Diritti dei bambini

Bullismo e Cyberbullismo

Il contrasto dei fenomeni del bullismo tradizionale e di quello online, conosciuto come cyberbullismo, rappresenta una sfida globale alla quale non possiamo sottrarci.

Gli effetti dannosi di tali comportamenti hanno implicazioni sociali molto ampie, sia per le vittime che per gli autori: tra queste, c’è lo sviluppo sociale personale, l'educazione ed il benessere psico-fisico dei minorenni, con effetti negativi che possono protrarsi fino all'età adulta.

Il bullismo ed il cyberbullismo, che risultano essere molto diffusi nei paesi ad alto reddito, sono fenomeni che richiedono un intervento politico efficace e misurato, proprio perché la loro diffusione provoca effetti dannosi sull’apprendimento e sul comportamento dei minorenni tali da ridurre l’efficacia degli investimenti pubblici nell’istruzione e nel benessere dei bambini di ogni paese.

Il bullismo

Il bullismo può essere definito come un comportamento intenzionale e aggressivo che si verifica ripetutamente contro una o più vittime con le quali vi è un reale o percepito squilibrio di potere. Normalmente le vittime si sentono totalmente vulnerabili ed incapaci di difendersi autonomamente. L’aggressione può essere fisica nei confronti di persone o beni di proprietà, oppure verbale, sia diretta che indiretta: tra le forme di aggressione verbale diretta ci sono gli insulti e le minacce, tra quelle indirette c’è la diffusione di voci finalizzate al danneggiamento della reputazione altrui e l'esclusione da un gruppo.

Il bullismo di solito si manifesta senza provocazione e costituisce una forma di violenza tra pari, una dinamica dove i bulli spesso agiscono per frustrazione, rabbia o per raggiungere uno status sociale dominante.

David Fabbri: così ho sconfitto i bulli

David Fabbri, 17 anni, è stato nominato alcuni mesi fa dal Capo dello Stato "Alfiere della Repubblica italiana": un riconoscimento importante, che premia il suo impegno nel contrasto al bullismo, fenomeno di cui è stato vittima negli anni della scuola primaria e media inferiore. David racconta la sua storia nel cortometraggio "L'idea", realizzato insieme ad amici e familiari, e nell'omonimo libro, entrambi usciti nel 2018.

Il cyberbullismo

Il cyberbullismo ha le stesse caratteristiche del bullismo tradizionale, con la particolarità che questo si manifesta attraverso la rete internet, in diverse forme e con conseguenze potenzialmente più gravi del bullismo offline.

Per cyberbullismo si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione e diffusione illecita di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica. Le finalità sono le stesse del bullismo tradizionale, ma nel cyberbullismo il comportamento lesivo ha maggior risonanza e risulta spesso inarrestabile, negando alla vittima qualsiasi rifugio o via di fuga.

Le forme di manifestazione del cyberbullismo

Proprio per la continua evoluzione della rete e delle nuove tecnologie, le forme di manifestazione del cyberbullismo possono variare ed aumentare nel tempo. Si passa dai più comuni come l’harassment e denigration fino a forme più particolari ed articolate come il revenge porn o l’impersonation (furto di identità).

In cifre

Bullismo e Cyberbullismo

246milioni

Bambini e adolescenti subiscono ogni anno qualche forma di bullismo nel mondo

20%

Bambini e adolescenti vittime di bullismo e cyberbullismo in Italia (11-17 anni)

7,1%

Ragazze vittime di Cyberbullismo rispetto al 4,6% dei ragazzi (in Italia)

Il contesto di riferimento

Le statistiche più recenti delle Nazioni Unite riportano che nel mondo 1 studente su 3, tra i 13 e i 15 anni, ha vissuto esperienze di bullismo. Si stima che nel mondo 246 milioni di bambini e adolescenti sperimentino ogni anno qualche forma di violenza a scuola o episodi di bullismo.

Anche il cyberbullismo è in sensibile aumento: la maggior parte dei dati disponibili riguarda indagini condotte nei Paesi industrializzati con percentuali di minorenni che lo hanno sperimentato che variano tra il 5% e il 20% della popolazione minorile, con conseguenze psicofisiche che vanno dal mal di testa ai dolori allo stomaco e/o che si manifestano con mancanza di appetito o disturbi del sonno.

In Italia l'ultima indagine ISTAT ha messo in luce questi fenomeni pur essendo diffusi e trasversali, registrino numeri più elevati di vittime nelle zone maggiormente disagiate e come le ragazze presentino percentuali di vittimizzazione superiori rispetto ai ragazzi così come i ragazzi stranieri rispetto agli italiani. 
Poco più del 50% degli 11-17enni partecipanti all’indagine aveva ha subìto qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti al sondaggio e sempre nello stesso arco di tempo il 63,3% dei ragazzi e adolescenti ha dichiarato di essere stato testimone di comportamenti vessatori di alcuni ragazzi verso altri.

