Siria, la direttrice generale dell'UNICEF chiede che i bambini siano al centro della ricostruzione del paese

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01/10/2026

La direttrice generale dell'UNICEF Catherine Russell ha realizzato una missione di tre giorni in Siria, durante la quale ha chiesto che i bambini siano posti al centro della ricostruzione del Paese, ora che le famiglie stanno tornando a casa.

Con milioni di siriani che tornano a casa, Russell ha sottolineato che il sostegno ai bambini e alle famiglie rappresenta una priorità fondamentale nella transizione e nella ricostruzione della Siria, compreso il ripristino dell’accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria, all’acqua potabile e ai servizi di protezione.

Russell ha incontrato funzionari governativi e altri partner e ha ribadito l’impegno dell’UNICEF a sostegno dei bambini e dei giovani in tutta la Siria. Gli incontri si sono concentrati sulle esigenze delle famiglie che fanno ritorno, sul ripristino dei servizi essenziali e su maggiori investimenti a favore dei bambini e degli adolescenti.

Durante la missione, Russell ha incontrato bambini e famiglie nelle comunità impegnate nella ricostruzione dopo anni di conflitto. Nella zona rurale di Damasco, ha visitato una scuola e un centro di salute materno-infantile e un impianto idrico che sono stati ripristinato, dove i servizi sostenuti dall’UNICEF stanno aiutando le famiglie a riottenere l’accesso ai servizi essenziali di istruzione, salute e approvvigionamento idrico.

“Per oltre un decennio, la storia della Siria è stata raccontata principalmente attraverso la lente del conflitto, della perdita e dello sfollamento. Oggi, stiamo iniziando a vedere una storia di resilienza e speranza”, ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice Generale dell’UNICEF. "Ho incontrato bambini e famiglie che sono tornati a casa per ricostruire le loro vite. Questo è il momento di mettere i bambini al centro degli sforzi di ricostruzione e di investire nella salute, nell’istruzione e nei servizi idrici di cui hanno bisogno per costruire un futuro più luminoso per sé stessi e per la Siria".

Nonostante i rientri, milioni di bambini hanno ancora bisogno di assistenza

Da dicembre 2024, si stima che 1,67 milioni di rifugiati siano tornati in Siria dai paesi confinanti, mentre 1,9 milioni di sfollati interni sono rientrati, per lo più nelle loro zone di origine. Milioni di persone rimangono sfollate e molte famiglie stanno tornando in comunità in cui i servizi essenziali e le infrastrutture sono stati gravemente danneggiati da anni di conflitto.

I bisogni umanitari rimangono immensi. Milioni di bambini continuano ad aver bisogno di assistenza, mentre le comunità che accolgono le famiglie di ritorno devono far fronte a una pressione crescente su scuole, strutture sanitarie, sistemi idrici e servizi di protezione.

L’UNICEF chiede un sostegno continuativo a favore dei bambini in Siria attraverso finanziamenti flessibili, prevedibili e pluriennali. Sono necessari investimenti continui per rafforzare il sistema scolastico, sanitario, idrico e per la protezione dell’infanzia, sostenere le comunità che accolgono le famiglie di ritorno e garantire che ogni bambino abbia l’opportunità di sopravvivere e prosperare.

L’UNICEF esorta le autorità siriane a porre i diritti e i bisogni dei bambini al centro del futuro della Siria. Un investimento costante a favore dei bambini è essenziale per gettare le basi della ripresa delle comunità e dello sviluppo a lungo termine del Paese.

01/10/2026

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