Torna la pace in Kirghizistan, prosegue l'azione umanitaria

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06/07/2010

Si evolve in senso positivo la situazione in Kirghizistan, il paese dell'ex URSS sconvolto nelle scorse settimane da sanguinosi scontri tra kirghizi e minoranza uzbeka, che hanno provocato almeno 310 vittime e migliaia di feriti e costretto centinaia di migliaia di persone ad abbandonare precipitosamente le proprie abitazioni.

Nella regione meridionale del paese, epicentro dell'ondata di violenza, regna una calma apparente, favorita dalla presenza massiccia di operatori umanitari e dal processo di pacificazione e democratizzazione promesso dalla neo-presidente Roza Otunbayeva.

Anche i circa centomila profughi che erano fuggiti nel confinante Uzbekistan all'apice della crisi sono quasi tutti rientrati in Kirghizistan, ma nelle province di Osh e Jalalabad i segni dei combattimenti sono visibili ovunque.

L'UNICEF e le altre organizzazioni umanitarie devono ora fronteggiare il difficile compito di garantire aiuti agli oltre 200.000 sfollati bisognosi di assistenza, in massima parte bambini, donne e anziani. La maggior parte degli sfollati hanno subito danni alle abitazioni, e molti sono ospiti presso parenti o amici in situazioni di sovraffollamento che oltre a provocare pesanti disagi acuiscono il rischio di malattie e contagi.

Una violenza insensata

Il Kirghizistan attraversa da diversi mesi una fase di grave instabilità politica. Il colpo di Stato del 7 aprile scorso, che ha portato al potere Roza Otunbayeva in quella che è stata denominata la "rivoluzione dei tulipani", ha di fatto aperto la strada al dilagare di una violenza che ha dato sfogo al malcontento per la corruzione del ceto politico, il costante degrado delle condizioni economiche e infine è sfociata in un'aggressione alla minoranza uzbeka, che finora aveva convissuto pacificamente con il resto della popolazione.

Secondo molti analisti, l'alcool e il teppismo più che una radicata contrapposizione etnica sono i reali protagonisti dei sanguinosi incidenti del 10 giugno. Infatti, con l'instaurazione del coprifuoco (che rimarrà in vigore fino al prossimo 10 agosto) e con il divieto di vendita di alcolici il tasso di violenza è drasticamente scemato, consentendo agli sfollati un rientro in massa con una rapidità tale da sorprendere gli stessi operatori umanitari.

L'azione dell'UNICEF

L'UNICEF è parte dei gruppi (cluster) di agenzie ONU che sovrintendono agli interventi nel settore sanitario, nutrizionale e della protezione sociale, ed è agenzia leader nei settori idrico-igienico e dell'educazione.

Il nostro intervento si sta concentrando sulla fornitura di acqua potabile, sapone e articoli per l'igiene personale alle famiglie che ospitano sfollati e alle scuole che già prima della crisi erano prive di acqua corrente o servizi igienici decenti, in vista della riapertura dell'anno scolastico a inizio settembre. 

Centinaia di tonnellate di aiuti sono giunti in Kirghizistan tramite un ponte aereo umanitario con partenza da Copenaghen, sede della Supply Division, il centro logistico internazionale dell'UNICEF.

Un altro fronte di attività urgenti è quello dell'assistenza psicologica. Moltissimi bambini e ragazzi denunciano sintomi di traumi e stress, e l'UNICEF sta rapidamente formando team di psicologi locali e creando "spazi a misura di bambino" (child-friendly spaces) dove i giovanissimi possono svolgere attività ricreative e iniziare a dialogare con operatori sociali esperti.

Il governo kirghizo ha anche chiesto collaborazione all'UNICEF per identificare le famiglie che dopo i disordini avranno maggiore bisogno di sussidi statali per sopravvivere.

L'appello dell'ONU alla comunità internazionale per soccorrere la popolazione del Kirghizistan è rimasto finora inascoltato: soltanto il 16% dei fondi richiesti ai Paesi donatori (circa 73 milioni di dollari per i prossimi 6 mesi) sono stati ricevuti o promessi.

La quota di questo appello destinata agli interventi dell'UNICEF è di 9,8 milioni di dollari e risulta al momento finanziata per circa il 42%.

Verso la democrazia

Il 27 giugno si è tenuto un referendum sulla nuova Costituzione, che prevede una riduzione dei poteri presidenziali e l'instaurazione di una democrazia parlamentare, la prima nella regione asiatica dell'ex URSS. L'afflusso alle urne è stato superiore alle attese, e un sorprendente 90% di votanti ha approvato la nuova carta costituzionale.

Il 3 luglio la presidente Otunbayeva ha giurato fedeltà alla nuova Costituzione, promettendo riforme economiche e tutela dei diritti civili e diventando così la prima presidente donna di uno Stato dell'Asia centrale. A ottobre si terranno le elezioni politiche che ridisegneranno il Parlamento nazionale.

 L'appello UNICEF per il Kirghizistan

Settore di intervento

Fondi necessari

Beneficiari

Sanità e nutrizione

3 milioni di dollari

1,2 milioni di persone, in maggioranza donne e bambini

 

Acqua e igiene

1,6 milioni di dollari

 

350.000 persone

Protezione dell’infanzia

1,7 milioni di dollari

150.000 donne e bambini

 

Istruzione

3,09 milioni di dollari

200.000 bambini di scuola materna e primaria

 

Rifugi d’emergenza

350.000 dollari

100.000 bambini

 

 

06/07/2010

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