Diritti dei bambini

Child Guarantee

Child Guarantee: parte dall'Italia la lotta alla povertà minorile in Europa

Un quarto dei bambini e degli adolescenti europei sono a rischio di povertà o di esclusione sociale: è quanto emerge dalle più recenti statistiche dell'Unione Europea.

Nonostante un crescente impegno, negli ultimi anni, per contrastare il ciclo intergenerazionale della povertà a partire dai bambini, la crisi economica e sociale dovuta alla pandemia di COVID-19 è destinata a incrementare i tassi di povertà, troppo elevati rispetto ai target della Strategia Europa 2020, che prevedeva entro quest'anno l'uscita dalla sfera della povertà di 20 milioni di cittadini europei rispetto ai livelli del 2015.

Sull'onda di una intensa mobilitazione delle organizzazioni dedite alla protezione dell'infanzia, già dal 2015 le istituzioni europee auspicavano lo sviluppo di un programma che garantisse a ogni minorenne a rischio di povertà o di esclusione sociale (da cui Child Guarantee) l'accesso a un'assistenza sanitaria e all'istruzione gratuite e di qualità, a un alloggio dignitoso e a un'alimentazione adeguata, in linea con i principi e le norme della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Due anni dopo lo studio di fattibilità volto a esaminare proposte e raccomandazioni per combattere la povertà e l'esclusione sociale tra i minori più svantaggiati in cinque ambiti: istruzione, salute, alimentazione, alloggio e assistenza all'infanzia. Nel luglio 2020 la Commissione Europea ha affidato all'UNICEF il compito di implementare in Italia, Croazia, Bulgaria e Grecia dei progetti-pilota per il contrasto alle diseguaglianze e alla povertà minorile.

Su circa 10 milioni di bambini e adolescenti sotto i 18 anni, oltre 1,1 milioni (pari a circa l'11,4% del totale) vivono in condizioni di povertà assoluta, con allarmanti disparità a livello regionale. Inoltre, il 25,7% dei giovani tra i 18 e i 24 anni è fuori da qualsiasi percorso di studio, lavoro o formazione professionale (una condizione nota come "NEET", acronimo che sta per Not in Education, Employment or Training).
I bambini e gli adolescenti italiani sono esposti a un rischio di rimanere vittime di povertà ed esclusione sociale pari al 30,6%, ben oltre la media UE del 23,4%. 

In Italia

Povertà ed esclusione

11,4%

minori in povertà assoluta

25,7%

giovani tra i 18 e i 24 anni fuori da percorsi di studio, lavoro o formazione

30,6%

minori a rischio di povertà ed esclusione sociale

Child Guarantee in Italia

La fase pilota del programma "Child Guarantee" in Italia durerà 24 mesi a partire da agosto 2020, e avrà un respiro nazionale. L’UNICEF verificherà se e in che misura le politiche di contrasto alla povertà minorile nei 27 Stati membri dell'UE adottano le misure identificate dallo studio di fattibilità del 2017 e, in Italia, offrirà supporto alle istituzioni nazionali per integrare nelle politiche sociali nazionali e regionali le misure economiche, sociali e di tutela necessarie per contrastare la povertà minorile e l’esclusione sociale. 

L’UNICEF avrà inoltre il compito di testare, monitorare e valutare approcci innovativi per il contrasto della povertà e dell’esclusione sociale dei bambini e adolescenti socialmente svantaggiati.

Nel nostro Paese, in particolare, verranno promosse misure di inclusione sociale dei minorenni stranieri non accompagnati e dei giovani migranti e rifugiati. 
Saranno promosse forme alternative ai centri di accoglienza come l'affidamento familiare, i gruppi di semi-autonomia e il co-housing
Verranno potenziati i percorsi di formazione professionale e avviamento al lavoro dei giovani più svantaggiati, favorendo la transizione all'età adulta dei neo-maggiorenni e la partecipazione dei giovani fuori famiglia usciti dal sistema dell'accoglienza e della giustizia minorile.

Tutte le azioni terranno conto degli aspetti relativi al genere, all’età e alle provenienze culturali nonché alle diverse abilità dei bambini e adolescenti coinvolti.

Documenti disponibili

Fact sheet: il programma Child Guaranteepdf / 6.25 Mb

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