Lo spettacolo della vita. Reportage dal Madagascar

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06/04/2011

Questo reportage, a cura di Simonetta Schillaci (UNICEF Italia) racconta il viaggio sul campo di una delegazione italiana, composta da Carlotta Moratti e Fabio Scamoni (Red House Produzioni), che si è recata in Madagascar nel mese di marzo 2011 per conoscere i progetti UNICEF di lotta alla malnutrizione infantile e di istruzione.

C’è una folla intorno a lei, sembra uno spettacolo ma non lo è. Sembra un’attrice ma non lo è.

È lei  Madame Hary e il suo “spettacolo” è una seduta di formazione alle mamme del villaggio di Beraketa nel distretto di Ambovombe.
È un’operatrice sanitaria formata dall’UNICEF. Da anni, ogni giorno, aiuta le mamme a salvare i propri bambini. Spiega loro come alimentarsi durante la gravidanza, come prendersi cura dei loro bambini e come riconoscere i primi segni di malnutrizione.

La seduta di formazione si svolge davanti alla sua casa ed è bellissima la mappa gigante appoggiata all’ingresso. È lei che ha disegnato ogni casetta dei villaggi di cui si prende cura e ogni bambino dentro la casetta con un colore diverso a seconda dello stato di salute.
Siamo impressionati dalla precisione con cui viene svolta la sua attività di controllo e monitoraggio e affascinati dalla rappresentazione colorata della salute dei "suoi bambini".

Dal 2006 l’UNICEF ha formato 7.000 operatori sanitari, sono loro che si prendono cura dei bambini stabilendo come e quando  intervenire e sono sempre loro che nei casi più gravi, quando la malnutrizione grave è associata a complicanze come polmonite, e malaria accompagnano in ospedale  i bambini e le mamme,  sul carretto trascinato dagli zebù, oppure a piedi per  ore di cammino ma sempre prima che sia troppo tardi.

In ospedale vengono affidati alle cure dei medici. I ricoveri durano anche una decina di giorni ma i bambini, grazie alla somministrazione di latte  terapeutico e plumpynut forniti dall’UNICEF , recuperano presto peso e guariscono dalle altre complicanze.

Il rappresentante del Ministero della salute ci dice orgoglioso e riconoscente che oggi il 99% dei bambini ricoverati si salva. Ci accompagna al Centro per la salute ed anche lì sembra ci sia uno spettacolo e per un momento i protagonisti siamo noi, al centro di una folla di mamme e bambini riceviamo manifestazioni di gioia e applausi. Qui vengono i curati i bambini dimessi dall’ospedale o quelli che soffrono di malnutrizione grave ma senza ulteriori complicanze.
 
Lo “spettacolo”  è ogni settimana, ogni mercoledì mattina, il giorno delle visite e dei controlli e della distribuzione di plumpynut fornito dall’UNICEF.
Il plumpynut è una miscela, a base di arachidi, con un altissimo contenuto calorico, consente di recuperare peso molto velocemente, si conserva facilmente anche in presenza di umidità, non ha bisogno di essere diluito con acqua e ha un sapore gradevole che piace al bambino.

Il dott. Fariova Lovaniriva comincia i suoi controlli settimanali, inizia dal primo bambino di una lunga coda. Lo sveglia, lo pesa, misura l’altezza e la circonferenza del braccio, registra tutto e prima di dare la quantità necessaria per tutta la settimana si fa consegnare dalla mamma le bustine vuote della settimana precedente. Il rischio è che alcune mamme non diano quanto prescritto dal dottore e vendano una parte di plumpynut per comprare un po’ di riso per la famiglia.

Il Madagascar è un paese bellissimo ma pieno di contrasti, le aree più povere sono quelle sud-orientali. La malnutrizione materno-infantile è uno dei gravi problemi del paese, la siccità è un altro.

La realizzazione di pozzi per l’acqua ha permesso di sconfiggere la diarrea acuta che affligeva quelle zone e ha avuto un effetto molto positivo anche sulla malnutrizione.

Il dottore Tsiambelo, medico al villaggio di Anjezika,  nel distretto di Beloha, ci spiega che prima che l’UNICEF costruisse il pozzo la gente andava al fiume. Lì si lavava, lavava i panni, faceva i propri bisogni e beveva l’acqua....quella stessa acqua. Oggi la diarrea è scomparsa in tutta l’area e  il tasso di malnutrizione è sceso dal 4% al 3,5%.

Dal 2009 l’UNICEF ha costruito pozzi in 20 comunità per dare acqua a più di 10.000 persone.  I pozzi sono profondi 24 metri e negli ultimi mesi sono stati dotati tutti di pannelli solari.

Il dottore ci racconta ancora che l’acqua, le latrine, la cultura dell’igiene e tutti gli interventi dell’UNICEF hanno cambiato la vita di queste persone.
Sono  giorni faticosi in un paese meraviglioso, ma pieno di contrasti, colpito da  siccità e cicloni, con offerte turistiche di lusso e povertà estrema.
Abbiamo assistito a uno “spettacolo” della natura e anche dell’uomo. Difficilmente dimenticheremo.

06/04/2011

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