Bingiza, un ciclone che porta la vita

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06/04/2011

L’11 febbraio del 2011 il ciclone Bingiza ha colpito il Madagascar. Gli effetti più devastanti li ha avuti nella parte sud orientale dove più di 1.200 persone sono state evacuate e hanno perso tutto, tranne la vita. Anzi qualcuno ha proprio cominciato la sua vita.

Tsiabacohe ha 30 anni, 7 figli e non ha un marito. Ci racconta che il giorno che il ciclone ha colpito il suo villaggio lei  ha avuto le doglie.
 Il villaggio era allagato e non possiamo non crederle: nell’area rimane ancora tanta acqua da formare un lago artificiale. Le operazioni di evacuazione coordinate dall’UNICEF sono state possibili solo con l’utilizzo di barche.

Nessuno poteva uscire di casa e la levatrice non sarebbe venuta, nessuno poteva aiutarla. Ha partorito da sola con l’aiuto della figlia più grande. 

Lei, il suo neonato e la  sua famiglia sono stati i primi a essere trasportati dalla barca in un posto sicuro, lì i medici e gli operatori dell’UNICEF si sono presi cura di  lei e del suo piccolo.

Stringe tra le braccia il suo bambino, lo allatta, poco più di un mese, è piccolissimo  ma sta bene,  lo ha chiamato Liakolilitsy che significa “colui che soffre”.

Tra qualche mese lei e tutte le popolazioni evacuate potranno lasciare il campo dove operatori dell’UNICEF si sono presi cura di loro distribuendo acqua, ogni giorno ne arrivano 12.000 litri, distribuendo biscotti terapeutici ad alto contenuto proteico e dando tutta l’assistenza e la collaborazione necessaria perché si possano ricreare le condizioni per ricostruire case, terreni e tornare alla loro vita “normale”.

Guarda le foto e leggi il reportage dal Madagascar

06/04/2011

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