.unicef.it/firma

24/02/2021

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