Programmi

Inclusione sociale

Per ogni bambino la giusta opportunità

Al giorno d’oggi, guardandoci intorno, ci troviamo di fronte a una verità scomoda ma innegabile: la sorte di milioni di bambini dipende semplicemente dal paese in cui si trovano, dalla comunità che li circonda, dal genere, dal ceto sociale e dalle circostanze in cui sono nati.  

A livello globale,  385 milioni di bambini sotto i 18 anni vivono in condizioni di povertà estrema , in famiglie che dispongono di un reddito inferiore a 1,90 dollari al giorno a persona. E la povertà assume forme molteplici: circa 1/3 dei bambini e adolescenti di tutto il mondo, più di 663 milioni di minorenni, vive in famiglie che sperimentano una povertà di carattere multidimensionale, soffrendo contemporaneamente di molteplici privazioni e violazioni dei diritti fondamentali.  

Questi bambini non hanno spesso alcun accesso ai servizi essenziali e si trovano ad affrontare una serie di svantaggi spesso aggravati da discriminazioni, per motivi di genere, disabilità, lingua, etnia o provenienza. Sia a livello normativo che nelle politiche adottate, il lavoro dell’UNICEF sottolinea la necessità di affrontare le disuguaglianze, nello sforzo di proteggere i bambini e di realizzarne pienamente i diritti, con un impegno in più: quello di raggiungere i bambini e gli adolescenti che vivono nelle condizioni di estrema marginalità, i più poveri tra i poveri.  

E dopo un anno di pandemia di COVID-19, nei paesi in via di sviluppo si prevede un aumento del 15% della povertà infantile, con ulteriori 140 milioni di bambini che si ritroveranno in famiglie al di sotto della soglia di povertà.

385 milioni

Bambini vivono in povertà estrema

149milioni

Bambini e adolescenti vivono in zone di conflitto

1su bambino 10

ha una qualche forma di disabilità

Bambini in guerra

I bambini nelle zone di conflitto sono particolarmente esposti alla miseria: quasi il 58% di loro vive in famiglie in condizioni di povertà estrema, contro un 17% nei paesi politicamente stabili. Sono oltre 149 milioni i bambini e gli adolescenti che vivono in zone di conflitto ad alta intensità, molti di più in aree colpite dai cambiamenti climatici, che rappresentano spesso un fattore determinante di nuovi conflitti, violenze e instabilità.

Oltre ai bambini nati da famiglie svantaggiate, tra i minorenni più fragili e vulnerabili ci sono i bambini disabili: a livello globale, 1 su bambino 10 ha una qualche forma di disabilità, circa 93 milioni di minori nel mondo, 4 su 5 vivono in paesi a basso reddito e la metà di questi non ha accesso alla scuola.

Iraq, Nabaa, 17 anni gioca una partita di basket alla Al-Yaqatha High School

Povertà infantile

In tutto il mondo, i bambini più poveri hanno il doppio delle probabilità di morire durante l'infanzia rispetto ai loro coetanei più ricchi. Per coloro che crescono in crisi umanitarie, aumentano i rischi di privazione ed esclusione. Anche nei paesi più ricchi del mondo, un bambino su sette vive ancora in condizioni di povertà: nell'Unione Europea un bambino su quattro rischia di cadere in povertà. Indipendentemente da dove si trovino, i bambini che crescono in condizioni di povertà soffrono di scarsi standard di vita, sviluppano meno competenze e guadagnano salari più bassi una volta adulti.  

Tuttavia, solo un numero limitato di stati ha fissato l'eliminazione della povertà infantile come priorità nazionale. L'UNICEF incoraggia i governi a monitorare la povertà infantile e ad attuare politiche sociali ed economiche per garantire un maggior livello di protezione sociale. Grazie alla nostra azione, nel 2019, in 65 paesi sono state definite procedure di rilevazione e segnalazione regolare della povertà infantile multidimensionale e 73 paesi hanno adottato misurazioni e segnalazioni regolari sulla povertà economica infantile. In 28 paesi, politiche e programmi specifici sono stati adottati per affrontare la povertà infantile in modo mirato.

Tali sistemi di misurazione della povertà infantile hanno contribuito a indirizzare impegno e risorse verso le aree e i settori con il maggior numero di bambini in condizioni svantaggiate, e hanno stimolato gli sforzi nazionali volti a ridurre la povertà, inclusa l’estensione della copertura dei servizi di protezione sociale per l’infanzia. In Kazakistan, ad esempio, l'UNICEF ha collaborato con il governo per ampliare un programma di assistenza sociale raggiungendo oltre 1,5 milioni di bambini, rispetto a circa 363.000 assistiti in precedenza. 

Protezione sociale

La protezione sociale copre una gamma di politiche e programmi mirati a ridurre le conseguenze permanenti della povertà ed esclusione. Comprende aiuti economici, compresi i sussidi per i figli, i pasti a scuola, l’assistenza per sviluppare nuove competenze ed altro ancora. Tutto ciò che collega le famiglie a scuola, servizi sanitari, alimentazione sana per offrire a tutti bambini migliori opportunità nella vita.  

Circa due terzi dei bambini del mondo non sono ancora protetti dagli effetti della povertà e della discriminazione. L'UNICEF opera per accrescere il numero di bambini assistiti tramite sussidi in denaro e aiuta i paesi a potenziare i propri sistemi di protezione sociale, affinché le famiglie abbiano un migliore accesso ai servizi essenziali, alle opportunità lavorative e alle misure di sostegno al reddito, ove necessario. 