Coloro che hanno sperimentato episodi di bullismo/cyberbullismo hanno inoltre maggiori probabilità di sviluppare difficoltà relazionali, sentirsi depressi, soli, ansiosi, avere scarsa autostima o sperimentare pensieri suicidi

L’impatto educativo sulle vittime di episodi di bullismo/cyberbullismo o violenza verificatisi in ambito scolastico è altrettanto significativo: episodi di questo tipo, perpetrati da insegnanti o coetanei, possono indurre bambini e ragazzi vittime ad aver paura di andare a scuola ed interferiscono con le loro capacità di concentrazione e apprendimento, favorendo la dispersione scolastica, con evidenti conseguenze sulle loro prospettive educative e lavorative.

Gli episodi di violenza e bullismo a scuola hanno altresì costi socio-economici significativi con conseguenze di lungo periodo sia sulle vittime che sui perpetratori, che vanno dalle difficoltà relazionali al rischio dell’aggravarsi di comportamenti antisociali che possono sfociare in fattispecie criminali.

La legge italiana sul cyberbullismo

L’Italia è stato il primo paese europeo ad introdurre la parola cyberbullismo all’interno del proprio ordinamento, grazie all’approvazione della legge n.71 del 29 maggio 2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.”

L’UNICEF Italia si è da subito mostrato soddisfatto per il testo della legge, considerando senz’altro positiva la scelta di affrontare il fenomeno con un approccio che privilegi la mediazione, la sensibilizzazione e l’educazione. La legge infatti prevede il coinvolgimento attivo non solo delle istituzioni ma anche della scuola e dei genitori, finalizzato all’accrescimento della consapevolezza digitale.

Tuttavia, considerata la continua evoluzione del fenomeno, l’UNICEF Italia ritiene che gli strumenti di protezione e di intervento attualmente vigenti in Italia possano essere ulteriormente migliorati attraverso un approccio multidisciplinare che abbia come presupposto quello di continuare ad investire sulla prevenzione prevedendo azioni come: 

  • la promozione del cambiamento sociale tramite il superamento di norme giuridiche, sociali e culturali che tollerano, minimizzano o giustificano la violenza in qualsiasi sua forma;
  • la sensibilizzazione di comunità e famiglie tramite programmi a sostegno della genitorialità volti a creare relazioni genitori-figli positive e ridurre pratiche educative troppo severe; servizi di formazione e consultorio per genitori ed educatori sull'utilizzo di metodi educativi non violenti e di tecniche comunicative sensibili ed efficaci per rapportarsi ai bambini e agli adolescenti; programmi scolastici finalizzati alla prevenzione e risposta agli episodi di violenza in modo da ridurre il bullismo tra coetanei;
  • il miglioramento dei sistemi di protezione dei bambini a partire da un sistema di raccolta dati affidabile;
  • lo sviluppo/consolidamento di cornici legali e politiche - sia a livello nazionale che decentrato - per la tutela dei minorenni da tutte le forme di violenza;
  • il sostegno a Piani Nazionali di Azione integrati e ad azioni coordinate per affrontare la violenza sui/tra i minorenni;
  • la formazione specifica e continua di operatori/educatori/famiglie;
  • la rieducazione del minorenne autore di violenza e il miglioramento dell’assistenza alle vittime, dal momento della presa in carico e per tutto il percorso di riabilitazione.

L’azione dell’UNICEF

Nel nostro paese, l’UNICEF Italia è attivo sul tema del bullismo e cyberbullismo su vari fronti. Dal un lato opera sulla sensibilizzazione e formazione attraverso progetti e attività diffuse sul territorio, dall’altro dialoga con le istituzioni promuovendo l’adeguamento della normativa italiana agli standard internazionali di riferimento, tale da garantire un’azione pubblica sempre più efficace e rispettosa dei diritti dei minorenni nel nostro paese.

L’UNICEF Italia fa parte dell’Advisory Board del progetto Safer Internet e, attraverso le sue attività di promozione dei diritti dei bambini e dei ragazzi rivolte al mondo della scuola, è impegnata nella promozione dell’uso sicuro della rete.

L’UNICEF Italia ha dedicato una particolare attenzione al tema elaborando uno specifico kit didattico per le scuole dal titolo Non perdiamoci di vista, attraverso il quale vuole accrescere la consapevolezza dei rischi legati a bullismo e al cyberbullismo con la realizzazione di percorsi educativi che consentano ai ragazzi di sviluppare maggior empatia e spirito di solidarietà.  

L’UNICEF Italia insieme all’Associazione CamMiNo, ha avviato il progetto “Legalità”, nelle scuole secondarie di secondo grado di varie città italiane, con un focus sul cyberbullismo e la sicurezza in rete.

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