Dalla riva del mare a un mare di tende: la nuova vita di Bassam e della sua famiglia in Yemen
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Con l'intensificarsi del conflitto in Yemen, oltre 200.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Lungo la costa occidentale, pesanti bombardamenti aerei e scontri hanno colpito distretti nei governatorati di Al Hudaydah e Taiz, e le famiglie sono fuggite con poco più di quanto potessero trasportare. Molti si sono diretti al campo di Al-Firdous nel governatorato di Aden, che ora ospita quasi 40.000 persone.
La famiglia di Bassam è tra queste. Quando i bombardamenti hanno raggiunto la zona di Al Khawkhah, nel governatorato di Al Hudaydah, le bombe sono cadute così vicine alla casa del dodicenne Bassam da provocare crepe nei muri delle abitazioni circostanti.
“Stavano colpendo vicino a noi, e le case si sono incrinate" racconta.
Le loro pecore sono state uccise e il resto degli animali è scappato per la paura. Poco dopo, Bassam e la sua famiglia sono fuggiti.
Mi piaceva uscire con gli amici: andare al mare, al parco, dappertutto.
Bassam racconta la sua routine prima dello sfollamento
Fino a quel momento, il suo mondo ruotava attorno al mare
Dopo la scuola, lui e i suoi amici andavano a nuotare, passeggiavano lungo la spiaggia, si divertivano al luna park o giocavano a calcio sulla sabbia.
Nel campo di Al-Firdous Bassam ha ritrovato qualcosa che il conflitto gli aveva sottratto.
“Qui ci sentiamo al sicuro, non abbiamo paura. Lì avevamo paura” racconta.
Ha ancora nostalgia dei suoi vecchi amici e delle lezioni, dalla matematica allo studio del Corano. Ma ad Al-Firdous si è fatto nuovi amici e, non appena compare un pallone, tra le tende del campo iniziano le partite di calcio.
Bambini giocano accanto a uno dei pochi edifici in muratura del campo, con le montagne sullo sfondo. Siamo nel campo sfollati di Al-Firdous, ad Aden in Yemen
Più il tempo passa, più è difficile tornare alla normalità
Disegnare e giocare lo aiutano a riempire le giornate, ma ciò che desidera più di ogni altra cosa è tornare in classe. “Vorrei che costruissero una scuola, così potremmo pregare, studiare e imparare il Corano”, racconta.
Un posto sicuro per giocare, tuttavia, è solo l’inizio.
Mentre bombardamenti e combattimenti continuano a costringere le famiglie alla fuga, migliaia di bambini in età scolare trascorrono mesi nel campo di Al-Firdous senza poter accedere all'istruzione. E più il tempo passa, più diventa difficile recuperare quanto hanno perso.
Bassam sa già cosa desidera nella vita: diventare un dottore, un insegnante o un ingegnere e guadagnarsi da vivere. "Voglio studiare, giocare, restare al sicuro e imparare”.
Per approfondire
A oltre dieci anni dall'inizio del conflitto in Yemen, l'impatto della crisi sui bambini è devastante: più di 2,2 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione acuta, di cui oltre 500.000 in forma grave, una condizione che mette immediatamente a rischio la loro sopravvivenza.
Inoltre, oltre 19 milioni di persone non hanno accesso a servizi sanitari adeguati e più di 14 milioni sono prive di acqua potabile sicura e di servizi igienico-sanitari essenziali.
Nel campo per sfollati di Al-Firdous, nei pressi di Aden, l'UNICEF è impegnato nel fornire assistenza essenziale ai bambini e alle famiglie costrette a fuggire dalle proprie case, attraverso interventi per l'accesso all'acqua potabile e all'igiene, servizi di nutrizione, supporto psicologico e attività educative e di protezione dell'infanzia.


