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Acqua e igiene

L’acqua è vita. Sembra una frase fatta ma non lo è: senza acqua, i bambini semplicemente non possono sopravvivere. Eppure, ancora oggi un bambino su tre nel mondo non ha accesso ad acqua sicura da bere, gabinetti e fognature funzionanti, acqua per curare la propria igiene personale. Ciò significa fare i conti con la sete ma anche con le malattie che derivano dal contatto con acqua contaminata come il colera, l’epatite A, il tifo, la poliomielite e la diarrea acuta che, da sola, uccide ogni anno 297.000 bambini sotto i 5 anni.

Nel mondo 2,2 miliardi di persone non hanno accesso a servizi idrici sicuri e 4,2 miliardi a servizi igienici adeguati e disponibili nelle proprie abitazioni. Con il COVID-19, che ha reso più vitale che mai la corretta igiene delle mani, l’assenza di acqua e sapone nelle scuole, nelle case e addirittura nei centri sanitari è ancora più drammatica.

La mancanza di acqua incide anche sulle discriminazioni di genere: se i gabinetti delle scuole non sono separati per maschi e femmine, le bambine spesso non vi sono mandate per paura di promiscuità. Quando l'acqua è lontana, le bambine sono costrette ad abbandonare la scuola per andare a raccoglierla e le donne vincolate a una corvée quotidiana che diventa la loro esclusiva occupazione.

2,2miliardi

le persone senza accesso ad acqua sicura

4,2miliardi

le persone prive di servizi igienici adeguati

297.000

bambini morti per diarrea acuta (sotto i 5 anni)

Indonesia, ragazzi e ragazze si lavano le mani in lavandini separati dentro le latrine adiacenti.

I cambiamenti climatici incidono pesantemente su acqua disponibile e servizi per l’igiene: entro il 2040 1 bambino su 4 vivrà in aree ad alto stress idrico.

Tra le principali conseguenze dell’aumento delle temperature vi è la diffusione di agenti patogeni letali nelle fonti, l'innalzamento del livello dei mari e l’abbassamento delle falde acquifere che può a sua volta portare al prosciugamento delle sorgenti e dei pozzi.

Gli effetti dei cambiamenti climatici, come i disastri naturali o la competizione per l'acqua durante i periodi di siccità, possono aumentare il rischio di spostamenti di popolazione, migrazioni e conflitti.

Negli ultimi decenni grandi progressi sono stati compiuti nell’assicurare l’accesso ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari di base: tra il 1990 e il 2015, più di 2,6 miliardi di persone hanno ottenuto accesso ad acqua sicura di cui 1,9 miliardi direttamente nelle proprie abitazioni attraverso la rete idrica. Ciò nonostante, 663 milioni di persone ne sono rimaste prive: una su 10.

Nel 2015 il 91% della popolazione mondiale attingeva all’acqua potabile da fonti sicure superando il traguardo dell’88% fissato dall’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile dell’ONU (OSM 7).

Resta ancora molto da fare, l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari essenziali è un traguardo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda di Sviluppo 2030. Tra i vari target fissati vi è:

  • garantire a tutti un accesso universale, equo e sostenibile ad acqua potabile e sicura
  • garantire un accesso adeguato ed equo a servizi e condizioni igienico-sanitarie con particolare attenzione ai bisogni di donne, bambine e persone in stato di vulnerabilità.

ridurre la popolazione priva di accesso all’acqua e lavorare affinché vi sia un accesso universale a servizi “migliorati” ovvero atti a proteggere dal rischio di contaminazione.

"La sola disponibilità non è sufficiente. Se l’acqua non è pulita e potabile, o è troppo distante, e se l’accesso ai bagni non è sicuro o è limitato, non stiamo raggiungendo risultati utili per l’infanzia."

Kelly A. Naylor, Direttore Associato UNICEF per l’acqua e i servizi igienici

Nasla lava con cura le mani nella sua scuola in Tanzania, dove l’UNICEF educa all’importanza dell’igiene.

