A scuola si arriva solo a nuoto. La storia di Lorna e degli altri bambini che attraversano un fiume ogni giorno per studiare in Papua Nuova Guinea
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Lorna, 15 anni, si sveglia ogni mattina prima che sorga il sole per aiutare sua madre con le faccende domestiche. Una volta finite, si prepara per andare a scuola.
Ma, a differenza della maggior parte dei bambini, per lei arrivare a lezione non è così semplice. Per raggiungere la sua classe, deve attraversare a nuoto le rapide del fiume Kemp Welch.
Questa è la realtà quotidiana per circa 300 bambini del villaggio di Goulubu, a Launakalana, una comunità rurale della Provincia Centrale della Papua Nuova Guinea. L'unico ponte del villaggio è stato spazzato via dalle alluvioni del 2012 e, a causa della mancanza di risorse, non è mai stato ricostruito.
Da allora, per le circa 1.000 persone che vivono nella comunità, raggiungere la scuola o il presidio sanitario più vicino significa attraversare il fiume a nuoto o affidarsi a piccole imbarcazioni.
Senza un contenitore (di solito una pentola o una cesta) per tenere asciutti i propri effetti personali, gli studenti li tengono sopra l'acqua mentre attraversano a nuoto il fiume Kemp Welch per tornare a casa dopo la scuola.
Con l'aumento della frequenza e dell'intensità di alluvioni e temporali, l'attraversamento è diventato sempre più rischioso. Durante la stagione delle piogge, detriti e correnti impetuose rendono la traversata particolarmente pericolosa e non è raro che bambini e bambine perdano libri, uniformi e materiale scolastico trascinati via dall'acqua, o si ammalino dopo aver nuotato nel fiume.
Eppure, per bambine come Lorna, non ci sono alternative: dall'altra parte del fiume c'è l'unica possibilità di andare a scuola.
Attraversiamo il fiume con la pentola per tenere all’asciutto le nostre cose. Poi ci nascondiamo dietro i cespugli, dall’altra parte, per cambiarci ed indossare l’uniforme scolastica. Nascondiamo la pentola con i vestiti bagnati e poi andiamo a scuola. A volte le cose ci vengono rubate mentre siamo a lezione.
Lorna, 15 anni
Per più di 7 anni, Lorna ha attraversato il fiume due volte al giorno per andare e tornare da scuola.
Centinaia di studenti attraversano il fiume come lei, provando a tenere all’asciutto i libri e l’uniforme scolastica.
Per le ragazze, questo viaggio può risultare anche più complicato. Per indossare i vestiti asciutti devono cambiarsi all’aperto prima e dopo le lezioni.
Durante il ciclo mestruale, le ragazze vengono scoraggiate dagli anziani della comunità ad attraversare il fiume, per il timore che il sangue possa attirare i coccodrilli. Questo fa perdere loro preziosi giorni di lezione.
Durante le inondazioni, gli studenti di Goulubu non possono andare a scuola, mentre quelli dei villaggi vicini sì.
Josephine Saranam, madre di Lorna
“Metà degli studenti della nostra scuola proviene dal villaggio di Goulubu. Quando le inondazioni rendono il fiume pericoloso, molti di loro non possono raggiungere la scuola. Questo si traduce in un elevato tasso di assenze, lacune nell'apprendimento e risultati scolastici peggiori, soprattutto tra le ragazze” racconta Charmie Vali David, Preside della Scuola.
L'accesso a infrastrutture sicure come un ponte potrebbe trasformare la vita dei bambini del villaggio di Goulubu. Ma la storia di Lorna ci ricorda anche il crescente impatto che i cambiamenti climatici stanno avendo sui bambini in tutta la Papua Nuova Guinea.
L’UNICEF sta lavorando con il Governo e i partner per rafforzare la resilienza climatica dei sistemi su cui i bambini fanno maggiormente affidamento, inclusi istruzione, salute, acqua e servizi igienico-sanitari.
Ma sono necessarie azioni più importanti per proteggere il futuro di ogni bambino.
Quando il fiume straripa, restiamo a casa. Perdiamo le lezioni. Ma io sogno di diventare un’insegnante o una pilota di aerei
Lorna è determinata a completare la sua istruzione


