La voce di Martina: il contributo dei Care Leavers al Child Guarantee europeo

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18/05/2022

Un tavolo, otto sedie, un foglio appeso al muro e dei post-it. È difficile crederlo, ma è nella semplicità di questa cornice che a volte i cambiamenti prendono forma. In fondo non c’è bisogno di molto: a volte bastano delle domande, delle parole e delle idee per costruire qualcosa che a piccoli passi porti a dei cambiamenti concreti. Tema di discussione: il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

"È stato un momento di ritrovo tra noi ragazzi per interrogarci e pensare cosa fare per ipotizzare un’inversione di rotta,” dice Martina, pensando a quel focus group organizzato da Agevolando e dall’UNICEF. “Un bel momento di scambio, che ci ha permesso di andare oltre la nostra realtà e avere una visione più ampia di cosa siano la povertà e l’esclusione sociale e di come combatterle.”

"Sono una care leaver"

Martina, 20 anni, è una studentessa al secondo anno di Relazioni internazionali e istituzioni europee nata a Segrate, proprio di fianco a Milano. È una care leaver: dal 2014 al 2016 ha vissuto in una comunità per minori. A casa viveva una situazione di difficoltà dovuta alla separazione dei genitori. Dopo vari interventi degli assistenti sociali, ha raggiunto così le decine di migliaia di altri ragazzi che vivevano lontani dalla propria famiglia di origine.

“La comunità è davvero una vita parallela,” ci dice. “Eppure, per me ha rappresentato l’inizio della mia vita come Martina, perché è lì che ho cominciato a costruire chi sono oggi e a volermi bene.” “È sicuramente un percorso non semplice,” continua Martina, “ma a posteriori ho capito quanto in realtà sia stato utile, perché mi ha dato la cura di cui avevo bisogno a quell’età.”

L'incontro con Agevolando, con cui ancora oggi collabora come volontaria

Nel 2017 Martina è entrata in contatto con Agevolando, un’organizzazione che lavora con e per ragazze e ragazzi in uscita dai percorsi di accoglienza “fuori famiglia”, con la quale oggi fa volontariato regolarmente. “Mi ha introdotta il mio ex educatore della comunità, che mi aveva coinvolta in un’iniziativa di confronto con le istituzioni”. 

Agevolando, infatti, nel 2014 ha creato il Care Leavers Network (CLN), una rete che convolge i ragazzi e le ragazze che vivono o hanno vissuto fuori famiglia in un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva. Ed è nel 2019, quando Agevolando ha esteso il Network alla Lombardia, che Martina ne è diventata volontaria. “Il CLN mi ha dato la forza di far sentire la mia voce,” ci racconta. “Quando mi chiedono di partecipare a delle iniziative, grandi o piccole che siano, mi fanno sentire valorizzata, sento che la mia opinione conta.”

È proprio tramite il CLN che Martina ha incontrato l’UNICEF, partecipando ad un focus group organizzato nel quadro dell’azione preparatoria per il Child Guarantee – un programma promosso della Commissione europea per il contrasto alla povertà minorile e all’esclusione sociale.

Il nostro obiettivo fin da subito è stato quello di far sentire ciò che proviamo, ciò che abbiamo vissuto e ciò che desideriamo per il nostro futuro a persone che ci auguriamo possano realizzarlo.

Martina, sull'esperienza con il Care Leavers Network

“Ascoltata” è la parola chiave

L’incontro di oggi, durato una giornata, è risultato poi in una serie di raccomandazioni sviluppate dai care leavers che vi hanno partecipato. Queste saranno poi discusse, assieme alle raccomandazioni proposte dai CLN di altre 11 regioni, durante una sessione nazionale che vedrà la partecipazione dei rappresentanti del CLN di tutt’Italia.

“Povertà ed esclusione sociale non sono solo parole per noi, ma delle esperienze e delle paure molto reali; molto vicine. Noi care leavers non le leggiamo come le leggono la maggior parte delle persone” dice Martina,

Le raccomandazioni finali verranno poi dirette alle istituzioni che costruiranno ed implementeranno il piano d’azione per il Child Guarantee in Italia e usate per informare le politiche italiane per il contrasto di povertà ed esclusione sociale. 

“Ascoltata, quella è la parola chiave,” prosegue , “è stato bello potere condividere le nostre esperienze. In quanto care leavers, viviamo situazioni di svantaggio rispetto tanti nostri coetanei che molte cose possono darle per scontato”. Cose che a volte sembrano banali come il parlare di sé stessi quando si fa amicizia con qualcuno, perché ancora oggi esistono pregiudizi sui ragazzi in comunità. Per non parlare poi di tutte le questioni burocratiche legate all’assenza di adulti di riferimento, o alla mancanza di un appoggio finanziario anche ad esempio per proseguire gli studi dopo il liceo.

“Trovo importante quindi che le istituzioni tengano conto dei nostri bisogni e della nostra voce su tematiche a noi così vicine,” conclude.

Martina oggi e forse domani

La voglia di farsi sentire, dice Martina, fa parte della sua indole, assieme a una voglia di aiutare il prossimo. “Il mio ideale di società è un posto in cui tutti si prendono cura dell’altro, dove si cresce insieme e dove l’aiutarsi sta alla base di tutto.” Questa società, ci confessa, è in parte ispirata alla sua esperienza con il CLN.

“Siamo ragazzi che condividono le proprie esperienze e che lottano per contribuire a un futuro più giusto, soprattutto per i più piccoli.”

Questo lo facciamo aiutando altri care leavers come noi ad attraversare le difficoltà che noi stessi abbiamo vissuto in passato, così come partecipando ad iniziative che permettono di far sentire la nostra voce alle istituzioni,” come nel caso del focus group organizzato assieme all’UNICEF.

Tavolo di confronto tra i volontari del Care Leavers Network: la rete convolge i ragazzi e le ragazze che vivono o hanno vissuto fuori famiglia in un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva

Il lavoro dell’UNICEF per amplificare la voce dei giovani

I giovani sono coloro che più a lungo vivranno le conseguenze delle decisioni politiche attuali, eppure sono spesso esclusi dalle discussioni e dai processi che portano alla loro definizione. Per questo l’UNICEF, assieme ai suoi partners, si impegna a dare voce a bambine, bambini, adolescenti e giovani, affinché non solo possano esprimere le proprie opinioni, ma anche in modo che siano ascoltati e resi partecipi delle decisioni che hanno un impatto sulle loro vite.

Dato l’obiettivo del Child Guarantee di combattere povertà minorile ed esclusione sociale ristrutturando attuali politiche e servizi per minori e giovani, inclusi i servizi e progetti per minori fuori famiglia e per la loro transizione all’età adulta, l’UNICEF, assieme ad Agevolando, è impegnato affinchè siano i care leavers stessi a proporre come trasformare i servizi in base alle loro esperienze, alle loro necessità e alle loro aspirazioni, in pieno rispetto del loro diritto alla partecipazione.

Per saperne di più

Visita la sezione Child Guarantee oppure leggi le storia di Almamy e le esperienze di Shakil, Pretty e Adele sul percorso UPSHIFT.

Credit: UNICEF/MaximeLeLijour/2021

Documenti disponibili

Agevolando - Child Guarantee raccomandazioni Care Leaverspdf / 10.15 Mb

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18/05/2022

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