Cisgiordania: oltre 830.000 bambini tornano a scuola in un contesto di insicurezza e difficoltà di accesso

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11/09/2026

Questa settimana oltre 830.000 bambini tornano a scuola in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, dando inizio a un nuovo anno scolastico in un contesto di crescenti minacce ai loro diritti alla sicurezza e all’accesso all’istruzione.

Violenza, sfollamenti, restrizioni alla libertà di movimento e incidenti che colpiscono le scuole e le comunità circostanti stanno compromettendo la possibilità per migliaia di bambini di accedere all’istruzione e di proseguire il percorso scolastico in sicurezza.

Durante la prima metà del 2026, il Cluster per l’Istruzione ha documentato 224 incidenti legati all’istruzione in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. Si tratta di incidenti verificatisi all’interno o nei pressi delle scuole, oppure lungo il tragitto da e verso la scuola. Questi episodi hanno interessato direttamente 152 scuole, 20.450 studenti e 859 membri del personale scolastico in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.

"Troppi bambini vivono nell’incertezza di non sapere se potranno raggiungere la propria classe in sicurezza, se la loro scuola rimarrà aperta o se lo sfollamento li costringerà a interrompere del tutto il percorso scolastico", ha dichiarato Edouard Beigbeder, Direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa. "L’inizio di un nuovo anno scolastico dovrebbe portare ai bambini entusiasmo e nuove opportunità. Ma per alcuni di loro non ci sarà alcun ritorno a scuola".

Cisgiordania: violenze e sfollamenti minacciano il diritto all’istruzione dei bambini

10 bambini palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, durante le vacanze estive tra giugno e la prima settimana di settembre 2026. Inoltre, dall’inizio dell’anno, oltre 1.700 bambini palestinesi sono stati sfollati a causa della violenza dei coloni, delle restrizioni di accesso e delle demolizioni amministrative.

Lo sfollamento può allontanare i bambini non solo dalle loro case, ma anche dalle loro scuole, dai loro insegnanti, dai loro amici e dalle reti di sostegno essenziali per il loro apprendimento e il loro benessere. Anche interruzioni temporanee dell’istruzione possono avere conseguenze durature, in particolare per i bambini che vivono già in condizioni di stress prolungato.

L’UNICEF e i suoi partner in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, stanno fornendo corsi di recupero e di rimessa in pari, sostegno psicosociale, servizi di trasporto e misure di protezione. L’UNICEF sta inoltre fornendo sostegno attraverso aiuti in denaro destinati all’istruzione, assistenza legale, il ripristino delle scuole e di ambienti di apprendimento sicuri.

Il diritto all’istruzione dei bambini deve essere tutelato. Le scuole devono rimanere sicure e accessibili, e i bambini e gli insegnanti devono poterle raggiungere senza timori, violenze o ostacoli.

L’UNICEF chiede che venga garantita la protezione di tutti i bambini palestinesi, compreso il loro accesso all’istruzione. Il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario devono essere rispettati, e il diritto di ogni bambino all’istruzione e a un futuro deve essere tutelato.

Per maggiori informazioni visita la pagina Emergenze Stato di Palestina

11/09/2026

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