Emergenza Libia, un abitante su dieci in fuga per la guerra

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06/07/2011

La situazione umanitaria continua a essere di estrema gravità in Libia, dove non si intravede una soluzione al conflitto in corso ormai da oltre quattro mesi.

Proseguono senza sosta i combattimenti tra forze fedeli a Gheddafi e insorti. Ora che Misurata - la terza città della Libia - è stata definitivamente conquistata dalle milizie ribelli, si segnalano pesanti scontri nella regione delle montagne Nafusa, con notizie di pesanti e indiscriminati bombardamenti delle truppe governative sui centri abitati, in particolare sulle città di Nalut, Yefran e Zintan.

La fuga degli stranieri

Al di fuori dei confini libici si svolge l'odissea dei profughi, in massima parte lavoratori stranieri originari di altri Paesi africani o medio-orientali.

Infatti, la maggioranza dei cittadini libici che avevano varcato la frontiera con la Tunisia o con l'Egitto sono rientrati in patria, sia perché alcune zone sono relativamente tranquille (soprattutto in Cirenaica, la regione orientale del paese, saldamente in mano agli insorti) sia per la speranza di imbarcarsi verso l'Europa.

Sono oltre 19mila i migranti che dalla Libia sono partiti via mare verso l'Italia, e si stima che 1.200 non siano mai arrivati a causa delle frequenti tragedie che funestano queste pericolosissime traversate.

Secondo le stime più aggiornate dell'ONU (vedi cartina) sono 940.000 le persone che hanno lasciato almeno temporaneamente la Libia dall'inizio della crisi. Al netto dei cittadini libici rientrati, sono 700.000 coloro che non vi hanno più fatto ritorno: ciò equivale a dire che in poche settimane la Libia ha perso circa un decimo dei suoi abitanti!

Negoziati umanitari

Una missione di cui fanno parte rappresentanti dell'UNICEF e delle altre agenzie umanitarie delle Nazioni Unite, guidata dal Coordinatore ONU per l'emergenza libica Al-Khatib, ha incontrato le autorità fedeli al regime a Tripoli il 28 maggio e sta in queste ore conducendo un analogo incontro a Misurata e Bengasi, in mano agli insorti.

Obiettivo di queste e altre missioni (in programma anche a Kufrah, nel sud e a Khums, in Tripolitania) è di verificare i bisogni della popolazione civile e le condizioni di sicurezza per prestare soccorsi.

L'azione dell'UNICEF

L'UNICEF ha aperto un proprio centro logistico a Bengasi, dove a breve si trasferirà lo staff dell'organizzazione che finora ha prestato assistenza dal territorio egiziano. Non appena le condizioni lo consentiranno, l'UNICEF intende aprire un altro centro operativo nella capitale,Tripoli.

L'UNICEF guida le operazioni di tutte le agenzie umanitarie nel settore Acqua e Igiene e, insieme a Save the Children, nel settore Istruzione.

Per conoscere più in dettaglio le nostre attività in corso in Libia e nei paesi confinanti, leggi l'ultimo rapporto di aggiornamento.

Il 18 maggio l'ONU ha ampliato il suo appello alla solidarietà internazionale. All'interno di esso, la quota richiesta dall'UNICEF ai suoi donatori per prestare soccorsi all'infanzia e alle famiglie con bambini è di circa 20 milioni di dollari. A oggi l'appello risulta finanziato soltanto per il 39% della somma necessaria.

Documenti disponibili

Emergenza Libia - Mappa sugli spostamenti di popolazionepdf / 808 kb

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Emergenza in Libia - L'intervento dell'UNICEF (aggiornamento: 1°/7/2011)pdf / 484 kb

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06/07/2011

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