Rep. Democratica del Congo: per contenere l'Ebola sono necessarie un'azione collettiva più incisiva e una risposta più rapida

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16/07/2026

Sono appena tornato da una missione nella Provincia di Ituri, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, con una convinzione ancora più forte: l’Ebola può essere contenuta, a condizione che agiamo più rapidamente e in modo più coordinato.

L’epidemia continua a diffondersi. Sono ora cinque le province colpite: Ituri, Kivu del Nord, Kivu del Sud, Haut-Uélé e Tshopo, con 2.111 casi confermati, di cui 750 decessi al 13 luglio. Questa diffusione geografica, in un contesto di conflitto, insicurezza, sfollamenti della popolazione e accesso limitato, rende la risposta sia più complessa che più urgente.

Eppure, sul campo, nonostante queste sfide, ho visto anche motivi di speranza. A Bunia ho incontrato un neonato di tre mesi guarito dall’Ebola e un bambino di nove mesi che, nonostante la perdita di entrambi i genitori, sta gradualmente ritrovando il sorriso grazie al sostegno psicosociale e ai servizi di protezione attivati con i nostri partner. Questi bambini incarnano una realtà fondamentale: quando le comunità, il governo e i partner agiscono insieme, si salvano delle vite.

Fermare l’Ebola è ancora possibile

La risposta deve ora procedere più rapidamente del virus. L’UNICEF sostiene le autorità su quattro priorità: mobilitare le comunità e combattere la disinformazione, rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni, proteggere i bambini colpiti e garantire sorveglianza a livello comunitario.

Mi hanno particolarmente incoraggiato gli asili nido allestiti nei pressi dei centri per l’Ebola, che offrono un ambiente sicuro ai bambini piccoli quando i loro genitori sono ricoverati in ospedale. Questo approccio innovativo merita di essere esteso.

Ma l’Ebola non può essere affrontata in modo isolato. La risposta deve essere coordinata con le altre emergenze che colpiscono le comunità – malnutrizione, colera, poliomielite, sfollamenti forzati – garantendo al contempo la continuità dei servizi essenziali, tra cui l’assistenza sanitaria e la preparazione per il prossimo anno scolastico.

Infine, chiedo una mobilitazione urgente delle risorse. Sappiamo come fermare questa epidemia. La sfida non è la mancanza di soluzioni, ma la mancanza di fondi per attuarle nella misura necessaria. L’UNICEF ha rapidamente mobilitato le proprie risorse e può contare sul prezioso sostegno di numerosi partner. Tuttavia, attualmente è disponibile solo il 25% dei fondi necessari. Con il diffondersi del virus, le risorse non riescono a tenere il passo.

Contenere questa epidemia è alla nostra portata. Ciò richiede un’azione collettiva rafforzata, una risposta accelerata e una solidarietà internazionale costante, al fianco del Governo e delle comunità colpite.

Dichiarazione di Gilles Fagninou, Direttore Regionale UNICEF per l’Africa Centrale e Occidentale a seguito di una missione nella Provincia di Ituri

16/07/2026

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