Programmi

Protezione dell'infanzia

Proteggere ogni bambino da abusi e sfruttamento

Sfruttamento del lavoro minorile. Migrazioni forzate. Traffico dei minori. Sfruttamento sessuale. Mutilazioni genitali femminili. Spose bambine. Arruolamento di bambini nei gruppi armati. Abusi. Milioni di bambini nel mondo sono vittime delle peggiori forme di violenza, molti altri sono potenzialmente a rischio e non ricevono la giusta protezione.

Le violazioni dei diritti dei bambini hanno luogo in ogni paese e costituiscono barriere non riconosciute né denunciate, oltre che violazioni dei diritti umani dei minori stessi, con le vittime esposte al rischio di morte, a condizioni precarie di salute fisica e mentale, problemi di apprendimento, povertà, HIV/AIDS, discriminazione ed emarginazione.  Violenze, abusi e sfruttamento non sono perpetrati soltanto da sconosciuti, ma anche da chi gode di maggiore fiducia da parte dei piccoli, come i familiari, i membri della comunità, gli insegnanti o altri bambini.

Gli abusi rimangono spesso nascosti, perché le vittime hanno paura, si vergognano, ma anche perché vi sono pratiche implicitamente accettate dalla comunità, che deve essere sensibilizzata perché prenda coscienza della vera natura di abusi e violenze, e perché chi li commette non rimanga anonimo e impunito

In cifre

1miliardo

bambini vittime di violenza

160milioni 

bambini coinvolti nel lavoro minorile

200milioni

ragazze sottoposte a mutilazioni genitali

Vittime di abusi e violenze: segnati per sempre

Violazioni e abusi pregiudicano la salute fisica e mentale dei bambini, che di conseguenza soffrono spesso di disturbi dell’apprendimento, depressione e difficoltà d’integrazione sociale. Dati affidabili per analizzare le diverse problematiche legate alla violenza sui minori sono essenziali per poter intervenire, ed elaborare risposte specifiche.

Bambini nei conflitti armati

Secondo l’ultimo Rapporto annuale delSegretario Generale dell’ONU Bambini e conflitti armati, nel 2020 sono state oltre 19.000 le gravi violazioni verificate in 21 paesi colpiti da conflitti.

Migliaia i minori uccisi o mutilati, reclutati e utilizzati nei combattimenti, rapiti, vittime di abusi sessuali e sfruttamento, mentre il COVID-19 ne sconvolgeva già la quotidianità. Ordigni esplosivi e residuati bellici la causa di quasi la metà delle vittime tra i bambini, usati contro scuole, ospedali, strutture idriche e igienico-sanitarie. Le bambine e le ragazze non sono state solo le vittime di 1/4 di tutte le violazioni, ma 
anche del 98% dei casi di stupro e abusi sessuali.
 

Hussein, 10 anni, lavora in officina da 2 anni. Ha frequentato un solo mese di scuola in Siria

Sfruttamento del lavoro minorile: per la prima volta si interrompono i progressi

Altrettanto preoccupante l'ultimo rapporto UNICEF-OIL rilasciato per la Giornata mondiale contro il lavoro minorile, con il numero di bambini che ne sono vittime è salito a 160 milioni nel mondo, un aumento di 8,4 milioni negli ultimi 4 anni.

Per la prima volta in 20 anni i progressi nella lotta al lavoro minorile hanno subito una battuta d’arresto: a causa del COVID-19, altri 9 milioni di bambini rischiano di essere costretti al lavoro entro la fine del 2022, un numero che potrebbe salire a 46 milioni, se non sarà garantita una copertura di protezione sociale fondamentale.  

Lo sfruttamento nel lavoro minorile di bambini e adolescenti rischia di arrecare fisici e mentali e di comprometterne l’istruzione, restringendone diritti e limitando le loro opportunità future, con un ciclo vizioso di povertà e lavoro minorile che si ripercuote sulle generazioni future. 

Documenti disponibili

Nuove stime globali sul lavoro minorilepdf / 393 kb

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Mutilazioni genitali femminili e matrimoni forzati: sempre più bambine a rischio

Uno scenario peggiore si prospetta per le bambine: secondo gli ultimi dati, resi noti nella Giornata internazionale contro le Mutilazioni genitali femminili (FGM), nei prossimi 10 anni si temono 2 milioni di casi aggiuntivi di mutilazioni genitali femminili, in conseguenza delle chiusure scolastiche e dell’interruzione dei servizi di protezione a causa del COVID-19.   

E se negli ultimi 10 anni l’azione dell’UNICEF e della comunità internazionale ha scongiurato 25 milioni di matrimoni infantili, il COVID-19 rischia di vanificare i progressi finora ottenuti.  Le chiusure scolastiche, le difficoltà economiche, l’interruzione dei servizi essenziali e la morte dei genitori espongono le bambine e le giovani più vulnerabili a nuovi rischi: 10 milioni di matrimoni precoci potrebbero aggiungersi ai 100 milioni già temuti nei prossimi 10 anni.   

Questi solo alcuni dei dati resi pubblici dopo un anno dalla dichiarazione della pandemia di COVID-19. Secondo il rapporto COVID-19: A threat to progress against child marriagerilasciato l’8 marzo in occasione della Giornata internazionale delle donne già prima della pandemia 650 milioni tra donne e ragazze risultavano sposate durante la loro infanzia.  

