Aiuti UNICEF ai bambini del Kirghizistan in fuga dalla violenza etnica

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15/06/2010

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Sono per il 90% bambini, donne e anziani i rifugiati fuggiti in massa dagli scontri nel sud del Kirghizistan .

Più di 100.000 di essi si sono rifugiati nel confinante Uzbekistan, per lo più in 75 campi profughi improvvisati intorno alla città di Andijan.

Sette operatori dell’UNICEF stanno monitorando la situazione dei bambini che sono fuggiti dalle violenze, iniziate lo scorso giovedì.

L’UNICEF invierà al più presto  un'équipe specializzata per portare avanti su ampia scala interventi di recupero psico-sociale.

Come prima risposta, in queste ore l’UNICEF ha inviato in Uzbekistan orientale sette camion con aiuti di emergenza per un valore complessivo di 100.000 dollari comprendenti tende, vestiti, coperte, kit sanitari e set per cucinare.

Intanto in Kirghizistan gli aiuti dell’UNICEF - comprendenti farmaci, strumenti  chirurgici, forniture idriche e igieniche per 1.600 persone - hanno raggiunto la città di Osh, dove i combattimenti sono scoppiati lo scorso giovedì.

Tuttavia, a causa della situazione di instabilità, in Kirghizistan le Nazioni Unite non possono ancora accedere alle zone colpite nel Sud del paese.

Report di aggiornamento

Quadro dell’emergenza

Lo scorso 10 giugno violenti scontri etnici tra kirghizi e minoranza uzbeka sono scoppiati nella cittadina meridionale di Osh, al confine con l’Uzbekistan, dove migliaia di giovani di entrambi i gruppi etnici si sono affrontati armati di mazze, spranghe ma anche armi da fuoco. Il Governo ha reagito dichiarando lo Stato di emergenza, imponendo il coprifuoco e inviando truppe nella regione, per arrestare le violenze efferate, gli assassinii e saccheggi contro la popolazione civile, in prevalenza d’etnia uzbeka. Le comunità uzbeke, da parte loro, hanno innalzato barricate controllate da uomini armati, mentre il 13 giugno violenti scontri scoppiavano nell’altra città meridionale di Jalal-Abad, anch’essa popolata prevalentemente dalla minoranza uzbeka, con uccisioni indiscriminate, saccheggi e distruzioni.

Alla data del 25 giugno, le violenze diffuse si sono ridotte a scontri sporadici e le forze di sicurezza governative stanno lentamente riguadagnando il controllo del territorio, sebbene molte aree abitate dalla minoranza uzbeka rimangano barricate e isolate e il paese resti in una situazione d’alta instabilità. Il bilancio ufficiale delle vittime causate dagli scontri etnici tra kirghizi e uzbeki è di 251 persone uccise e oltre 2.000 ferite, ma si teme che il bilancio reale delle vittime possa essere anche 10 volte superiore. Ingenti i danni arrecati, con interi quartieri, abitazioni ed esercizi commerciali completamente distrutti. Si stima che le persone sfollate dalle violenze siano circa 392.000, 92.000 delle quali – in prevalenza donne e bambini - rifugiatesi in Uzbekistan dopo l’inizio degli scontri: secondo i dati a disposizione, negli ultimi giorni 50.000 avrebbero già fatto ritrono in Kirghizistan.

Le violenze scoppiate nel paese dell’Asia centrale, abitato da circa 5,2 milioni di persone, di cui il 15% composto da minoranza uzbeka, seguono i disordini politici e sociali che lo scorso aprile avevano portato alla fuga all’estero del Presidente Bakiev, alle sue dimissioni e alla formazione di un Governo di transizione, che tra le prime misure adottate aveva varato una riforma costituzionale la cui approvazione era stata demandata ad un referendum indetto per il prossimo 27 giugno.

Risposta dell’UNICEF: Kirghizistan

Team dell’UNICEF hanno condotto una missione a Jalal-Abad per monitorare danni e bisogni esistenti e l’UNICEF ha approntato un ponte aereo per l’invio di aiuti nelle due province di Osh e Jalal-Abad, con un centro operativo nell’aeroporto di Osh per gestire la massa di voli umanitari programmati. Finora, l’UNICEF ha inviato i seguenti aiuti:

