Giornata del popolo Rom, per l'Italia ancora lungo il cammino verso l'integrazione

3 minuti di lettura

07/04/2013

Oggi, 8 aprile 2013, ricorre la Giornata internazionale del popolo Rom (Romano Dives in lingua Romanes), istituita nel 1990 per celebrare il primo Congresso mondiale della Nazione Romanì,  avvenuto a Londra nel 1971.

La comunità Rom rappresenta  la più grande minoranza etnica europea, con oltre 11 milioni di persone

In Italia, le ultime stime attestano la presenza di un numero che si aggira tra le 130.000 e le 170.000 persone, almeno metà dei quali con cittadinanza italiana e per oltre il 60% minorenni.
 
I dati europei  confermano la giovane età della popolazione Rom: il 35,7% ha un’età inferiore a 15 anni.
 
Tutti i Paesi del mondo accolgono sul proprio territorio persone appartenenti a minoranze nazionali, etniche, religiose o linguistiche, e sebbene esista una grande varietà di situazioni, ciò che le accomuna è il fatto che troppo spesso tali minoranze fronteggiano forme di discriminazione che sfociano in episodi di emarginazione ed esclusione sociale.
 

Popolo Rom: molto giovani, molto discriminati

  • per il 56% degli Europei la discriminazione su base etnica è la più diffusa
  • per il 75% di essi (e per il 74% degli Italiani) il popolo Rom è un gruppo sociale a rischio di discriminazione
  • per il 53% degli Europei la società trarrebbe giovamento da una migliore integrazione del popolo Rom.
Il Comitato ONU sui Diritti dell’infanzia, organo che ha il compito di monitorare l’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza da parte degli Stati che l’hanno ratificata, ha rivolto all’Italia numerose raccomandazioni rispetto alla condizione dei minorenni Rom che vivono sul territorio nazionale. 

In particolare, nelle sue più recenti Osservazioni conclusive rivolte all'Italia (ottobre 2011)  il Comitato ha espresso rilievi sui seguenti aspetti:  
le discriminazioni riguardo il diritto alla salute, all’istruzione, a un adeguato standard di vita, alla sicurezza sociale (punti 24 e 25)
l’elevato numero dei minorenni Rom presenti all’interno del sistema della giustizia minorile, contrapposto al fatto che pochi di loro, rispetto ai loro coetanei,  riescono a godere, in base ai requisiti previsti dalla legge, di misure alternative alla detenzione (punti 77-78)
gli alti tassi di mortalità infantile, l’alta incidenza di malattie croniche ed infettive, i bassi tassi di vaccinazione e l’accesso limitato alle strutture sanitarie e ai servizi sociali cui sono soggetti i bambini Rom, così come la loro esposizione al rischio di pratiche tradizionali dannose, come i matrimoni precoci, nonché l’associazione della loro immagine a stereotipi e luoghi comuni (punti 79-80).
 

Minori Rom in una scuola di Podgorica, capitale del Montenegro - ©UNICEF Montenegro/Risto Bozovic

Due campagne UNICEF per i diritti dei minori in Italia

L’UNICEF coglie l’occasione della ricorrenza odierna per ribadire, con la campagna “Io come Tu”,  i principi - che sono alla base della citata Convenzione sui diritti dell’infanzia - dell’uguaglianza nei diritti e dell’eliminazione delle discriminazioni per tutti i minori, a partire dai più vulnerabili, come quelli appartenenti a minoranze etniche. 
 
Nelle proposte per l’attuale Legislatura contenute nel documento “Diritti in Parlamento”, l’UNICEF Italia ha richiesto un impegno specifico a Governo e Parlamento a garanzia dei diritti dei bambini e degli adolescenti appartenenti a minoranze, tramite l’approvazione e il monitoraggio di strumenti quali il “Piano d’Azione Nazionale contro il razzismo e per la prevenzione e il contrasto della discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza” nonché la realizzazione di politiche nazionali integrate e la previsione nel prossimo Piano Nazionale Infanzia di una parte dedicata alla promozione dei diritti dei bambini e degli adolescenti  Rom, Sinti e Camminanti.
Documenti disponibili

Quadro UE per l'integrazione dei Rom (2011-2020)pdf / 118 kb

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07/04/2013

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