I bambini e gli adolescenti con disabilità sono uno dei gruppi più vulnerabili di minorenni, uno dei più emarginati ed esclusi, particolarmente esposti a violenze e sfruttamento ed oggetto quotidianamente di forme di discriminazione multipla. È difficile ottenere dati statistici affidabili rispetto al numero dei minorenni con disabilità: secondo i dati più recenti delle Nazioni Unite, nel mondo più di un miliardo di persone convive con una forma di disabilità; di queste, almeno 93 milioni sarebbero minorenni.  

Negli anni si è affermato un paradigma della disabilità che non è più soltanto medico, ma anche e soprattutto sociale: la disabilità non si identifica soltanto con una condizione di salute, ma anche nelle barriere, ambientali e sociali, che impediscono l’inclusione.

Una guida all’azione

La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è il primo strumento internazionale sui diritti umani che approfondisce il tema della discriminazione sulla base della disabilità, affermando che tutti i bambini devono poter godere di tutti i diritti enunciati dalla Convenzione: ai bambini con disabilità va dunque garantito un sostegno particolare in tal senso e un trattamento egualitario rispetto all’accesso ai servizi, in un’ottica di piena inclusione sociale e di pari opportunità relativamente allo sviluppo delle capacità di ciascuno.

La disabilità è negli occhi della società. Non è nei nostri occhi. Con le giuste opportunità possiamo provare il nostro valore.

Dalle Linee Guida UNICEF, “Take us seriously”

Il lavoro dell’UNICEF sulla disabilità è guidato da un approccio basato sui diritti umani, sull’equità e il raggiungimento dei gruppi di individui più vulnerabili. 

Su questo approccio, incentrato sul rispetto dei diritti umani e la piena inclusione di ogni bambino si basa anche la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata dalle Nazioni Unite nel 2006: essa è dedicata ai diritti specifici delle persone con disabilità, rafforzando ulteriormente quanto già previsto nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. 

Entrambe sono state recepite nell’ordinamento giuridico italiano e sono alla base del lavoro dell’UNICEF.

Rayan ha perso un braccio durante i combattimenti nello Yemen

La situazione in Italia

In base ai più recenti dati ISTAT, sono oltre 3 milioni le persone con disabilità in Italia. 

Nell’anno scolastico 2019/2020 gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane sono quasi 300 mila (pari al 3,5% degli iscritti), oltre 13 mila in più rispetto all’anno precedente, con un incremento percentuale, ormai costante negli anni, del 6%.  

In crescita anche il numero di insegnanti per il sostegno, con un rapporto alunno-insegnante migliore delle previsioni di legge (176 mila), tuttavia, a causa della carenza di insegnanti specializzati, circa il 37% di questi docenti viene selezionata dalle liste curriculari. 

Sono inoltre ancora troppe le barriere presenti nelle scuole italiane: solamente 1 scuola su 3 risulta accessibile dal punto di vista delle barriere fisiche. Quanto alle barriere senso-percettive: appena il 2% delle scuole dispone di tutti gli ausili senso-percettivi e solo il 18% delle scuole dispone di almeno un ausilio (MIUR).

L’attivazione della DAD, resa obbligatoria a partire dal 9 aprile 2020 per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19, ha reso più complesso un processo delicato come quello dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. I livelli di partecipazione sono diminuiti sensibilmente: tra aprile e giugno 2020 oltre il 23% degli alunni con disabilità (circa 70 mila) non ha preso parte alle lezioni quota che cresce nelle regioni del Mezzogiorno dove si attesta al 29%.

La presenza in aula, le relazioni con i propri compagni, il sostegno di figure competenti opportunamente formate, la presenza e la fruibilità di tecnologie adeguate, l’accessibilità dello spazio, giocano un ruolo fondamentale nel favorire la partecipazione degli alunni con disabilità a una didattica inclusiva. 

