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Clima e ambiente

Ambiente e cambiamenti climatici

Tutti i bambini hanno il diritto ad avere acqua da bere, cibo da mangiare, e aria pulita per respirare. Sembra un’affermazione ovvia che però è necessario ribadire e rinforzare con un altro diritto: quello a vivere in un ambiente sano. Forse non esiste una minaccia maggiore per i diritti della prossima generazione di bambini di vivere su un pianeta “in fiamme”: i cambiamenti climatici hanno il potenziale di minare tutti questi diritti di base e, in effetti, la maggior parte dei miglioramenti ottenuti nella sopravvivenza e nello sviluppo dei bambini negli ultimi 30 anni.

Un evento climatico estremo, come un ciclone o un’ondata di caldo particolarmente feroce minaccia la vita dei bambini e distrugge infrastrutture indispensabili per il loro benessere. Le inondazioni compromettono le infrastrutture idriche e igieniche, portando malattie come il colera. La siccità e l’andamento delle precipitazioni stanno portando cattivi raccolti e l’aumento dei prezzi dei generi alimentari che si traduce in insicurezza e privazioni nutrizionali per i più poveri. 

Questi stessi effetti possono influire sull’andamento delle migrazioni ed i conflitti; distruggere i mezzi di sussistenza paralizzando le opportunità per giovani. Oltretutto i bambini sono i più vulnerabili alle malattie che saranno maggiormente diffuse a causa dei cambiamenti climatici, come la malaria e la febbre dengue: il 90% di queste colpiranno i bambini sotto i 5 anni.  

Milioni di bambini in pericolo

500 milioni

bambini che vivono in aree ad alto rischio alluvioni

160 milioni

bambini che vivono in aree ad alta o estrema siccità

700 bambini

al giorno muoiono di diarrea acuta da acqua contaminata

Bangladesh, durante un'inondazione una ragazza cerca di prendere acqua pulita da una pompa

I fattori che determinano l'inquinamento atmosferico sono gli stessi di quelli del cambiamento climatico. Circa 2 miliardi di bambini vivono in aree in cui i livelli di inquinamento atmosferico superano gli standard stabiliti dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ciò compromette la loro salute e lo sviluppo del cervello oltre a provocare un numero di morti di circa mezzo milione di bambini al di sotto dei 5 anni.  

La polmonite rimane la principale causa contagiosa di morte tra i bambini sotto i 5 anni: con circa 800.000 decessi infantili all'anno legati anche alla denutrizione, alla mancanza di acqua potabile e di servizi igienico-sanitari, all'inquinamento dell'aria negli ambienti interni e all'accesso inadeguato all'assistenza sanitaria. 

La crisi climatica non riguarda solamente il tempo atmosferico. Essa porta con sé anche carenze di cibo e acqua, invivibilità dei luoghi e, di conseguenza, migrazioni forzate.

Greta Thunberg, attivista svedese

New York, giovani attivisti per il clima durante una manifestazione

Per i bambini che sono già svantaggiati, la posta in gioco è ancora più alta.
Le famiglie più povere hanno difficoltà ad affrontare i cambiamenti. I più vulnerabili stanno già perdendo le loro case, la salute, l’accesso all’educazione. E con i cambiamenti climatici che rendono le crisi più frequenti riprendersi dallo shock è molto difficile.
Già oggi, in 80 paesi 1,42 miliardi di persone  versano in condizioni di alta o estrema vulnerabilità idrica: 450 milioni sono bambini, 1 su 5. Se non si agirà subito, il cambiamento climatico aggraverà le disuguaglianze che i bambini già affrontano, esacerbandole.  

serve agire

Abbiamo meno di un decennio per evitare le peggiori catastrofi ambientali

45%

Il biossido di carbonio da ridurre entro il 2030

1miliardo

Le stime sui migranti climatici entro 2050

Un mondo pericoloso e incerto

È la prima volta che una generazione globale di bambini crescerà in un mondo reso molto più pericoloso e incerto a causa del cambiamento climatico e del degrado dell'ambiente. Affrontare il cambiamento climatico e mitigarne l'impatto è indispensabile per proteggerli.

Secondo le ultime ricerche del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), abbiamo meno di un decennio per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico.
Il livello di biossido di carbonio nell'atmosfera dovrebbe essere ridotto del 45% entro il 2030 per evitare il riscaldamento globale al di sopra di 1,5°C – in altre parole, la soglia alla quale potrebbero essere evitati gli impatti peggiori del cambiamento climatico.

Stiamo già assistendo a prove di eventi meteorologici estremi guidati dai cambiamenti climatici che creano catastrofi naturali più frequenti e più distruttive, e mentre le previsioni future variano, secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, i migranti ambientali in tutto il mondo entro il 2050 potrebbero oscillare tra i 200 milioni e 1 miliardo.

L’azione dell’UNICEF

Per mitigare l’effetto dei cambiamenti climatici, i governi e le imprese devono collaborare per affrontare le cause profonde riducendo le emissioni di gas serra in linea con l'accordo di Parigi. Nel frattempo, dobbiamo dare la massima priorità agli sforzi per trovare adattamenti che riducano l'impatto ambientale sui bambini. 

L'UNICEF lavora per contenere l'impatto di eventi meteorologici estremi, anche progettando sistemi idrici in grado di resistere ai cicloni e alla contaminazione da acqua salata; rafforzare le strutture scolastiche e sostenere attività di preparazione ai disastri naturali; sostenere i sistemi sanitari della comunità.

Innovazioni come l’Impianto Acquifero di Ricarica (MAR), se impiegati su larga scala, potrebbero conservare serbatoi di acqua pulita per proteggere milioni di bambini dai pericoli della scarsità d'acqua e delle malattie.  

Nel 2020, abbiamo attuato un Piano Strategico di Sviluppo di servizi idrici e igienico-sanitari resilienti al contesto climatico in 79 paesi, fornendo a 6,2 milioni di persone servizi idrici sicuri e igienico-sanitari resilienti rispetto al contesto climatico di riferimento. Oltre 1.400 sistemi idrici alimentati a energia solare costruiti in 41 paesi, riducendo le emissioni del settore e contribuendo alla resilienza e alla sostenibilità dei servizi idrici e igienico-sanitari.

Nel 2020, nonostante il COVID-19, abbiamo operato in 143 paesi per garantire un ambiente sicuro e pulito ad ogni bambino, 120 dei quali versavano in condizioni d’emergenza umanitaria. Tra i risultati conseguiti, abbiamo sostenuto 56 paesi per l’attuazione di programmi di lotta ai cambiamenti climatici attenti alle esigenze dell’infanzia e 74 paesi con strategie per lo sviluppo di capacità di resilienza ai cambiamenti climatici e di basse emissioni di CO2 contro l’inquinamento atmosferico.

Pagina aggiornata al 18 giugno 2021

Documenti disponibili

Acqua e cambiamento climatico, 22/3/2021pdf / 2.79 Mb

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UN AMBIENTE SICURO E PULITO PER OGNI BAMBINO, 30/7/2020pdf / 976 kb

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PROGRAMMI e RISULTATI, Quadro di Sintesi, 27/7/2020pdf / 2.81 Mb

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L'AZIONE GLOBALE, Programmi e Risultati, 27/7/2020pdf / 6.67 Mb

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