Davos, proposta UNICEF: un piano di azione per l'infanzia di qui al 2030

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20/01/2015

20 gennaio 2015 - Alla vigilia del World Economic Forum che si tiene dal 21 al 24 gennaio a Davos (Svizzera) l’UNICEF propone la sua "Agenda for Every Child” quale  guida per i nuovi obiettivi per uno sviluppo sostenibile post-2015, che verranno definiti a settembre in sede ONU per proseguire il cammino intrapreso con gli Obiettivo di Sviluppo del Millennio (2000-2015).

La sfida che l’UNICEF lancia alla comunità internazionale è di porre l'infanzia al centro del piano d’azione per il progresso dell’umanità che guiderà gli investimenti e le azioni di qui al 2030. 

La “Agenda for Every Child” dell’UNICEF delinea 7 priorità:

  1. Porre fine alla violenza sui bambini. Quasi 1 miliardo di bambini sotto i 15 anni subisce regolarmente punizioni fisiche e un quarto di tutte le ragazze tra i 15 e i 19 anni ha subito violenza fisica. Mentre la violenza sui bambini è spesso invisibile, l’impatto su di loro e sulle società è profondo e di vasta portata. La violenza sui bambini è un problema universale: investire nella protezione dei bambini da violenza, abusi, abbandono e sfruttamento deve essere una priorità globale.
  2. La fine della povertà infantile deve essere centrale per eliminare la povertà globale. Metà delle persone che nel mondo vivono in condizioni di povertà estrema sono bambini: circa 570 milioni di persone con meno di 18 anni vivono al di sotto della soglia di povertà (fissata come standard internazionale a 1,25 dollari al giorno). La povertà infantile è spesso la causa principale della povertà in età adulta. Senza accesso a servizi sanitari, nutrizionali, acqua e servizi igienico sanitari, alloggi e istruzione il circolo della povertà continuerà.
  3. Porre fine alla mortalità materno-infantile per cause prevenibili. I bambini che appartengono al 20% delle famiglie più povere hanno il doppio delle probabilità di morire prima del loro quinto compleanno, rispetto ai coetanei che fanno parte del 20% più ricco, e hanno circa il triplo delle probabilità di essere sottopeso o ammalarsi. Migliori sistemi sanitari e migliori modi per individuare le risorse per raggiungere i bambini più vulnerabili e le madri salveranno vite, rafforzeranno le famiglie e contribuiranno ad una crescita sostenibile.
  4. Prestare maggiore attenzione agli adolescenti. I progressi compiuti nella prima infanzia possono essere consolidati oppure vanificati durante l’adolescenza, ma gli adolescenti sono troppo spesso esclusi dai piani di intervento e dai servizi. Investire nel loro apprendimento e nella promozione di stili di vita sani, fra gli altri impegni, aiuterà a proteggere gli adolescenti da malattie e violenze, e li preparerà meglio alla vita adulta.
  5. Sfruttare la "rivoluzione dei dati" a beneficio dei diritti dell'infanzia. Dati tempestivi e credibili sono fondamentali per identificare i bambini che hanno più bisogno di sostegno e per sviluppare politiche mirate a migliorare le loro vite. I dati devono essere disaggregati, per aiutarci a guardare oltre le medie globali e nazionali e a prendere in considerazione i bambini che sono stati lasciati indietro.
  6. Migliorare gli investimenti per tutti i bambini, soprattutto per i più vulnerabili e emarginati: Occorre investire risorse finanziarie adeguate nei settori cruciali (istruzione, acqua e igiene, sanità e protezione sociale) per ottenere risultati sostenibili, ma occorre anche focalizzare tali spese sui bambini e sulle famiglie che ne hanno maggiore bisogno.
  7. Rompere il ciclo delle crisi croniche che colpiscono l'infanzia. Nel 2014, sono stati 230 milioni i bambini che hanno vissuto in paesi e zone in guerra, e molti di più sono stati quelli colpiti da disastri naturali o causati dall’uomo. La risposta globale alle crisi umanitarie deve concentrarsi non solo sui bisogni nel breve periodo, ma anche sulla costruzione della resilienza nel lungo termine, aiutando i bambini e le loro famiglie a sopportare shock futuri, e sul porre fine al ciclo delle crisi che li colpiscono.

«Il mondo ha fatto significativi passi in avanti negli ultimi 15 anni, ma ancora milioni di bambini sono emarginati» sottolinea Yoka Brandt Vicedirettore generale dell’UNICEF. «Questa è una grande opportunità per raggiungere i bambini che sono stati lasciati indietro. Le decisioni e gli investimenti che facciamo oggi determineranno il futuro di questa generazione e di quelle a venire. Tutti noi abbiamo un ruolo da giocare – leader politici, imprese e organizzazioni, individui e bambini stessi – per guidare il cambiamento e costruire un mondo migliore per tutti.»

20/01/2015

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