Ebola: ampliare gli sforzi per proteggere e supportare I bambini e le famiglie dall'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda

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19/05/2026

“L’UNICEF è profondamente preoccupato per la conferma dell’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda e i crescenti rischi per i bambini e le comunità vulnerabili nella regione – una situazione che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha adesso dichiarato Emergenza Sanitario Pubblica di Rilevaza Internazionale.

Al 18 maggio erano stati registrati in totale 246 casi sospetti, con 80 decessi sospetti registrati nella Provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo Orientale, e 2 casi, con un decesso, in Uganda. Questi dati sottolineano l’urgenza di sostenere i governi nell’attuazione di misure rapide di risposta all’epidemia volte a contenere l’ulteriore diffusione, con il coinvolgimento delle comunità e delle parti interessate, garantendo al contempo il coordinamento transfrontaliero.

Questa versione del virus Ebola, il ceppo Bundibugyo, è meno diffusa rispetto al ceppo Zaire. Al momento non esistono vaccini o cure approvati. Si ritiene che la diffusione di questa particolare variante del virus Ebola possa essere iniziata alla fine di aprile.

L'instabilità della situazione in materia di sicurezza, le continue restrizioni di accesso e l'elevata mobilità della popolazione stanno aumentando il rischio di una rapida diffusione del virus nelle zone colpite e in quelle limitrofe. I bambini sono particolarmente vulnerabili alle conseguenze delle epidemie di Ebola, tra cui l'interruzione dei servizi essenziali, la perdita dei genitori e di chi si prende cura di loro, lo stigma, il disagio psicosociale e l'aumento dei rischi per la loro incolumità.

L'UNICEF attiva emergenza globale e rafforza la risposta

L’UNICEF ha già mobilitato circa 50 tonnellate di aiuti per il controllo e la prevenzione del contagio, come saponi e disinfettati, dispositivi per la protezione personale, pastiglie per potabilizzare l’acqua e cisterne d’acqua a Bunia. È inoltre in arrivo una squadra multidisciplinare per la Risposta Rapida di Emergenza per fornire assistenza tecnica in settori prioritari, tra cui il sostegno alle attività di comunicazione dei rischi e di coinvolgimento della comunità, volte a diffondere le informazioni per aiutare le famiglie a comprendere come si trasmette l’Ebola e come ridurre il rischio di contagio. Sono già operativi oltre 2.000 operatori sanitari di comunità, ma occorrono con urgenza ulteriori risorse e capacità per garantire una copertura efficace, in particolare nelle zone difficili da raggiungere.

In risposta all’epidemia, l’UNICEF ha attivato la più alta classificazione di emergenza (Level 3 Corporate Emergency) per supportare un ampliamento organizzativo degli sforzi di preparazione e risposta nelle aree colpite e in quelle a rischio. L’attivazione consentirà l’allocazione immediate di fondi flessibili, l’impiego accelerato di operatori per l’emergenza, procedure operative semplificate per l’ufficio sul campo e un miglior coordinamento tra i livelli regionali e la sede centrale, al fine di sostenere i bambini e le famiglie colpiti dall’epidemia. L’UNICEF collabora con i partner, tra cui l’OMS e l’Africa CDC, a sostegno delle risposte guidate dal governo.

Ogni epidemia di Ebola mette a rischio i bambini – non solo per il virus, ma per la più ampia interruzione dei sistemi sanitari, nutrizionali, scolastici e di protezione. L’UNICEF chiede un accesso immediato, sicuro e sostenuto alle comunità colpite, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo Orientale, per consentirci di raggiungere i bambini e le famiglie vulnerabili.

Un intervento rapido, un coinvolgimento responsabile della comunità e un sostegno costante agli operatori in prima linea e agli operatori sanitari locali – che a loro volta corrono rischi notevoli – saranno fondamentali per proteggere i bambini e prevenire un'ulteriore diffusione del virus

19/05/2026

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