 Nel 2019, i programmi di sussidi in denaro sostenuti dall'UNICEF hanno raggiunto oltre 51 milioni di bambini, di cui più di 8 milioni in contesti umanitari. Alla fine dell’anno, 47 paesi risultavano aver messo in atto sistemi di protezione sociale forti o moderatamente forti, e 9 paesi attuavano programmi nazionali di sussidi in denaro in grado di rispondere alle necessità in caso di crisi. 

In Thailandia, ad esempio, l'UNICEF ha fornito supporto per ampliare il Child Support Grant, un programma di sussidi che copre oltre 1 milione di bambini e che, entro il 2024, si prevede di estendere ad ulteriori 800.000, la metà della popolazione con meno di 6 anni. Un’estensione che rappresenta un investimento strategico, che assicura protezione ai bambini e alle famiglie maggiormente vulnerabili. 

Minori con disabilità

I bambini con disabilità sono tra i soggetti più a rischio di emarginazione sociale. Ogni giorno, soprattutto nei Paesi più poveri - ma non solo - devono fare i conti con comportamenti discriminatori, leggi e politiche sociali carenti e concrete barriere alla realizzazione dei propri diritti nella scuola, nella sanità e nella vita di tutti i giorni. 

Le stime più recenti dicono che nel mondo sono almeno 93 milioni i bambini e gli adolescenti con qualche forma di disabilità, 4 su 5 vivono in paesi a basso reddito e la metà di questi non ha accesso alla scuola. Nel 2019, l'UNICEF ha fornito assistenza a 1,7 milioni di bambini con disabilità in 142 paesi attraverso programmi di sviluppo e d’emergenza attenti alle esigenze dei portatori di handicap.  

Nei contesti di emergenza, il 36% degli Uffici Paese dell'UNICEF ha sistematicamente incluso i bisogni dei minori con disabilità negli interventi di risposta, come ad esempio la costruzione di 48 aule scolastiche accessibili ai bambini disabili in 2 campi profughi del Kenya e la creazione di spazi temporanei per l’apprendimento accessibili a quasi 1.400 bambini e adolescenti con disabilità in Indonesia. A livello globale, oltre 138.000 bambini con disabilità hanno ricevuto dispositivi e prodotti di supporto, inclusi 13.722 minori dotati di apparecchi acustici, stampelle, sedie a rotelle e ausili in braille, e 124.287 bambini raggiunti con kit di emergenza quali le Scuole in scatola e kit socio-ricreativi contenenti prodotti adattati alle esigenze dei bambini con disabilità. 

Danilo, 9 mesi, è nato con la sindrome da Zika congenita a Città del Guatemala

Giovani adolescenti

L'adolescenza è un'età di fondamentale importanza. È durante questo secondo decennio di vita che le disuguaglianze e la povertà si manifestano più duramente. I giovani poveri o emarginati hanno meno probabilità di compiere durante l'adolescenza il passaggio all'istruzione secondaria, mentre hanno più probabilità di patire forme di sfruttamento, di abuso e di violenza come il lavoro domestico e il matrimonio precoce, soprattutto se sono di sesso femminile. 

L'articolo 12 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza consacra la partecipazione come diritto umano fondamentale. La partecipazione consiste nell'essere informati, coinvolti e aver influenza sulle decisioni e le questioni che riguardano la propria vita, sia nella sfera privata sia in quella pubblica. Nel corso del 2019 l’UNICEF ha coinvolto oltre 4 milioni di adolescenti in iniziative di impegno civico in 113 paesi, 2,6 milioni dei quali solo in India. Dei 4 milioni di adolescenti coinvolti, 440.000 si trovavano in 24 paesi colpiti da conflitti o calamità. 

Nel 2019, un totale di 34 paesi ha riportato la definizione di 41 politiche "appropriate" a favorire lo sviluppo degli adolescenti, di cui 30 politiche multisettoriali e 11 di settore. 

Eguaglianza di genere

Le bambine vivono le disuguaglianze di genere nelle loro case e nelle loro comunità quotidianamente: responsabilità inique nelle faccende domestiche, disparità nei salari, scarsa rappresentanza in politica, nei media e nel mondo del lavoro sono solo alcune delle differenze più evidenti tra le figure femminili e maschili. à link alla pagina Per le bambine 

Nel 2018, l'UNICEF ha avviato l'attuazione del  Piano d'Azione per l’Eguaglianza di genere 2018-2021 , che comprende la positiva socializzazione sulle questioni di genere come una nuova area di lavoro, volta a cambiare norme e pratiche di genere che causano discriminazione. Nelle attività legate alle questioni di genere, l'UNICEF pone attenzione a principi della genitorialità positiva , dell’ e mancipazione delle ragazze adolescenti,  alle strategie di comunicazione e alla produzione di evidenze comprovate da dati e riscontri fattuali. Nel 2019, l'UNICEF ha contrastato norme, ruoli e pratiche di genere nocivi e discriminatori grazie al sostegno mirato del  Fondo Tematico Globale per l'Eguaglianza di Genere . In 120 paesi è in atto la realizzazione di piani incentrati su programmi scolastici attenti alle questioni di genere, modelli genitoriali positivi per i padri, la formazione specifica in materia di eguaglianza di genere per gli operatori in prima linea, e per interventi multisettoriali diretti a contrastare le norme di genere legate a pratiche nocive. 

Pagina aggiornata all’11 marzo 2021

Documenti disponibili

Ogni bambino ha una giusta opportunitàpdf / 1.28 Mb

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L'Azione Globale dell'UNICEF -Report Tematicopdf / 6.67 Mb

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