Diritti dei bambini

Genitorialità

La nostra società è caratterizzata da cambiamenti che stanno condizionando l’evolversi dell’istituto famigliare. La presenza di tipologie familiari nuove favorisce un mutamento dei ruoli e delle relazioni all’interno della struttura familiare, in particolare del ruolo genitoriale.  

Fra i nuovi bisogni sociali appare sempre più fondamentale la necessità di servizi a sostegno ed integrazione della famiglia.   

La nascita ed i primi anni di vita sono fondamentali ai fini dello sviluppo fisico e cognitivo del bambino. Appare, dunque, importante sostenere i genitori (caregivers) nell’adempiere al loro ruolo ed è necessario avere personale formato, nei vari servizi per l’infanzia e adolescenza, al fine di garantire un’adeguata risposta. Essere genitori è un mestiere complesso. La cosa importante è trovare il proprio modo di esserlo diventando consapevoli delle proprie risorse individuali.

Una guida all’azione

La famiglia è un’organizzazione che cambia e che richiede una genitorialità consapevole.  

La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza riconosce la fondamentale importanza delle famiglie e il ruolo cruciale svolto dai genitori. Dal preambolo e da diversi articoli si comprende chiaramente che ogni bambino ha il diritto di vivere in un ambiente familiare ed esserne accudito, prevedendo il ricorso a soluzioni alternative solo in via eccezionale.  

Le famiglie che hanno bisogno di assistenza per occuparsi dei loro figli, hanno il diritto di riceverla. Quando, nonostante tale assistenza, la famiglia del minorenne non è disponibile, non è in grado o non può accudirlo, dovrebbero essere ricercate delle appropriate e stabili soluzioni di tipo familiare, per permettere alla bambina/o di crescere in un ambiente in cui si senta amato, accudito e protetto.  

Quando inseriamo i bambini in un ambiente pieno d’amore e favorevole, offriamo loro più che una casa sicura.

Anthony Lake, Direttore Esecutivo dell'UNICEF 2010-2017

Le bambine e i bambini hanno diritto a ricevere cure e protezione. Sin dalla nascita, devono essere trattati con rispetto per la loro persona e non possono essere soggetti a nessuna forma di violenza. Prendersi cura di un minorenne e crescerlo significa anche avere cura e assumersi la responsabilità del suo benessere emotivo e fisico. Nell'educazione i genitori non dovranno mai ricorrere alla violenza emotiva o fisica.

Nella Convenzione viene anche fornito il quadro di riferimento giuridico per i bambini fuori famiglia. In questo caso vengono citati tipi di cure alternative come l’affidamento familiare e l’adozione.

Primi mille giorni di vita

Negli ultimi anni è stata dimostrata l’importanza dei primi mille giorni di vita di un bambino.  

I primi due anni di un bambino sono i più decisivi per il suo sviluppo ed il benessere futuro. Ogni secondo il cervello di un neonato produce oltre un milione di nuove connessioni neurali: un ritmo che non sarà mai più eguagliato nel corso della vita.  

Mantenere vivo il contatto fisico, l’allattamento, proporre nuove esperienze attraverso il gioco e la musica, incoraggiare la comunicazione, sono tutte attività che insieme ad altre contribuiscono a costruire un ambiente accogliente e stimolante e le basi per una buona crescita.  

Perciò, in questi anni si sono sviluppate in Italia alcune attività per promuovere azioni di dimostrata efficacia in questa delicata fase della vita dei neonati. Dal 2019 l'UNICEF organizza il "Parenting Month", un intero mese dedicato al supporto della genitorialità.

L’UNICEF ricorda come le cure amorevoli e l’empatia siano gli ingredienti fondamentali per uno sviluppo sano ed armonioso.  

L’UNICEF propone alcuni semplici consigli per i neogenitori e per tutti coloro che si occupano di bambini piccoli. Non sono indicazioni esaustive, ma vogliono stimolare l’interesse e la curiosità per una cura responsabile allo sviluppo della prima infanzia e allo stesso tempo rassicurare sul fatto che, insieme all’amore, alcuni semplici gesti posso contribuire a stimolare il cervello dei bambini piccoli e aiutarli, passo dopo passo, a godere della propria infanzia e a diventare ragazzi e adulti, attraverso stimoli adeguati all’interazione e all’esperienza di sé stessi, degli altri e del mondo. 

