I bambini rappresentano la metà dei casi sospetti di mpox in Guinea-Bissau

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21/08/2026

I bambini sotto i 15 anni rappresentano la metà dei 46 casi sospetti di mpox registrati in Guinea-Bissau. L’UNICEF sta intensificando il proprio sostegno al Ministero della Salute Pubblica in risposta diretta alla prima epidemia di mpox mai registrata nel Paese.

"È la prima volta che vengono segnalati casi di mpox in Guinea-Bissau, il che rende anche un piccolo focolaio un evento di grande rilevanza per la salute pubblica", ha affermato Sandra Martins, vice rappresentante dell’UNICEF in Guinea-Bissau. "Poiché il sistema di sorveglianza del Paese rimane estremamente fragile, corriamo il rischio che alcuni casi non vengano individuati, in particolare tra i bambini, che sono i più vulnerabili alle complicanze gravi".

Da quando è stato dichiarato il focolaio il 4 luglio 2026, la Guinea-Bissau ha segnalato, al 17 agosto, sette casi confermati di mpox, tutti tra gli adulti. Sei dei casi confermati si registrano nel Settore Autonomo di Bissau, mentre uno si trova nella regione di Biombo. Ad oggi non sono stati segnalati decessi.

Tuttavia, dei 46 casi sospetti, 23 riguardano bambini di età inferiore ai 15 anni. Sedici di questi bambini hanno un’età compresa tra 0 e 4 anni, il che suscita preoccupazioni per la loro salute, dato il maggiore rischio di complicanze legate al virus nei bambini piccoli. La riapertura delle scuole a settembre aggrava ulteriormente tali preoccupazioni, vista la possibilità di un aumento della trasmissione tra i bambini.

I casi confermati non sembrano essere collegati tra loro, il che suggerisce l’esistenza di catene di trasmissione non individuate e la possibilità che altri casi possano non essere stati identificati.

Permangono gravi lacune nella sorveglianza a livello comunitario, in particolare nell’identificazione dei contatti, nell’analisi dei campioni e nel tracciamento sistematico della diffusione del virus.

L’UNICEF sta lavorando a stretto contatto con il Ministero della Salute Pubblica, l’OMS e i partner per sostenere la risposta guidata dal Governo, rafforzare la sorveglianza e il tracciamento dei contatti, potenziare le misure di prevenzione e controllo delle infezioni e quelle relative all’acqua, ai servizi igienico-sanitari e all’igiene nelle strutture sanitarie, e garantire che i bambini e le famiglie ricevano informazioni tempestive e accurate per contribuire a prevenire un’ulteriore diffusione del mpox.

"Grazie alla diagnosi precoce, alle cure e alla prevenzione, è possibile gestire il mpox e ridurne la diffusione”, ha affermato Sandra Martins. “Esortiamo le famiglie a rivolgersi immediatamente alle strutture sanitarie se un bambino o un familiare presenta eruzioni cutanee, febbre, ingrossamento dei linfonodi o altri sintomi, e a seguire le linee guida sul lavaggio delle mani, evitando il contatto ravvicinato con casi sospetti e riducendo lo stigma".

Mentre è in corso una risposta nazionale su più ampia scala, l’UNICEF necessita di oltre 150.000 dollari USA per sostenere i pilastri fondamentali e mirati dell’intervento contro il mpox in Guinea-Bissau. Sono urgentemente necessari finanziamenti flessibili per le emergenze al fine di impiegare queste risorse vitali e proteggere le popolazioni vulnerabili.

21/08/2026

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