Minori migranti e rifugiati

Inclusione sociale e partecipazione

Inclusione sociale e partecipazione dei minorenni migranti e rifugiati

Lo sbilanciamento territoriale dell’offerta dei percorsi di istruzione e formazione per giovani migranti e rifugiati costituisce la sfida principale al loro accesso ad opportunità formative e lavorative sul territorio, specialmente nel passaggio all’età adulta. L’inclusione sociale e lavorative dei minorenni e neomaggiorenni necessita di un approccio integrato che tenga conto di vari fattori, a partire dalla sfera educativa e formativa fino alla partecipazione e cittadinanza attiva.

Per questo l’UNICEF è intervenuto con azioni volte a promuovere piattaforme e-learning per lo studio autonomo della lingua italiana; lo sviluppo di competenze trasversali e capacità imprenditoriali; la promozione di percorsi socio-ricreativi rivolti ai giovani, supporto per la partecipazione e l’inclusione sociale dei giovani migranti e rifugiati.

Idee in azione per UPSHIFT

A lezione per acquisire competenze utili per entrare nel mondo del lavoro e per favorire la conoscenza reciproca e l’inclusione sociale. È il percorso di educazione all’imprenditorialità portato avanti dall'UNICEF tra Lazio e Sicilia.

Idee in azione per UPSHIFT coinvolge giovani italiani, migranti e rifugiati promuovendo il dialogo e la riflessione su problemi comuni alla comunità e, attraverso l’aiuto di esperti del settore privato, li aiuta a ragionare su idee imprenditoriali a impatto sociale, con un ritorno positivo nelle comunità in cui ragazze e ragazzi vivono.

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UPSHIFT breve opuscolopdf / 3.89 Mb

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U-Report on the Move

La piattaforma presente in quasi 70 paesi con oltre 10 milioni di iscritti è stata sperimentata in Italia in una versione rivolta ai minori stranieri non accompagnati. U-Report on the Move è uno strumento versatile e gratuito che oggi dà voce a oltre 5.700 giovani rifugiati e migranti e fornisce loro informazioni utili per il loro percorso in Italia.

Le risposte ai bisogni evidenziati sono fornite anche grazie alla rete di U-Partner, esperti che forniscono consulenza legale e su tematiche specifiche. Tra le iniziative collegate anche U-Blogger, un programma di internship che permette a ragazze e ragazzi di esprimersi in modo creativo sui temi che li riguardano. Nell’ambito di U-Report on the Move – a partire dalle richieste di percorsi di inclusione e partecipazione avanzate dai giovani, è stato sperimentato anche U-Topia, un progetto per la promozione della cittadinanza attiva, che coinvolge giovani italiani e migranti nei processi decisionali a livello municipale.

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U-Report on the Move, la voce dei ragazzipdf / 61.90 Mb

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U-Topia, percorsi di cittadinanza attiva

U-Topia nasce per promuovere la partecipazione e l’inclusione dei giovani a livello territoriale. Il progetto, finanziato dal Fondo Migranti e Rifugiati della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa, è rivolto a giovani di età compresa tra i 16 ed i 24 anni e si divide in 2 fasi: la prima consiste in un percorso formativo in aula su cittadinanza attiva e partecipazione, la seconda ha come focus invece un processo di ascolto nei territori.

Il progetto mira così a evidenziare i bisogni dei giovani in quanto membri di una comunità. In risposta alle esigenze evidenziate sono stati proposti nel corso della programmazione laboratori di sviluppo delle competenze e attività socio-ricreative. Nell’edizione 2021 sarà inoltre possibile partecipare agli innovation camp di UPSHIFT per passare dalla fase di individuazione dei bisogni alla proposta attiva di soluzioni e idee imprenditoriali a impatto sociale.

Activate Talks

Gli Activate Talks sono il format di UNICEF pensato per mettere i giovani a confronto con istituzioni, organizzazioni della società civile e settore privato.

L’iniziativa coinvolge giovani italiani, migranti, rifugiati e richiedenti asilo sulle tematiche di loro interesse mettendo in risalto buone pratiche, azioni positive implementate e suggerite da ragazze e ragazzi stessi per rispondere a bisogni specifici.

Quattro le tematiche principali affrontate nel corso dei talk lo scorso anno: l’impegno civico e l'inclusione sociale attiva, con storie di ragazzi che si sono distinti per l’impegno nelle comunità in cui vivono; storie di innovazione sociale tra percorsi formativi e start-up di impresa; ancora, sugli antidoti ai linguaggi della discriminazione e, infine, sulle soluzioni di protezione alternative. Il focus di quest’anno ha riguardato invece la risposta dei giovani all’emergenza, con le storie di resilienza raccolte nel corso della pandemia.

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L'iniziativa The Future We Want

“The Future We Want” è il Manifesto post-COVID degli adolescenti in Italia. Si tratta di un’agenda in 10 punti che nasce da un processo di consultazione di giovani italiani, migranti e rifugiati basato sul vissuto del periodo di lockdown e sulle loro idee per il futuro. 22 giovani hanno partecipato e focus group guidati e costruito un questionario che hanno rivolto ai loro coetanei.

Tra i focus: la soddisfazione per la vita, le relazioni, il benessere economico, scuola e lavoro, ambiente e salute. All’indagine hanno risposto oltre 2.000 giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Tra i principali risultati: la riscoperta da parte dei giovani dei legami familiari, la resilienza e l’attenzione verso società più eque e per un sistema ecosostenibile, l’alta percezione legata al rischio di violenza domestica. Infine, elemento trasversale a tutte le aree indagate, l'utilità del digitale che, tuttavia, non compete con le relazioni umane.

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