Xiaomi e UNICEF Italia: Vita digitale in famiglia, 8 genitori su 10 vigilano le attività dei figli online, ma quasi il 60% dei ragazzi ammette di non sapersi disconnettere

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04/11/2026

Smartphone a tavola, tablet sul divano, scroll e gioco online. Nell'attuale panorama digitale, i dispositivi tech sono diventati compagni inseparabili dei più giovani, sollevando sfide inedite per i genitori.

In Italia il livello di attenzione è altissimo: oltre l’80% dei genitori monitora attivamente le attività digitali dei ragazzi*, superando la media europea dove il 64% delle madri e dei padri ricorre a software di Parental Control per filtrare siti, limitare i tempi di utilizzo e monitorare le app.

Per approfondire questo scenario, Xiaomi ha promosso un’indagine condotta dall'istituto di ricerca Bilendi** sull'approccio alla tecnologia nella fascia d'età 6-14 anni. Per restituire un quadro ancora più completo, i risultati sono stati affiancati alle evidenze emerse dal sondaggio dell’UNICEF Italia ***(realizzato tramite la piattaforma digitale U-Report su un panel di ragazzi tra i 14 e i 17 anni). Un incrocio di dati che mette a confronto le aspettative e le preoccupazioni degli adulti con il vissuto reale dei giovanissimi.

Segui la speciale puntata podcast di Xiaomi ed UNICEF sull'educazione digitale

In questo speciale episodio podcast, disponibile dal 4 novembre sui canali ufficiali di Xiaomi Italia e UNICEF Italia si parlerà di educazione digitale unendo da un lato l'esperienza tecnologica di Xiaomi con Andrea Crociani, Marketing Manager di Xiaomi Italia, dall'altro l'attenzione dell’UNICEF ai diritti dell'infanzia e dell'adolescenza con il contributo di Arianna Braga, Specialista Advocacy dell’UNICEF Italia.

Consapevolezza vs. Azione: il paradosso del Parental Control

I dati Xiaomi rivelano una dinamica interessante: sebbene il 97% dei genitori italiani sappia perfettamente cosa sia e a cosa serva il Parental Control, solo il 63% lo utilizza nella quotidianità. Un divario che nasce dalla percezione che questi strumenti siano complessi o che limitino eccessivamente la libertà dei figli. Eppure, i ragazzi sembrano molto più propensi ad accettarli di quanto si pensi: secondo i dati dell’UNICEF Italia, l'84% dei giovani tra i 14 e i 17 anni riconosce l'utilità di strumenti come limiti di tempo e filtri. Nello specifico, il 23,6% li ritiene "utili per proteggere bambini e ragazzi", mentre il 61,1% ne riconosce l’importanza, pur chiedendo che non limitino troppo la loro autonomia

Le ombre del mondo digitale: cosa spaventa davvero i genitori?

La principale preoccupazione per i genitori che emerge dallo studio Xiaomi, è l’eccessivo tempo trascorso online e il conseguente rischio di dipendenza, seguito dal timore di contatti con persone sconosciute o malintenzionate e dall’accesso a contenuti non adeguati all’età. A questi si aggiunge il timore per le derive più estreme della vita in rete: oltre il 40% dei genitori teme infatti fenomeni di radicale isolamento sociale (Hikikomori) e di Cyberbullismo.

Ma cosa preoccupa i diretti interessati? Guardando i dati dell’UNICEF Italia, i ragazzi confermano i pericoli della rete: la loro paura più grande è la diffusione senza consenso di foto, video o informazioni personali (36,1%), seguita proprio dai contatti indesiderati o dai profili fake (22,2%). Un ambiente digitale in cui un ragazzo su due (circa il 50%) ammette di aver già vissuto situazioni spiacevoli almeno una volta.

Oltre i divieti: perché i ragazzi fanno fatica a disconnettersi?

Un dato sorprendente della ricerca Xiaomi svela un evidente "ottimismo illusorio" degli adulti: ben il 70% dei genitori di bambini e pre-adolescenti (6-14 anni) è convinto che i propri figli usino i dispositivi in modo corretto e consapevole. Secondo i genitori, il problema risiede semplicemente nella difficoltà dei ragazzi di autogestire il proprio tempo online (56%) e nella mancanza di regole chiare in famiglia (45%).

