Crisi clima, almeno 25,8 milioni di bambini in America Latina e nei Caraibi sono esposti a siccità e inondazioni legate al fenomeno El Niño
5 minuti di lettura
Secondo le stime dell’UNICEF, almeno 25,8 milioni di bambini in America Latina e nei Caraibi – circa uno su sette – devono affrontare rischi crescenti legati alle siccità e alle inondazioni più gravi, man mano che il fenomeno di El Niño si diffonde in tutta la regione, aggravando le disuguaglianze e le vulnerabilità esistenti e compromettendo l’accesso ai servizi essenziali.
Si prevede che gli effetti di El Niño varieranno a seconda della sottoregione. Nel «Corridoio secco» dell’America Centrale, che comprende parti del Guatemala, di El Salvador, dell’Honduras e del Nicaragua, si prevede che la riduzione delle precipitazioni inciderà sulla produzione agricola, aumentando l’insicurezza alimentare e i rischi di malnutrizione per i bambini e le famiglie che già affrontano difficoltà nell’accesso al cibo e all’acqua potabile. Queste condizioni potrebbero inoltre compromettere la frequenza scolastica e la continuità dell’apprendimento.
Nei Caraibi, le condizioni di siccità potrebbero compromettere i mezzi di sussistenza delle comunità più vulnerabili nell'area orientale dei Caraibi e in Giamaica, aggravando le crisi di lungo periodo a Cuba e ad Haiti. Allo stesso tempo, con l’avanzare della stagione degli uragani, le calde acque caraibiche continuano a rappresentare un rischio potenziale di danni devastanti e di gravi disagi per centinaia di migliaia di bambini e delle loro famiglie.
Si prevede che la costa pacifica del Messico e del Sudamerica, comprese alcune zone di Argentina, Brasile, Cile, Ecuador, Perù, Uruguay e Paraguay, registreranno precipitazioni superiori alla media, con un conseguente aumento del rischio di inondazioni, danni alle infrastrutture e interruzioni dei servizi scolastici, sanitari e idrici. Allo stesso tempo, altre aree in Bolivia, Colombia, Cile e Venezuela dovranno affrontare un calo dei livelli dei bacini idrici e un elevato rischio di incendi boschivi. Nel bacino amazzonico, le condizioni di siccità dovrebbero abbassare i livelli dei fiumi, con il rischio di isolare le comunità fluviali e indigene.
El Niño aggrava i rischi per milioni di bambini
"Gli effetti sempre più evidenti e gravi di El Niño minacciano di spingere un numero ancora maggiore di bambini in una situazione di vulnerabilità ancora più profonda e di accentuare le disuguaglianze esistenti", ha affermato Roberto Benes, Direttore regionale dell’UNICEF per l’America Latina e i Caraibi. "Dobbiamo agire subito per rafforzare la preparazione alle emergenze, proteggere i servizi essenziali e garantire che i bambini ricevano il sostegno di cui hanno bisogno".
L’UNICEF collabora con i Governi e gli attori umanitari in tutta la regione per rafforzare la preparazione nazionale alle emergenze. Ciò comprende il monitoraggio e l’analisi dei rischi, la stima degli impatti e l’identificazione delle azioni chiave prima, durante e dopo gli eventi climatici. L’UNICEF sostiene inoltre l’attivazione di meccanismi settoriali per attuare azioni preventive, garantendo che i servizi essenziali raggiungano coloro che ne hanno più bisogno.
“Anche la stagione degli uragani è influenzata da El Niño. Una singola tempesta di grande intensità può causare distruzione su vasta scala e sconvolgere la vita di centinaia di migliaia di bambini e delle loro famiglie”, ha aggiunto Benes. “Poiché gli shock climatici diventano sempre più frequenti e gravi, l’UNICEF chiede maggiori investimenti in misure di preparazione, resilienza e intervento tempestivo per proteggere i bambini prima che si verifichino le catastrofi”.
Tre azioni urgenti per proteggere i bambini
L’UNICEF esorta i Governi, i partner e i donatori ad agire subito per mitigare l’impatto di El Niño sulle comunità attraverso tre azioni chiave:
- Investire in azioni preventive per aiutare le comunità a prepararsi a El Niño prima che si verifichino le catastrofi, riducendo i rischi e proteggendo i bambini.
- Fornire finanziamenti flessibili e pluriennali che consentano di agire rapidamente sulla base delle previsioni, rafforzando al contempo la resilienza a lungo termine e la riduzione del rischio di catastrofi.
- Colmare il deficit di finanziamenti specifici per l’infanzia: aumentare il sostegno ai servizi essenziali, tra cui nutrizione, assistenza sanitaria, acqua potabile, istruzione e protezione dell’infanzia, garantendo che i bisogni dei bambini rimangano al centro delle risposte alle emergenze.
Per il 2026, l’UNICEF ha richiesto 53,8 milioni di dollari USA per prepararsi e rispondere alle emergenze in tutta l’America Latina e i Caraibi, anche al fine di rafforzare la preparazione alle catastrofi e le azioni preventive in vista degli impatti previsti di El Niño. Al 30 giugno, rimaneva un deficit di finanziamento del 55%.
Per approfondire l'impegno dell'UNICEF sui temi del cambiamento climatico e dell'impatto della crisi climatica sui bambini, visita la pagina dedicata "Clima e ambiente".