Le raccomandazioni del Comitato ONU

Il Comitato ONU sui Diritti dell’infanzia – deputato a vigilare sullo stato di attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza - nelle sue ultime “Osservazioni conclusive” ha raccomandato all’Italia di: 

  • delineare una strategia onnicomprensiva sull’inclusione dei minorenni con disabilità; 
  • migliorare la raccolta dati sui minorenni con disabilità;
  • sviluppare un sistema efficiente per la diagnosi precoce delle disabilità;
  • adottare standard nazionali minimi sull’educazione della prima infanzia appropriati ai bisogni specifici dei minorenni con disabilità;
  • fornire adeguato sostegno ai minorenni con difficoltà di apprendimento formando insegnanti e professionisti specializzati;
  • intraprendere campagne di sensibilizzazione per contrastare i pregiudizi nei confronti dei minorenni con disabilità;
  • affrontare le esigenze specifiche dei minorenni con disturbi dello spettro autistico.  
Nell’A.S. 2019/2020 (ISTAT):

300mila

gli alunni con disabilità in Italia

176mila

gli insegnanti per il sostegno

23%

alunni con disabilità fuori dalla DAD

Il ruolo dello Sport

Lo sport è uno strumento potente ai fini della promozione dell’eguaglianza e dell’inclusione, poiché promuove l’amicizia, la solidarietà, il rispetto delle regole, il gioco di squadra, la disciplina, la fiducia, il rispetto del prossimo e aiuta a migliorare le capacità relazionali.  

Lo sport è un linguaggio universale che può fare da ponte tra le diversità e uno strumento per stemperare le tensioni e favorire il dialogo: sul terreno di gioco le differenze non dividono, avvicinano e i bambini imparano che il confronto può avvenire su un piano di parità. 

Per questi motivi l’UNICEF ha introdotto il potenziale dello sport, del gioco e delle attività ricreative all’interno delle proprie attività di sensibilizzazione, tramite il Programma "Sport Amico dei Bambini e degli Adolescenti"

Sveta e Natasha giocano a scacchi nel rifugio per bambini abbandonati e orfani in Ucraina

L’approccio dell’UNICEF

I bambini e gli adolescenti con disabilità sono troppo spesso invisibili nelle politiche, nelle statistiche e nelle società, e questo può ostacolare l’attuazione degli interventi e l’allocazione delle risorse. La discriminazione è uno degli ostacoli maggiori che questi minorenni devono fronteggiare: uno degli effetti della discriminazione è quello di ostacolare la piena e paritaria accessibilità ai servizi di base e alle più diverse attività (dall’istruzione, alla sanità, dai trasporti, allo sport, così come l’accesso alle informazioni). 

In particolare, il diritto all’istruzione enunciato nella Convenzione va al di là dell’istruzione meramente formale, fino a includere la vasta gamma di esperienze di vita e processi di apprendimento che permettono al bambino, individualmente e collettivamente, di sviluppare la propria personalità, le proprie capacità e le proprie attitudini e di vivere una vita piena e soddisfacente all’interno della società: è per questo che la promozione e l’attuazione dell’inclusione attraverso il diritto all’istruzione è al centro del Programma UNICEF "Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi". 

L’importanza di promuovere il pieno sviluppo e l’inclusione dei bambini e degli adolescenti con disabilità riguarda tutti i settori della società, per questo il soddisfacimento dei loro bisogni specifici deve essere incorporata in tutti i servizi e i programmi per l’infanzia. 

Cambiare le percezioni e le politiche con il coinvolgimento attivo dei bambini con disabilità è di vitale importanza per soddisfare i loro diritti e la promessa di una società veramente inclusiva.

Documenti disponibili

Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenzapdf / 353 kb

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Convenzione sui diritti delle persone con disabilitàpdf / 284 kb

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Parliamo di abilità, Comitato Italiano per l’UNICEFpdf / 1.37 Mb

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Io rispetto, Comitato Italiano per l’UNICEFpdf / 2.07 Mb

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Take us seriously, UNICEFpdf / 8.27 Mb

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