Irregolare, non clandestino: le parole contano!

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08/07/2014

Mediante lo slogan “Words Matter!” (Le parole contano!), l'Organizzazione non governativa PICUM Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants (Piattaforma per la Cooperazione Internazionale sui Migranti Irregolari) -  ha lanciato una campagna che promuove l’utilizzo nell’Unione Europea dei termini “migrante privo di documenti” o “migrante irregolareinvece di “migrante clandestino” o di “migrante illegale”.
 
L'aggettivo 'clandestino' o 'illegale', oltre a essere discriminatorio, è anche giuridicamente scorretto poiché criminalizza uno status: un essere umano in quanto tale, infatti, non può essere “illegale”. Inoltre l’immigrazione irregolare è un illecito amministrativo nella stragrande maggioranza dei Paesi e non un reato penale
 
Il pieghevole promosso da PICUM spiega le ragioni per cui utilizzare il termine “migrante clandestino/ illegale” è fuorviante e pericoloso ai fini della coesione sociale, in quanto alimenta sospetti e diffidenza nei confronti degli stranieri, ed è inaccurato dato che, in base al diritto  internazionale, chiunque ha il diritto di lasciare il proprio Paese e i diritti umani sono universali a prescindere dal proprio status di migrante, regolare o meno.

Esso include anche un quadro d'insieme con la traduzione dei termini “migrante privo di documenti” o “migrante irregolare” nelle 24 lingue dell’Unione Europea e una panoramica delle istituzioni chiave che si sono impegnate ad un utilizzo corretto della terminologia in riferimento ai migranti privi di documenti (tra gli altri, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, il Parlamento Europeo, la Commissione Europea, l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, l’Associated Press).

PICUM ha previsto una strategia di diffusione virale dell’iniziativa invitando tutti gli utenti del web a promuovere il pieghevole tra i propri contatti, a partecipare al dibattito sui social media tramite l’hashtag  #WordsMatter, a inviare una propria fotografia con lo slogan della campagna e la riproduzione dei termini corretti da utilizzare, a segnalare a PICUM l’utilizzo di termini discriminatori riferiti a migranti privi di documenti eventualmente adoperati da politici o dai mass media.
 
L’UNICEF Italia accoglie con favore l’iniziativa ricordando che “l’utilizzo in ambito pubblico, così come in quello privato, di un linguaggio rispettoso delle diversità e dell’identità di ognuno” rientra tra i punti prioritari della campagna "IO come TU" sui quali è necessario che i soggetti competenti adottino tutte le misure necessarie a tutelare i diritti umani fondamentali dei bambini e degli adolescenti di origine straniera.

08/07/2014

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