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Fore (UNICEF), appello per la pace in Libia: decine di migliaia di bambini a rischio

Libia, Tripoli - Nada, una bambina di nove anni, nell'aula della scuola El Hadana di Zanzur,
Libia, Tripoli - Nada, una bambina di nove anni, nell'aula della scuola El Hadana di Zanzur, "Un missile ha colpito l'edificio di fronte a noi" © UNICEF/UN055250/Romenzi
17 gennaio 2020 – I bambini in Libia, inclusi quelli rifugiati e migranti, continuano a soffrire gravemente per le violenze e il caos scatenati dalla guerra civile nel paese.
 
Dall'aprile dello scorso anno, allorché le ostilità sono riesplose a Tripoli e nella regione occidentale del paese, le condizioni per migliaia di bambini e civili si sono ulteriormente deteriorate.
 
Attacchi indiscriminati su aree densamente popolate hanno causato centinaia di morti, e l’UNICEF ha ricevuto notizie di bambini tra le vittime e i feriti. Minorenni vengono anche reclutati e impiegati nei combattimenti.
 
Attualmente oltre 150.000 persone, 90.000 delle quali bambini, sono state costrette a fuggire dalle proprie case e sono attualmente sfollati all'interno del paese.
 
Sono state attaccate inoltre numerose infrastrutture civili dalle quali dipendono benessere e sopravvivenza dei bambini.
 
Circa 30 strutture sanitarie sono state danneggiate nei combattimenti, 13 sono state costrette a chiudere. 

Bombardamenti e minacce di violenze hanno portato alla chiusura di numerose scuole, privando dell'opportunità di studiare a circa 200.000 alunni.
 
Anche il sistema idrico è stato spesso preso di mira dai bombardamenti, mentre la gestione dei rifiuti è al collasso, con notevoli rischi di malattie infettive veicolate dall'acqua e dalla scarsa igiene, come il colera.
 
Anche i 60.000 bambini rifugiati e migranti attualmente presenti nelle aree urbane sono ad alto rischio: più di tutti, i 15.000 minorenni migranti non accompagnati e quelli che sono trattenuti nei famigerati centri di detenzione.
 
Questi bambini avevano già un accesso molto limitato ai servizi di base e a misure di protezione: l’intensificazione dei conflitto ha moltiplicato i rischi per loro.
 
L’UNICEF e le organizzazioni partner sul campo stanno assistendo i bambini e le famiglie nell'ambito della salute e della nutrizione, della protezione, dell'istruzione, per l'acqua e l'igiene.
 
Ci stiamo adoperando inoltre per portare aiuti anche ai bambini rifugiati e migranti trattenuti nei centri di detenzione.
 
Purtroppo, gli attacchi contro la popolazione e le infrastrutture civili, così come quelli contro il personale umanitario e sanitario, rischiano di minare i nostri sforzi.
 
I bambini in Libia si trovano oggi in una situazione insostenibile, che il resto del mondo dovrebbe giudicare come inaccettabile.
 
Chiediamo con urgenza a tutte le parti in conflitto e a coloro che esercitano influenza su di esse di proteggere i bambini, di porre fine al reclutamento e all'utilizzo di minorenni nelle operazioni belliche, di cessare gli attacchi contro le infrastrutture civili e di consentire un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli ai bambini e alle persone in difficoltà.
 
Chiediamo inoltre alle autorità libiche di porre fine alla detenzione di minorenni migranti e rifugiati e di perseguire attivamente alternative sicure e dignitose alla detenzione.
 
In vista della Conferenza di Berlino sulla Libia di domenica 18 gennaio, chiediamo alle parti in conflitto e a coloro che esercitano influenza su di esse di raggiungere urgentemente un accordo di pace completo e duraturo per il bene di ogni singolo bambino in Libia.
 
 
(Dichiarazione di Henrietta Fore, Direttore esecutivo dell’UNICEF)