  • Il 19 giugno 40 tonnellate di aiuti UNICEF sono arrivate all’aeroporto di Bishek dal centro logistico di Copenaghen, raggiungendo con un convoglio umanitario le città di Jalal-Abad (21 giugno) e Osh (22 giugno). Gli aiuti comprendono 8 kit ostetrici contenenti medicinali di base e attrezzature mediche sufficienti per 800 parti; medicinali d’emergenza per la cura contro la diarrea di 10.000 bambini, vitamina A e micronutrienti; 20.000 tra taniche e cisterne di varie dimensioni per la raccolta e conservazione dell’acqua; 88 kit scolastici d’emergenza le Scuole in scatola, sufficienti ciascuno per 80 scolari e 2 maestri - e generi di prima necessità.
  • Un volo UNICEF è giunto a Osh il 23 giugno con 35 tonnellate di scorte mediche d’emergenza, tra cui kit ostetrici, strumenti chirurgici e di rianimazione e altri aiuti, tra cui kit sanitari (con medicinali contro la diarrea, kit da parto e ostetrici) vitamina A e prodotti nutrizionali, kit familiari per l’acqua con compresse per potabilizzare le scorte idriche, recipienti e altri utensili; taniche da 10 litri e cisterne gonfiabili, teli impermeabili; materiali educativi e per la protezione dell’infanzia, tra cui scuole in scatola e kit per la prima infanzia e tende.
  • Programmati altri 2 voli con ulteriori 80 tonnellate di aiuti, il primo previsto per il 25 giugno, con aiuti per l’acqua, l’igiene e la protezione dell’infanzia.
  • Le possibilità d’intervento nelle aree meridionali del Kirghizistan rimangono per ora limitate, e finché le condizioni di sicurezza non miglioreranno, l’UNICEF e le altre organizzazioni umanitarie potrebbero incontrare problemi di natura logistica per la distribuzione degli aiuti nelle aree colpite.<!--[endif]-->
  • L’UNICEF programma l’apertura di un ufficio distaccato nella città di Osh non appena possibile, fondi permettendo, di fondamentale importanza per il coordinamento degli aiuti e l’attuazione degli interventi nel Kirghizistan meridionale.

Sostegno ai campi profughi in Uzbekistan

In Uzbekistan, l’UNICEF sta distribuendo aiuti per i profughi in fuga dalle violenze, tra cui tende, generi di primo conforto, insieme a medicinali e prodotti per l’igiene, quale parte della risposta integrata all’emergenza. L’UNICEF è stata tra le prime organizzazioni umanitarie a portare assistenza nei campi profughi, dove il 90% dei rifugiati sono donne e bambini, dopo lo scoppiare della crisi in Kirghizistan. Per rispondere ai bisogni di donne e bambini nei campi l’UNICEF sta procurando oltre 2 milioni di dollari di aiuti d’emergenza - inclusi kit sanitari e per l’igiene, taniche e cisterne idriche, giochi per bambini – sufficienti per oltre 100.000 persone per un periodo di 3 mesi. L’UNICEF ha inoltre fornito 110.000 dosi di vaccino contro morbillo e parotite e 330.00 dosi contro la polio saranno inviate il 26 giugno insieme a vitamina A e farmaci contro i parassiti intestinali. Oltre

192.000 litri d’acqua potabile stanno venendo distribuiti da autobotti nei campi profughi, il che richiede una grande quantità di compresse di cloro per potabilizzare le scorte idriche.

Appello ONU di raccolta fondi per la risposta all’emergenza e ruolo dell’UNICEF

Il 18 giugno l’ONU ha lanciato un appello di raccolta fondi per approntare un piano di risposta all’emergenza in atto in Kirghizistan: l’appello, che sarà oggetto di revisione tra circa un mese, quando si avranno maggiori informazioni su entità dei danni provocati dagli scontri e popolazioni civili bisognose di soccorso, stima necessari per una prima risposta all’emergenza 71,145,639 milioni di dollari. Nel quadro del piano di risposta approntato dalle Nazioni Unite, l’UNICEF stima necessari per i propri interventi d’emergenza 9.790.000 dollari, da condurre nei settori sanitario e nutrizionale, idrico e igienico-sanitario, della protezione dell’infanzia e dell’istruzione. Nell’ambito del sistema di coordinamento degli interventi tra le Agenzie ONU, le istituzioni del Paese e le Ong partner, l’UNICEF svolge un ruolo di agenzia guida per i settori idrico-igienico-sanitario e dell’istruzione, e una preminente funzione di supporto nei settori sanitario e della protezione dell’infanzia.

Fondi necessari e beneficiari degli interventi del primo piano di risposta dell’UNICEF

Di seguito i fondi stimati necessari e le popolazioni beneficiarie degli interventi previsti dal piano d’emergenza dell’UNICEF in Kirghizistan:

Settore di intervento

Fondi necessari

Beneficiari

Sanità e nutrizione

3 milioni di dollari

1,2 milioni di persone, in maggioranza donne e bambini

 

Acqua e igiene

1,6 milioni di dollari

 

350.000 persone

Protezione dell’infanzia

1,7 milioni di dollari

150.000 donne e bambini

 

Istruzione

3,09 milioni di dollari

200.000 bambini di scuola materna e primaria

 

Rifugi d’emergenza

350.000 dollari

100.000 bambini

 

 

15/06/2010

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