L'uso dei bambini in guerra non è una novità ma continua a verificarsi nei conflitti odierni nonostante i progressi nei riguardi dei diritti dei bambini.

Manuel Fontaine, Area Protezione UNICEF

Iraq, due bambini giocano tra le rovine di Mosul

L’impegno a proteggere i bambini

I fondamentali diritti dei minori sono sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989, che all’articolo 1 riconosce ad ogni bambino - inteso come ogni essere umano minore di 18 anni - il diritto alla protezione da ogni forma di abuso, sfruttamento economico, lavorativo o sessuale, da violenze fisiche e mentali, nonché il diritto a non essere separato dalla famiglia contro la sua volontà.

Tali diritti sono ulteriormente specificati in 3 Protocolli opzionali alla Convenzione, su tratta di minori, prostituzione e pornografia minorile; sui bambini nei conflitti armati e sulle procedure di reclamo.  Per la Convenzione, ciascun individuo o Stato ha responsabilità per la protezione di bambini e bambine da ogni forma di violenza, abuso o sfruttamento.  

Tramite il programma di Protezione dell’Infanzia, l’UNICEFopera per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile(OSS) dell'Agenda 2030, per Raggiungere parità di genere ed emancipazione femminile(OSS 5), Promuovere una crescita economica inclusiva e sostenibile (OSS 8), Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, in linea con gli Articoli 19, 34 e 38 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. 

Nel 2020

L'UNICEF presente in 154 paesi con programmi di sviluppo e d’emergenza

78milioni

tra bambini, genitori e persone con minori assistiti per la salute mentale e con sostegno psicosociale

17,8 milioni

Le persone assistite contro le violenze di genere in paesi in emergenza

L’azione dell’UNICEF

Registrazione delle nascite, contrasto alle violenze di genere o sessuali, dei matrimoni precoci o forzati, delle mutilazioni genitali femminili, dello sfruttamento del lavoro minorile, della tratta di minori. L’UNICEF lavora con i governi, la società civile e il settore privato per un ambiente protettivo per l’infanzia e l’adolescenza, che protegga ogni bambino da abusi, sfruttamento e violenze.   
  
La pandemia di COVID-19 ha avuto un grave impatto sui sistemi nazionali di protezione dell’infanzia, accrescendo i rischi legati alle differenze di genere e le disuguaglianze già esistenti. Per non vanificare i progressi duramente conquistati nel tempo, nel 2020 l'UNICEF ha operato bilanciando programmi di protezione e misure di risposta all’impatto socioeconomico del COVID-19.  

Tra i risultati conseguiti nel 2020 in 154 paesi, abbiamo raggiunto 4,2 milioni di bambini con servizi sanitari, di assistenza sociale e di giustizia, e oltre 2,6 milioni di genitori e persone con minori con programmi per la genitorialità, il 14% in più del 2019.  

Quasi 4,2 milioni di bambini e donne sono stati dotati di strumenti per segnalare sfruttamento e abusi sessuali, un numero 5 volte maggiore rispetto al 2019, e 6 milioni di ragazze adolescenti sono state assistite contro il matrimonio infantile. Nel contesto della pandemia del COVID-19, abbiamo assistito 78 milioni tra bambini, adolescenti, genitori e persone con minori con misure per la salute mentale e di sostegno psicosociale.  

Nelle emergenze

Nelle emergenze operiamo per la  protezione dei bambini più vulnerabili , come i bambini migranti, separati dai genitori, vittime di detenzione, o intrappolati in zone di conflitto o colpite da epidemie o disastri naturali.

L’UNICEF interviene su diversi piani, per rafforzare la capacità degli operatori sociali di prima linea, per l’assistenza ai minori rifugiati e migranti, ai bambini che vivono in strada, per l’assistenza psicosociale ai bambini vittime di guerre o calamità naturali, allestendo  Spazi a misura di bambino  e sostenendo il reinserimento sociale dei bambini associati a gruppi armati. 

Nelle crisi umanitarie, ulteriormente aggravate dalla pandemia del COVID-19, abbiamo operato per la protezione dell’infanzia attraverso programmi d’emergenza in 145 paesi, raggiungendo in tali contesti più di 47,2 milioni tra bambini, adolescenti, genitori e persone con in cura minori con assistenza per la salute mentale e con sostegno psicosociale. Tra i molteplici risultati nelle emergenze, abbiamo assistito oltre 17,8 milioni di persone contro le violenze di genere, perpetrate in contesti di conflitti e disastri di diversa natura, inclusi quelli provocati dai cambiamenti climatici. 

Pagina aggiornata al 30 luglio 2021

Documenti disponibili

Ogni bambino è protetto da violenze e sfruttamento – Programmi e Risultati UNICEF_30/7/2021pdf / 459 kb

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L’Azione Globale dell’UNCEF- Quadro dei Risultati_30/7/2021pdf / 1.25 Mb

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La Protezione dell'Infanzia. Da abusi, violenze e sfruttamento - Report Tematico_3/4/2018pdf / 2.45 Mb

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