Striscia di Gaza: Meral guarda assorta i suoi compagni mentre corrono. Ha 9 anni e sogna di tornare a camminare
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Seduta su una piccola sedia di plastica fuori dalla casa danneggiata dalle bombe in cui vive, Meral Shukri Al-Babli, 9 anni, guarda i bambini del vicinato mentre corrono tra le strade del campo Nuseirat.
Lei non può farlo. La sua gamba sinistra è stata amputata a seguito dell’esplosione che ha colpito la casa dove viveva con la sua famiglia. Quella stessa notte, ha perso sia la madre che la nonna.
Oggi, vive insieme al padre in una casa gravemente danneggiata a Nuseirat, dove l’accesso all’acqua e all’elettricità è discontinuo.
Stavo dormendo vicino a mia madre. Quando mi sono svegliata mi sono ritrovata da sola.
Meral parla del giorno in cui la sua casa è stata bombardata
Come Meral, centinaia di migliaia di bambini nella Striscia di Gaza continuano a vivere tra edifici distrutti, macerie e servizi essenziali compromessi. Le famiglie affrontano ogni giorno la scarsità di acqua potabile, il sovraffollamento e un rischio crescente di malnutrizione, mentre i bambini pagano il prezzo più alto di una crisi che continua a minacciare la loro salute, il loro sviluppo e il loro futuro.
Dall’inizio del conflitto nell’ottobre 2023, nella Striscia di Gaza la situazione è catastrofica: decine di migliaia di civili sono stati uccisi o feriti, case e infrastrutture essenziali sono state distrutte e le famiglie sono state costrette a sfollare più volte. L’intera popolazione ha un disperato bisogno di assistenza umanitaria e circa la metà delle persone colpite sono bambini.
Meral viene pettinata da una donna nella casa dove è rifugiata a Nuseirat. Ha perso una gamba a causa dei bombardamenti nella Striscia di Gaza
Prima della guerra, Meral amava andare a scuola, giocare con i suoi amici e disegnare. Ora, molte delle cose che una volta le sembravano semplici sono diventate complicate.
“Mi manca camminare” – dice - “Mi manca correre”. “Vorrei camminare di nuovo da sola”
“Vorrei giocare con le altre bambine a scuola”.
“Vorrei tornare a scuola e sedermi tra i miei amici”.
Il più grande sogno di Meral non è un giocattolo o un vestito nuovo. Sogna di ricevere una protesi per la gamba che le consentirebbe di muoversi da sola con maggiore indipendenza.
Vorrei uscire da Gaza, così potrei avere una gamba che mi aiuti a camminare. Vorrei stare di nuovo in piedi. Andare a scuola senza che qualcuno mi ci debba portare.
Meral racconta del suo sogno di avere una protesi per tornare a camminare
Nonostante tutto quello che ha passato, Meral continua a disegnare. Il suo quaderno è pieno di cuori, case e sole – piccoli scorci della vita che le manca e del futuro in cui spera.
“Mi piace disegnare case. Vorrei disegnare ancora la nostra” racconta. “Disegno il sole perché vorrei che tornassero i giorni felici”.
“Vorrei essere come gli altri bambini. Giocare, imparare e vivere al sicuro”.
Per una bambina come Meral, l’impatto della guerra va ben oltre le ferite fisiche. Ha distrutto le sue possibilità di istruzione, il suo senso di sicurezza, le sue amicizie, la sua infanzia.
Abbiamo chiesto a Meral se avesse un messaggio per il resto del mondo: “Voglio vivere in pace. Vorrei camminare. Giocare. Vorrei che la guerra si fermasse e che i bambini fossero al sicuro. Vorrei tornare ad avere una vita normale”.
Per approfondire la situazione dei bambini e delle bambine nella Striscia di Gaza e nei Territori palestinesi occupati, visita la sezione Stato di Palestina.


