Dare ossigeno: il nuovo fronte della lotta al COVID-19

6 minuti di lettura

04/06/2021

L'ossigeno è nell'aria che respiriamo, nell'acqua che beviamo, ed è un elemento imprescindibile nello sviluppo della vita.

L'ossigeno per uso medico, che consiste in gas puro per almeno l'82% e privo di contaminanti, è un supporto indispensabile per curare pazienti con gravi affezioni dell'apparato respiratorio.

Purtroppo, in molte parti del mondo l'ossigeno a scopo terapeutico è scarso o del tutto mancante.
Nell'ambito del suo impegno globale per la lotta alla pandemia di COVID-19, che ha come pilastro la distribuzione dei vaccini nei paesi a medio e basso reddito l'UNICEF sta incrementando rapidamente l'accesso all'ossigenoterapia, con un'azione su tre fronti.

1. Scorte di emergenza per una risposta immediata alla crisi

Il bisogno di attrezzature per l'ossigenoterapia si è rivelato impellente in numerosi paesi sin dall'inizio della pandemia. Dal gennaio 2020 a oggi l'UNICEF ha inviato 20.629 concentratori di ossigeno in 94 diversi Stati. 
 
Un concentratore è un macchinario che prende aria dall'ambiente esterno, ne rimuove l'azoto [il 78% dell'aria che respiriamo è costituito da azoto, mentre solo il 21% è rappresentato da ossigeno] e produce a sua volta un flusso continuo di ossigeno purificato.

Nello stesso periodo abbiamo distribuito anche 42.593 altri strumenti per ossigenoterapia come pulsiossimetri (apparecchi che misurano il grado di saturazione, ossia la capacità dell'emoglobina di trasportare ossigeno nel sangue), splitter di flusso, analizzatori di O2, umidificatori e ben 1.074.754 pezzi di consumo come cannule nasali, maschere, tubi e altri elementi indispensabili per curare in modo sicuro i pazienti con l'ossigeno.

Dall'inizio della pandemia

20.629mila

concentratori di ossigeno

42.593mila

articoli per ossigenoterapia

1,1milioni

pezzi di consumo

2. Aiutare i paesi poveri a creare infrastrutture per l’ossigenoterapia

Disporre di ossigeno per uso medico è un’esigenza che va ben al di là dell’attuale emergenza del COVID-19. L’ossigeno è indispensabile per un’ampia gamma di interventi: dalla cura dei neonati malati e dei bambini affetti da polmonite, all’assistenza delle donne con complicanze nella gravidanza e nel parto, alla stabilizzazione di pazienti nel corso di operazioni chirurgiche.

L’UNICEF coopera con i governi per assicurare soluzioni a lungo termine di questo problema: installando impianti per la produzione di ossigeno, potenziando le reti di distribuzione delle bombole e fornendo concentratori, oltre a formare lo staff medico su come diagnosticare le affezioni respiratorie e curarne i pazienti tramite la somministrazione di ossigeno in condizioni di sicurezza.
Per aiutare le singole strutture, ma anche le autorità sanitarie a livello locale o regionale, a stimare in modo scientifico il proprio fabbisogno di ossigeno e le misure più idonee per soddisfarne la domanda, l’UNICEF ha predisposto, con l’ausilio di ingegneri biomedici, un apposito strumento: lo Oxygen System Planning Tool (OSPT).

3. Accelerare l’innovazione

Grazie alle costanti innovazioni in materia, è possibile affrontare il problema della disponibilità di ossigeno riducendo i costi e aumentando l’impatto. Il nostro approccio si fonda sulla collaborazione con imprese, centri di ricerca, governi, produttori e partner sul campo per individuare, sviluppare e ampliare soluzioni mirate ed economicamente efficienti per rispondere alle necessità di bambini e famiglie.


Ecco alcuni dei progetti in corso.

  • Oxygen Therapy Project è un’iniziativa volta a fornire ai governi strumenti pratici per creare infrastrutture per la produzione di ossigeno, come il Manuale UNICEF-OMS sui dispositivi a ossigeno o il già citato Oxygen System Planning Tool (vedi sopra)
  • ARIDA (Acute Respiratory Infection Diagnostic Aid) è un progetto che ha portato alla realizzazione di due strumenti non invasivi e di facile utilizzo per monitorare la respirazione e misurare l’ossigenazione del sangue nei bambini anche molto piccoli. Strumenti come questi aiutano infermieri e medici nei paesi più poveri a diagnosticare i casi di polmonite, distinguendoli dalle comuni febbre o influenza. Testati in questi anni in Bolivia, Etiopia e Nepal, questi due strumenti hanno permesso di individuare e curare tempestivamente 1,3 milioni di bambini affetti da polmonite, salvando migliaia di vite.
  • SPRINT (Scaling Pneumonia Response Innovations) è un progetto che mira ad ampliare l’estensione di misure sanitarie di provata efficacia contro la polmonite, come la somministrazione di ossigeno e di antibiotici. Attualmente in corso di applicazione in alcuni distretti di Senegal e Ghana, SPRINT è un meccanismo che individua e risolve i “colli di bottiglia” nei sistemi logistici della sanità pubblica, consentendo di far arrivare antibiotici (amoxicillina) e ossigeno anche ai bambini colpiti da polmonite nelle località più difficili da raggiungere.
  • OCIP (Oxygen Concentrator Innovation Project) è un ambizioso progetto di ricerca il cui obiettivo è realizzare un innovativo modello di concentratore di ossigeno che possa funzionare in condizioni estreme, quali sono quelle di molti paesi in cui l’UNICEF lavora, e nelle quali i normali concentratori non potrebbero mai funzionare: temperature elevate (fino a 40°C), tassi di umidità fino al 95%, corrente elettrica intermittente, altitudine e relativa pressione atmosferica (fino a 2.000 metri), forte presenza di polvere ecc. L’UNICEF ha proposto la realizzazione di questo strumento a diverse case produttrici di tutto il mondo, con l’obiettivo di ottenere dapprima un prototipo e poi una produzione su vasta scala entro 5-10 anni. 
  • Sempre sul fronte dell’innovazione tecnologica, l’UNICEF sta lavorando anche a “Oxygen Plant in-a-Box”, un impianto completo per la produzione di ossigeno a uso medico che possa essere montato e reso operativo in brevissimo tempo in situazioni di emergenza umanitaria, seguendo l’approccio che ha reso possibile la diffusione di strumenti come la “scuola in scatola” (School-in-a-Box) o lo “spazio a misura di bambino” (Child-friendly Space) sui teatri di conflitti e catastrofi naturali in tutto il pianeta.

04/06/2021

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