L’obiettivo mira non semplicemente a ridurre la popolazione priva di accesso ad acqua e servizi igienici sicuri, ma a conseguire un “accesso universale”, ossia facilmente fruibile in tutti gli ambienti della vita quotidiana - incluso quello familiare, scolastico, sanitario, lavorativo, pubblico - “a tutti” gli esseri umani, e che sia “equo” – eliminando ogni diseguaglianza tra le popolazioni – e “sostenibile”, con il costo che non costituisca una barriera d’accesso.

Nel 2019

Il programma Acqua e Igiene è uno dei programmi fondamentali di azione dell’UNICEF

2,4milioni

i bambini raggiunti con servizi igienici essenziali

39,1milioni

di persone hanno avuto accesso ad acqua sicura nelle emergenze

L’azione dell’UNICEF

L'ambiente in cui i bambini nascono, vivono e giocano influisce su numerosi aspetti dell’infanzia, dalla salute, alla sicurezza al loro benessere.

In un ambiente sicuro e pulito, i bambini dispongono di acqua e servizi igienico-sanitari adeguati.

Il programma Acqua e Igiene è uno dei settori fondamentali dell’UNICEF, che opera in oltre 100 paesi per accrescere accesso a fonti idriche e servizi igienici sicuri, e per promuovere educazione sanitaria e migliori condizioni igieniche, tanto personali che ambientali.

Attraverso un’educazione sanitaria mirata, l’UNICEF sostiene l’abbandono della pratica dannosa della deiezione all’aperto. L’adozione di pratiche igieniche corrette è fondamentale, prima tra tutte il lavaggio regolare delle mani con sapone: misure cruciali per prevenire malattie ed infezioni e che sono essenziali per la salute e lo sviluppo di bambini, famiglie, comunità. 

Tra i risultati raggiunti nel 2019, l’UNICEF si è adoperato per garantire a ogni bambino un ambiente sicuro e pulito in 145 paesi, fornendo accesso a fonti idriche e servizi igienici “migliorati”, ossia costruiti in modo che siano protetti da rischi di contaminazione a oltre 18,3 milioni di persone e servizi igienico-sanitari di base, utilizzati in sicurezza, per 15,5 milioni. Nel 2019, abbiamo anche raggiunto 2,4 milioni di bambini in più di 8.000 scuole per garantire loro servizi idrici e igienico-sanitari essenziali, incluso per il lavaggio delle mani con sapone.

Nelle emergenze

Nelle crisi umanitarie, l'UNICEF è l'agenzia leader per la fornitura di acqua e servizi igienici, guidando e coordinando i partner di settore per la risposta sul campo.

Nelle emergenze,  distribuiamo acqua potabile tramite autobotti, forniamo compresse e sostanze per la potabilizzazione delle scorte idriche, installiamo cisterne per la raccolta e la distribuzione dell’acqua, forniamo kit familiari per la conservazione delle scorte e di kit di prodotti per l’igiene, allestiamo latrine d’emergenza e provvediamo allo smaltimento dei rifiuti solidi e fognari da campi profughi e sfollati, come al risanamento o creazione di fonti idriche e al ripristino dei sistemi fognari.

Tra i risultati raggiunti, nel 2019 abbiamo dato accesso ad acqua sicura attraverso interventi di emergenza (ad es., distribuzione tramite autobotti di acqua, clorazione delle fonti idriche, punto di rifornimento idrico e per il lavaggio delle mani) a 39,1 milioni di persone in 64 paesi e servizi igienico-sanitari di base (latrine d’emergenza, smaltimento dei liquami fognari ecc) per 9,3 milioni in 50 paesi, insieme a servizi e prodotti per la salute e l’igiene intima di 1 milione di donne e ragazze.

Documenti disponibili

UNICEF – Programma Acqua e Igiene: interventi e risultatipdf / 302 kb

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L'Azione Globale dell'UNICEF - Programmi e Risultati - Report Tematicopdf / 6.67 Mb

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UNICEF - Water Under Fire - Quadro di sintesi_12-4-2019pdf / 385 kb

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UNICEF - Report Tematico ACQUA e IGIENE_26-3-2018pdf / 302 kb

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