Le ricerche suggeriscono, inoltre, che quando i bambini interagiscono positivamente – sin dall’inizio della loro vita - con i loro padri, hanno nel lungo termine una migliore salute psicologica, autostima e soddisfazione per la propria vita.

Nel 2019 In Italia

1bambino su 4

ha accesso al nido o a servizi integrativi per l’infanzia

37.610mamme

hanno lasciato il lavoro per la nascita del figlio nel 2019

13.947padri

hanno lasciato il lavoro per la nascita del figlio nel 2019

Congedo parentale

I bambini hanno migliori prospettive di vita se i genitori sono in grado di bilanciare meglio il lavoro e gli altri impegni. Secondo uno studio dell’UNICEF, quasi due terzi dei bambini del mondo con meno di un anno, vivono in paesi in cui i loro padri non hanno diritto per legge nemmeno a un giorno di congedo di paternità retribuito. L’UNICEF invita i governi ad attuare delle politiche nazionali favorevoli alle famiglie che supportino lo sviluppo nella prima infanzia. Queste includono il congedo parentale retribuito, il sostegno per l’allattamento, l’assistenza all’infanzia e l’educazione prescolare di qualità. L'UNICEF, nello specifico, chiede a governi e aziende di aumentare a 6 mesi i congedi parentali retribuiti, per fornire ai genitori il tempo, le risorse e le informazioni di cui hanno bisogno per occuparsi dei propri figli.

Early Moments Matter

Gli ultimi studi delle neuroscienze dimostrano come, sin dai primissimi momenti di vita, nel processo di sviluppo del cervello dei bambini le connessioni neuronali siano plasmate tanto dai geni, quanto da condizioni di vita che garantiscano loro una corretta nutrizione, la protezione del bambino e il suo apprendimento sin dalla prima infanzia: attraverso lo stimolo dei genitori, il gioco, le prime parole e cure amorevoli. Sin dalla gravidanza, nei primi anni di vita il cervello del bambino forma oltre un milione di connessioni neuronali al secondo, facendo della prima infanzia una fase di sviluppo irripetibile, in cui non dovrebbero mancare cure e opportunità di apprendimento. Nella prima infanzia, stimoli educativi appropriati sostengono e rafforzano le capacità cognitive, rendendo i bambini più preparati per la scuola e più resilienti a livello emotivo e psicologico. Nel quadro della Campagna globale #Early Moments Matter, l’UNICEF sostiene programmi trasversali per lo Sviluppo della Prima Infanzia – Early Childhood Development – che coprono le fasi fondamentali del primo sviluppo del bambino: dai programmi di salute materno-infantile e per la corretta nutrizione nei primi 1.000 giorni di vita a quell’accudimento amorevole - Nurturing care - che la letteratura scientifica certifica essere cruciale per lo sviluppo cerebrale e psicosociale del bambino.

Tra i temi principali, della campagna #EMM, c’è, dunque, quello dell’allattamento. L’importanza dell'allattamento per mamme e bambini è universalmente nota, ma le azioni di sostegno a questa pratica – come intervalli regolari nel corso della giornata lavorativa per allattare o per estrarre il latte, un ambiente professionale favorevole e strutture adeguate - non sono ancora accessibili a tutte le donne.  

I vantaggi sanitari, sociali ed economici dell'allattamento al seno per la mamma e per il bambino sono ampiamente confermati a livello internazionale. Eppure, nel mondo quasi il 60% dei neonati non sono allattati in modo esclusivo fino al sesto mese di vita, come sarebbe auspicabile. Negli Stati a reddito medio-alto, il tasso di allattamento esclusivo è crollato nel 2018 al 23,9%, in ulteriore calo rispetto al 28,7% del 2012 

L’allattamento, inoltre, aiuta la mamma e il bambino ad avvicinarsi, fisicamente ed emotivamente.  Il contatto immediato pelle a pelle e un inizio tempestivo dell'allattamento contribuiscono a rafforzare il suo sistema immunitario, favoriscono il legame madre-figlio, innescano da subito la produzione di latte.

