"Il fattore umano": UNICEF e CNCA presentano il volume Terreferme. Famiglie che accolgono, approdi che curano

5 minuti di lettura

17/06/2026

Si è svolto presso l'Auditorium UNICEF di Roma "Il fattore umano", l'incontro promosso dall'Ufficio UNICEF per l'Europa e l'Asia Centrale insieme al CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti per la presentazione del volume Terreferme. Famiglie che accolgono, approdi che curano.

L'evento ha rappresentato un'occasione di confronto sul valore delle relazioni nei percorsi di protezione e inclusione di bambini, bambine e adolescenti, con particolare attenzione all'esperienza dell'affido familiare e dell'accoglienza in famiglia per i minorenni stranieri non accompagnati.

Attraverso testimonianze dirette, contributi istituzionali e momenti di dialogo, l'iniziativa ha riportato al centro il significato più profondo dell'accoglienza: non soltanto una risposta a bisogni immediati, ma un percorso costruito nel tempo attraverso legami di fiducia, responsabilità condivisa e appartenenza. 

Uno dei messaggi emersi con maggiore forza nel corso dell'incontro riguarda il ruolo delle relazioni nella vita dei bambini e degli adolescenti. 

Le storie raccolte nel volume mostrano come l'accoglienza in famiglia possa rappresentare molto più di una risposta emergenziale: uno spazio in cui ricostruire fiducia, sperimentare appartenenza e sviluppare autonomia.

Il racconto di Momo

Quando l’accoglienza diventa opportunità

Le testimonianze di ragazzi e ragazze, famiglie affidatarie e operatori hanno restituito la complessità di questi percorsi, ma anche il loro potenziale trasformativo. Tra queste, quella di Momò, arrivato in Italia dall'Egitto a soli quattordici anni come minorenne straniero non accompagnato. Momò ha raccontato l'incontro con Giovanna e Stefano, conosciuti quando era appena diventato maggiorenne, e il percorso costruito insieme nel tempo. Attraverso la passione condivisa per la cucina e il lavoro dietro ai fornelli, è riuscito a superare differenze culturali e a trovare in loro un importante punto di riferimento affettivo. Oggi ha ventisei anni, è sposato e lavora come cuoco in Liguria.

È intervenuto anche Zizzo, che ha raccontato come il sostegno e la vicinanza di Paola e Patrizio lo abbiano aiutato a immaginare il proprio futuro e a trasformare i suoi obiettivi in progetti concreti. Grazie al rapporto costruito con la famiglia accogliente, ha trovato la sua strada nel settore della ristorazione e sta provando ad avvicinarsi al sogno che coltiva fin da bambino: ottenere il libretto marittimo e diventare pescatore, seguendo le orme del padre, che svolge lo stesso mestiere in Egitto.

Le loro storie hanno mostrato come l'accoglienza possa rappresentare non solo una risposta ai bisogni immediati dei ragazzi e delle ragazze che arrivano soli nel nostro Paese, ma anche un'opportunità concreta per costruire relazioni significative, sviluppare autonomia e immaginare il proprio futuro con maggiore fiducia.

Le testimonianze di ragazzi e ragazze, famiglie affidatarie e operatori hanno restituito la complessità di questi percorsi, ma anche il loro potenziale trasformativo. 

La testimonianza di Zizzo

Terreferme, l’affido che costruisce futuro

Il volume Terreferme. Famiglie che accolgono, approdi che curano raccoglie esperienze, pratiche e riflessioni maturate nell'ambito del progetto Terreferme, nato dalla collaborazione tra l’UNICEF e CNCA per promuovere percorsi di affido familiare rivolti ai minorenni stranieri non accompagnati.

Partendo dal principio che ogni bambino e ogni adolescente ha diritto a crescere in un ambiente in grado di offrire cura, ascolto e relazioni significative, Terreferme ha sperimentato modelli di accoglienza fondati sulla costruzione di legami e sull'accompagnamento verso l'autonomia. Negli anni, il progetto ha coinvolto famiglie, servizi sociali, organizzazioni del terzo settore e comunità territoriali in diverse realtà del Paese, contribuendo a diffondere una cultura dell'accoglienza centrata sul superiore interesse del minore e sul diritto a vivere esperienze di crescita in contesti familiari e comunitari.

L'esperienza maturata attraverso Terreferme ha portato allo sviluppo di strumenti concreti a supporto dei territori e delle istituzioni. 

Tra questi, uno strumento di pianificazione finanziaria rivolto ai Comuni per stimare i costi dell'implementazione di programmi di affido familiare per minorenni stranieri non accompagnati e una serie di raccomandazioni finalizzate a rafforzare l'accesso all'affido, ridurre gli ostacoli burocratici e sostenere il lavoro dei professionisti coinvolti nei percorsi di protezione.

La lettura del libro alla presenza delle famiglie affidatarie

Fare rete per proteggere e includere

Nel corso degli anni, il lavoro congiunto di UNICEF, CNCA e dei numerosi partner coinvolti ha contribuito alla nascita di una Comunità di Pratiche sull'accoglienza dei minorenni stranieri non accompagnati e dei neomaggiorenni, uno spazio di confronto tra organizzazioni del terzo settore, istituzioni, ricercatori e professionisti impegnati nella tutela e nell'inclusione dei giovani migranti.

L'obiettivo condiviso è promuovere un approccio fondato sulla continuità della cura e sul rafforzamento delle reti territoriali, nella consapevolezza che la protezione dei diritti dei bambini e degli adolescenti richiede investimenti, competenze e responsabilità condivise.

L'incontro "Il fattore umano" ha ricordato che, accanto alle politiche e agli strumenti operativi, esiste una dimensione essenziale che non può essere trascurata: quella delle relazioni. 

Scarica il pdf del libro

17/06/2026

News ed Aggiornamenti