Città contro la discriminazione. Cittadinanza: primo passo!

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25/10/2012

Sì è tenuta mercoledì 24 ottobre a Roma la Conferenza internazionale "Combattere la discriminazione e favorire l'inclusione sociale nelle città: promuovere il cambiamento attraverso la cooperazione e la creazione delle reti", nel corso della quale sono stati illustrati i risultati del progetto "DICI – La discriminazione nelle città: raggiungere il cambiamento attraverso la cooperazione".

DICI e' un progetto transnazionale, co-finanziato dalla Commissione Europea e realizzato in Italia e Germania con l'obiettivo di promuovere il dialogo e la condivisione delle informazioni nelle città e tra le citta', valorizzando il ruolo dei Comuni, mettendo in evidenza le buone pratiche adottate nella lotta contro la discriminazione in ambito urbano, mirando ad accrescere la consapevolezza sul tema della discriminazione con  l'obiettivo finale di proporre nuovi approcci a livello locale per combattere efficacemente la discriminazione su base etnica, razziale o nazionale.

Il progetto ha coinvolto otto città italiane (Torino, Padova, Prato e Ragusa) e quattro tedesche (Colonia, Lipsia, Wuppertal e Potsdam) ed è stato coordinato da Cittalia, la Fondazione di ricerche dell'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

I relatori hanno illustrato le similitudini e le differenze riscontrate tra le città che hanno partecipato al progetto: quel che è emerso rispetto al panorama italiano è che nelle strategie di contrasto alle discriminazioni l'apporto del Terzo Settore è fondamentale per le Amministrazioni comunali; il Terzo Settore è generalmente più emancipato rispetto a quest'ultime che invece sembrano restie a riconoscere l'esistenza e l'entità dei fenomeni discriminatori sul territorio locale.

Tra i passi che i Comuni dovrebbero intraprendere nell'elaborare strategie di contrasto alle discriminazioni, citiamo i seguenti:
1. rendere visibile l'invisibile, parlando della discriminazione e offrendo spazi di confronto tra “vittime e carnefici”

2. creare spazi per le denunce e provvedere alla raccolta dei dati e al monitoraggio del fenomeno

3. utilizzare un approccio integrato alla tematica e investire sull'importanza di lavorare in rete, soprattutto con il Terzo Settore e coinvolgendo le associazioni di immigrati

4. riconoscere che le discriminazioni comportano delle responsabilità di cui ciascuno deve farsi carico; tutti hanno il proprio ruolo nel contrastarle (“empowerment” della popolazione)

Dalla Conferenza è inoltre emerso come la cittadinanza sia la premessa per l'esercizio dei diritti fondamentali della persona e di conseguenza sia uno dei presupposti per prevenirne la discriminazione.

In Germania, paese virtuoso in quest'ambito,  è cittadino chiunque nasca sul suolo tedesco da genitori stranieri purché almeno uno dei genitori risieda legalmente e abitualmente nel Paese e goda del permesso di soggiorno a tempo indeterminato.

Il Comitato italiano per l'UNICEF attraverso la Campagna IO COME TU promuove l'eguaglianza dei diritti di tutti i minorenni che si trovano sul territorio italiano ed il dialogo sul diritto di cittadinanza: il diffondersi di iniziative come l'attribuzione della cittadinanza onoraria ai figli di immigrati che sono nati e/o che vivono sul territorio locale è certamente il segnale che la società è pronta per una riforma della Legge 91/1992 che  faciliti l'acquisizione della cittadinanza italiana per le Seconde generazioni.

25/10/2012

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