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Libia, appello UNICEF-ONU per una tregua umanitaria

Libia, Un ospedale pediatrico colpito da un bombardamento © UNICEF/UN0271175/Diffidenti

19 aprile 2019 - Un numero crescente di bambini è a rischio imminente di rimanere ferito o ucciso a causa dell'escalation dei combattimenti (i peggiori degli ultimi anni) a Tripoli e dintorni.

Ricordiamo a tutte le parti in guerra in Libia l'obbligo di proteggere i bambini in ogni momento, nel pieno rispetto del diritto internazionale.

Uccidere, ferire e arruolare minorenni, condurre attacchi contro infrastrutture scolastiche, sanitarie e idriche rappresentano gravi violazioni dei diritti umani dell'infanzia e devono cessare immediatamente.

Chiediamo che siano messe in atto misure di prevenzione per tutelare i bambini, in linea con quanto prescritto dalla Risoluzione 2427 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Esortiamo inoltre a consentire un accesso sicuro e senza ostacoli agli operatori umanitari, affinché possano raggiungere tutti i bambini che hanno bisogno di aiuto, e a concordare un cessate il fuoco per consentire ai civili di lasciare in sicurezza le aree teatro di combattimenti.

Sono quasi 1.800 i bambini tra i civili che hanno urgente bisogno di essere evacuati dalle zone sulla linea del fuoco, mentre 7.300 bambini sono già stati sfollati dalle loro case a causa delle ostilità in corso. 

Complessivamente, stimiamo che circa 500.000 bambini siano stati coinvolti dalle violenze in corso in tutta la Libia occidentale.

I bambini intrappolati nelle zone di conflitto rischiano di rimanere privi di cibo e di perdere l'accesso alle cure mediche. Non potendo abbandonare queste zone, non possono neppure cercare rifugio e sicurezza.

Gli scontri hanno messo in grave pericolo anche i circa 1.000 minorenni rifugiati e migranti rinchiusi nei centri di detenzione della zona.

Essi dovrebbero essere immediatamente rilasciati e dotati di un rifugio sicuro fino a quando le loro richieste di asilo potranno essere esaminate o potranno ottenere assistenza per un rimpatrio sicuro con le loro famiglie.

Il principio del non respingimento deve essere rispettato. 

I minorenni non accompagnati, molti dei quali sono solamente in transito nel paese, sono a rischio di gravi violazioni, come reclutamento, violenza sessuale o rapimento.

I combattimenti stanno anche privando i bambini del loro diritto all'istruzione. L'anno scolastico è stato sospeso in tutte le scuole delle aree interessate dal conflitto, e 7 scuole sono state adibite a centri di accoglienza per famiglie sfollate.

In un recente bombardamento a un magazzino di materiali scolastici sono andati distrutti ben 5 milioni di libri di testo e i risultati degli esami scolastici nazionali.

La Libia soffre da oltre 7 anni un conflitto latente, che ha gettato 820.000 civili, tra cui circa 250.000 bambini, in un disperato bisogno di assistenza umanitaria. 

Ora la situazione si sta nuovamente deteriorando. Per il loro bene, e per il futuro del paese, i combattimenti devono cessare

(Dichiarazione di Henrietta Fore, Direttore UNICEF,
e di Virginia Gamba, Rappresentante speciale del Segretario Generale ONU per i minorenni nei conflitti armati)