L'UNICEF su Giornata Mondiale dell’alimentazione
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Oggi, in occasione della Giornata Mondiale dell’alimentazione l’UNICEF ricorda che la crisi climatica e la malnutrizione infantile sono indissolubilmente legate. Secondo un recente rapporto dell’UNICEF si stima che entro il 2050 i cambiamenti climatici causeranno, a livello globale, ulteriori 28 milioni di bambini colpiti da malnutrizione e 40 milioni di bambini con ritardo della crescita. Con l’aumento delle emissioni di gas serra il mondo continuerà a riscaldarsi, determinando profondi cambiamenti climatici che influenzeranno tutti i fattori determinanti della nutrizione infantile.
Anche il numero di bambini colpiti da carenze di micronutrienti e proteine potrebbe aumentare di centinaia di milioni entro il 2050 a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, con ripercussioni su tutte le fasce d’età, compresi i bambini in età scolare e gli adolescenti. Si prevede inoltre che i cambiamenti climatici determinino un aumento dell’obesità infantile ben oltre quello causato da fattori non climatici, poiché il caldo estremo riduce l’attività fisica e le abitudini alimentari tendono a fare maggiore affidamento su alimenti ultra-trasformati.
Inoltre, si stima che l’El Niño previsto per il 2026-2027 – un fenomeno climatico ricorrente che riscalda alcune zone dell’Oceano Pacifico e altera i sistemi meteorologici in tutto il mondo – diventerà uno dei più intensi mai registrati. Per i bambini che vivono in paesi in crisi e colpiti da conflitti, come l’Afghanistan o il Ciad, El Niño può rappresentare una minaccia diretta alla sopravvivenza, aggravando la fame e la malnutrizione in contesti in cui i conflitti, gli sfollamenti e l’accesso limitato ai servizi essenziali hanno già reso i bambini estremamente vulnerabili.
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