Presentato il Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati

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12/12/2012

Il Ministero dell'Interno e l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) hanno presentato questa settimana a Milano il Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), curato da Cittalia-Anci Ricerche.
 
Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), istituito dalla legge 189/2002, è costituito dalla rete territoriale degli enti locali che, nei limiti delle risorse disponibili, hanno accesso al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo, con la finalità di garantire, con l'apporto del Terzo Settore, interventi di “accoglienza integrata” destinati ai richiedenti protezione internazionale, rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria.
 
L'accoglienza integrata presuppone il superamento della mera fornitura di vitto e alloggio  prevedendo per i richiedenti protezione internazionale misure complementari di accompagnamento, informazione, orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.
 
Dal Rapporto è emerso che nel 2011 è aumentato il numero di rifugiati e richiedenti asilo accolti nella rete degli enti locali dello SPRAR: quasi l’11% in più rispetto al 2010: sono stati 7598 i richiedenti asilo e rifugiati accolti in totale dai comuni e dalle province dello SPRAR, in prevalenza uomini (79,5% del totale) di età compresa tra i 18 e i 35 anni (72%) e provenienti principalmente da Somalia, Afghanistan, Nigeria e Costa d’Avorio.
 
A questi si aggiungono inoltre 312 minori stranieri non accompagnati, sempre più giovani e provenienti principalmente da Afghanistan, Mali, Costa d’Avorio, Nigeria: di questi, il 14% ha 15 anni, il 24% ne ha 16 e il 40% ne ha 17.
 
151 progetti territoriali di accoglienza integrata sono stati realizzati in 128 enti locali col coinvolgimento di oltre 200 enti del terzo settore. Per il biennio 2011-2012, lo SPRAR ha portato da 3000 a 3979 i posti di accoglienza complessivamente disponibili.
 
Dai risultati del Rapporto è emerso come i percorsi di accoglienza previsti abbiano dato i loro frutti: dal 2010 circa il 67% di coloro che hanno ricevuto accoglienza hanno portato a termine il percorso attraverso progetti di integrazione.
 
Dal Rapporto è emersa altresì la necessità di mettere in pratica progetti concreti e coordinati di accoglienza, che vadano oltre le misure emergenziali, al fine di stabilizzare i percorsi dei cittadini stranieri che hanno fatto domanda in Italia per ottenere lo status di rifugiato.
 
Il tema dei minorenni stranieri non accompagnati e di un percorso di accoglienza rispettoso dei loro diritti è stato affrontato di recente dall'UNICEF Italia all'interno del Rapporto “Facce d'Italia. Condizioni e prospettive dei minorenni di origine straniera”, presentato in occasione dell'ultima Giornata dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza ed inserito nel quadro della Campagna Io Come Tu sul diritto alla non discriminazione.

12/12/2012

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