L’importanza dell’istruzione prescolare

Numerosi studi confermano l’importanza di frequentare servizi educativi già nella fascia 0-6. L’investimento in educazione precoce – early start – è, secondo l’ONU e la comunità scientifica internazionale, quello più efficace nel prevenire le ineguaglianze nel corso della vita. 

L’educazione nella prima infanzia e l’istruzione prescolare pongono le fondamenta da cui dipenderanno le capacità di apprendimento del bambino, rendendo ogni successiva fase dell’istruzione più efficace e produttiva. Quando i bambini hanno accesso ad un’istruzione prescolare di qualità hanno maggiori probabilità di sviluppare quelle competenze che li aiuteranno a completate con successo il ciclo dell’istruzione primaria, a passare a livelli superiori d’istruzione. Laddove i bambini più piccoli possono avere accesso a centri educativi prescolari, aumenta la possibilità per i genitori di andare a lavorare, consapevoli che i propri figli sono in ambienti didattici: ciò rende l’educazione per la prima infanzia una componente cruciale per lo sviluppo socioeconomico.  

In Italia l’investimento educativo nella fascia di età 0-6 anni è molto basso, specialmente in alcune regioni del Sud, Il nostro Paese è ancora molto lontano dagli obiettivi stabiliti dall'Unione Europea di garantire ad almeno il 33% dei bambini tra 0 e 3 anni l’accesso al nido o ai servizi integrativi.

Documenti disponibili

Benvenuti al mondo! Consigli e coccole per genitori e figlipdf / 7.11 Mb

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I paesi più ricchi del mondo sostengono le famiglie? Politiche dell’OCSE e dell’UEpdf / 762 kb

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I bambini e il gioco online: rischio o opportunità di crescita?

I bambini amano giocare e certamente anche giocare online che sia da cellulare, desktop, tablet o console dedicate si tratta anche in questo caso di esercitare il loro diritto al gioco che può essere coniugato con il diritto all'apprendimento.

Secondo gli ultimi dati di un recente studio dell’UNICEF condotto in 11 paesi, tra cui l’Italia (insieme a  Albania, Argentina, Brasile, Bulgaria, Cile, Ghana, Montenegro, Filippine, Sudafrica e Uruguay) le attività di intrattenimento attraverso il gioco online possono essere utili opportunità di apprendimento per i bambini più piccoli, in età prescolare,  possono aiutarli a sviluppare l'interesse e le abilità per progredire consapevolmente verso attività e future attività online in ambito educativo, informativo e sociale.

Se i bambini più piccoli sono affiancati da genitori o adulti mentre usano giochi o applicazioni online acquisiscono esperienza, e sviluppano competenze che li renderanno navigatori più consapevoli a mano a mano che cresceranno e si rapporteranno al mondo online e a Internet. Con così tante informazioni disponibili online, è fondamentale che i bambini abbiano le competenze necessarie per trovare il giusto contenuto e controllare la veridicità di ciò che scoprono.


Più positivo sarà l’intervento dei genitori più saranno rafforzate le competenze e le capacità digitali dei bambini.Questo avviene ad esempio anche lasciandoli ragionevolmente liberi di esplorare l'ambiente online attraverso prodotti garantiti e destinati alle fasce più precoci, come alcuni prodotti di gaming prevedono.

Alcuni esempi:

  • Minecraft, popolare sandbox virtuale per costruire mondi, offre la possibilità di costruire un campo profughi secondo gli standard dell'UNHCR.
  • Minecraft, per esplorare la la crisi globale dei rifugiati. Si invitano i partecipanti a sperimentare la vita di un rifugiato che fugge dalla guerra. Le lezioni si collegano ai diritti dei bambini e degli adolescenti e agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU.
  • Roblox, piattaforma che mira a unire il mondo attraverso il gioco, con Adopt Me permette ai giocatori di Roblox di allevare e vestire simpatici animali domestici, decorare la tua casa, e giocare con gli amici nel magico mondo familiare di Adopt Me! su Roblox!

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