Una visione che cambia drasticamente ascoltando gli adolescenti

Nell’indagine dell’UNICEF Italia: solo il 19,4% dichiara infatti di riuscire a gestire il proprio rapporto con la tecnologia e le piattaforme in modo consapevole. Quasi il 60% dei 14-17enni ammette di fare fatica, mentre un ulteriore 18% ammette di non riuscirci affatto o di usarli molto più del dovuto. Quando provano a staccarsi da un'app o da un gioco, a trattenere i ragazzi online sono principalmente la noia (27,7%), le continue notifiche o il fatto di stare interagendo in quel momento con i propri coetanei. E per quanto riguarda le regole domestiche, c'è ancora molto da lavorare: ben il 30,5% dei ragazzi dichiara che in casa ci sono "poche regole o non ce ne sono".

Dati UNICEF

Secondo il sondaggio U-Report i ragazzi confermano i pericoli della rete. Tra le paure più grandi:

36,1%

tema la diffusione senza consenso di foto, video o informazioni personali

22,2%

teme di essere contattato da persone indesiderate o dai profili fake

50%

ammette di aver già vissuto situazioni spiacevoli almeno una volta online

Il ruolo delle tech company

Sempre secondo il sondaggio U-Report dell’UNICEF Italia, il 37,5% dei ragazzi vorrebbe "social, app e videogiochi più sicuri", e il 34,7% ritiene che le aziende tecnologiche e le piattaforme debbano fare di più per rendere internet un posto sicuro. Una richiesta che si sposa con l'attuale panorama normativo italiano: le linee guida AGCOM (DL 159/2023) sanciscono infatti l'obbligo, che entrerà in vigore nel 2026, di offrire sistemi di Parental Control gratuiti e facilmente accessibili.

È qui che entra in gioco l'efficacia degli strumenti digitali nativi. La ricerca Xiaomi ha infatti evidenziato che, per il 70% dei genitori che ha attivato il Parental Control sui dispositivi, i risultati sono tangibili: il 43% ha riscontrato una reale riduzione del tempo passato davanti allo schermo e un maggiore rispetto delle regole pattuite. Tuttavia, il gap di quel 30% di genitori che conosce lo strumento ma non lo utilizza evidenzia un'opportunità di miglioramento: evolvere l'idea di 'controllo' unilaterale verso un approccio più collaborativo. Quando la tecnologia si propone come una risorsa semplice e intuitiva, riesce infatti a mostrare benefici effettivi per tutta la famiglia.

“I dati della nostra ricerca, uniti alla voce diretta dei ragazzi raccolta dall’UNICEF Italia, ci restituiscono un quadro chiarissimo: i giovani sono consapevoli delle proprie difficoltà nel gestire il tempo online e chiedono un ecosistema più sicuro, mentre i genitori vivono talvolta una rassicurante illusione e hanno bisogno di strumenti semplici ed efficaci per supportarli,” ha dichiarato Andrea Crociani, Marketing manager di Xiaomi Italia. “In Xiaomi crediamo che la tecnologia debba essere un alleato prezioso per le famiglie. Il nostro impegno non si limita a fornire dispositivi all’avanguardia, ma punta a trasformare il Parental Control da un mero strumento di 'blocco' a un vero e proprio 'coach digitale', estremamente intuitivo e facile da configurare anche per i genitori meno esperti.”

Fonti: 

*Dato estrapolato dalla ricerca promossa da Xiaomi e condotta da Bilend i(vedi nota 2)

** L'indagine quantitativa promossa da Xiaomi e condotta da Bilendi è stata effettuata nel mese di settembre 2026 su un campione rappresentativo di 202 genitori (quote per genere, età e area geografica) di bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni in Italia.

*** I dati UNICEF citati nel comunicato fanno riferimento alle rilevazioni effettuate tramite la piattaforma digitale U-Report, lo strumento di partecipazione e ascolto giovanile di UNICEF. Le percentuali riportate in questo testo si riferiscono allo specifico segmento demografico dei rispondenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni.

04/11/2026

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