Una goccia di speranza per i bambini di Daikundi
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Daikundi è il cuore montuoso dell’Afghanistan, un luogo in cui le vette frastagliate si innalzano bruscamente dalle valli profonde e dove le comunità dipendono principalmente dall’agricoltura e dall’allevamento per sopravvivere.
Eppure, per anni, la sua capacità di salvare vite era ostacolata dalla mancanza di un elementi fondamentali: acqua pulita, accessibile e condizioni igieniche di base.
L'impianto fotovoltaico installato presso l'ospedale di Kisaw che alimenta il pompaggio dell'acqua da un pozzo e fornisce accesso continuo e sicuro all'acqua per il personale sanitario e i pazienti.
La scarsità di acqua e di servizi igienici, combinata a pratiche igieniche inadeguate, aumenta significativamente il rischio di malattie e malnutrizione, specialmente per i bambini con meno di 5 anni. Le malattie diarreiche, strettamente legate ad acqua non sicura e a scarse pratiche igieniche e sanitarie, compromettono la capacità dei bambini di assorbire i nutrienti, aggravando ulteriormente la condizione di chi è già vulnerabile.
In questi contesti, la lotta contro la denutrizione non può essere vinta senza accesso ad acqua potabile, servizi igienico-sanitari e migliori pratiche igieniche.
Feroza, infermiera specializzata in nutrizione del reparto di degenza, ha trascorso otto anni in ospedale e ricorda bene quella battaglia. “In passato, non avevamo acqua per le stanze. Ora abbiamo rubinetti in ogni reparto” racconta, lavandosi attentamente le mani prima di visitare un bambino.
Prima di effettuare il test dell'appetito con gli alimenti terapeutici pronti all'uso (RUTF), dobbiamo lavare le bustine. Avere acqua nelle vicinanze rende tutto ciò semplice e sicuro e riduce il rischio di infezioni.
Feroza, infermiera specializzata in nutrizione
I risultati sono visibili su Hania, 19 mesi: quando è arrivata nel reparto nutrizione dell'ospedale, quattro mesi fa, soffriva di malnutrizione acuta grave. Oggi, dopo cure costanti e una migliore igiene,il suo peso è aumentato di un chilogrammo: un piccolo risultato che rappresenta una grande vittoria.
“Era costantemente debole e malata” ricorda sua madre Faiza. “Ora, intravedo la strada per la guarigione” dice.
La trasformazione si estende anche al reparto maternità, dove l’ostetrica Fareshta non deve più lasciare le pazienti per andare all’esterno a prendere l’acqua. “Dovevamo trasportare l'acqua all'interno dell'ospedale, con conseguente perdita di tempo e un maggiore rischio di infezioni” spiega.
Grazie al supporto del Regno Unito, l'UNICEF ha completato i lavori per portare acqua, servizi igienico-sanitari e igiene (WASH) in 28 centri sanitari e nutrizionali nelle province di Daikundi e Paktia. L'intervento fornisce a più di 439 operatori sanitari l'accesso ad acqua sicura e affidabile all'interno delle strutture sanitarie, a beneficio di oltre 678.702 persone che vivono nelle aree servite da queste strutture.
Ora, con l’acqua del rubinetto direttamente in sala parto, possiamo pulire subito, senza uscire dall'ospedale: così il parto è più sicuro per le mamme e per i neonati.
Fareshta, ostetrica nel reparto di maternità dell'ospedale di Kisaw
Il pacchetto WASH include pozzi, serbatoi idrici, docce per il personale, latrine separate per uomini e donne, strutture per il bagno, strutture per la gestione dei rifiuti e punti di lavaggio delle mani all'interno delle cliniche, rafforzando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni e migliorando le condizioni igieniche in alcune delle province afgane più difficili da raggiungere.
In posti come Kisaw, dove le distanze sono lunghe e le difficoltà molte, un semplice rubinetto rappresenta molto più di un'infrastruttura. È una salvaguardia contro le malattie.
Per bambini come Hania, è una goccia di speranza che trasforma la lotta per la sopravvivenza nella possibilità di un futuro.




