Povertà

Lost in Education

Lost in Education (2016-ADN-00210) è un progetto di contrasto alla povertà educativa minorile in Italia per garantire ai giovani opportunità di apprendimento attraverso la costruzione di comunità educanti. Il progetto è realizzato dal Comitato Italiano per l’UNICEF - Fondazione ONLUS in collaborazione con Arciragazzi (Nazionale, Sicilia, Liguria, Lazio, Lombardia), Arci Liguria, 13 Istituti Comprensivi e 6 Scuole Secondarie di II grado in 7 regioni: Lazio, Lombardia, Sicilia, Puglia, Liguria, Sardegna, Friuli Venezia Giulia.

Gli obiettivi del progetto sono:

  • far sì che le ragazze e i ragazzi si percepiscano come attori trasformativi della propria comunità;
  • rafforzare la centralità della scuola come luogo educativo e aumentare il supporto della comunità intorno ad essa;
  • attivare un modello di comunità educante basato su un patto collettivo che valorizza le risorse della comunità e le orienta verso una educazione di qualità;


L’impatto del progetto è affidato al Laboratorio FOIST per le Politiche Sociali e i Processi Formativi dell’Università degli Studi di Sassari - Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali.

Il progetto, selezionato da Con i Bambini, è sostenuto dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, nato da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria - Acri, Forum Nazionale del Terzo Settore e Governo per interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. 

il progetto in cifre

600

docenti

900

famiglie

4500

ragazzi tra 11 e 17 anni

Essere Comunità educante: il 2 dicembre l'evento di confronto tra ragazzi e istituzioni

I prossimi 1 e 2 dicembre 2021 a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, si terrà il forum "Essere Comunità educante: la parola ai ragazzi e alle ragazze": un hackathon che coinvolge i giovani della comunità di pratiche di Lost in education. Nel Forum vedremo quanto i ragazzi e le ragazze si sentano attori trasformativi e quindi di che cosa hanno bisogno e come immaginano la Scuola per "agire concretamente" sui Patti Educativi di Comunità e contribuire alla costruzione della comunità educante.

Il 1 dicembre il Forum avrà inizio con un incontro a porte chiuse tra i portavoce delle 18 scuole partner: si discuteranno i risultati fin qui raggiunti con il progetto e le istanze elaborate insieme ai loro compagni.

Il  2 dicembre a partire dalle ore 10.30 si terrà l'evento aperto al pubblico, che si potrà seguire in streaming su questa pagina e sui canali social dell'UNICEF.

Sarà un momento di restituzione da parte degli studenti del lavoro del giorno precedente e di confronto con le Istituzioni. 

Documenti disponibili

Programma Forum 2 dicembre Lost in Educationpdf / 579 kb

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Locandina Conferenza Lost in Education 1-2 dicembrepdf / 577 kb

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Segui la diretta streaming: il 2 dicembre alle 10:30

Lo streaming sarà attivo solo in corrispondenza dell'evento del 2 dicembre a partire dalle ore 10:30

La strategia del progetto

Il progetto si basa su 3 linee strategiche:

  • un processo educativo riletto secondo l’art.29 della CRC e costruzione di setting educativi territoriali che valorizzano il capitale educativo, i ragazzi sono co-attori e attori trasformativi (soft skills di cittadinanza attiva)
  • riconoscimento del ruolo sociale della scuola e costruzione di "ponti" tra scuola e territorio (dentro/fuori scuola). La scuola si rende "permeabile" e certifica il processo educativo della comunità
  • emersione e valorizzazione del capitale educativo di una comunità (Asset-Based Community Development)

Le azioni

Il progetto si articolo in tre tipi di azioni:

Azioni positive

MAP - Mappe di Comunità Educante: processi culturali tramite il quale una comunità disegna i contorni del proprio patrimonio educativo.  

Tavoli di partecipazione attiva: sono forum territoriali, lo spazio in cui scambiare buone prassi e individuare strategie comuni alle situazioni di povertà educativa o di disagio sociale. 

Percorsi operativi territoriali: laboratori misti studenti, docenti, famiglie e attori sociali e hanno la finalità di costruire "setting educativi territoriali” per valorizzare il capitale educativo. 

SAT - Scuola Aperta al Territorio: biblioteca scolastica che diventa di quartiere; orti urbani nel giardino della scuola; teatro a scuola; percorsi sicuri scuola/casa con la collaborazione dei negozi lungo la via; etc.

Azione di sistema del progetto

“Strategia ACE - Attestazione di comunità educante”: la modellizzazione del percorso, nell’ultimo anno di progetto, sosterrà processi di "pattuizione territoriale" tra scuole, famiglie, soggetti di TS e EELL (è previsto la sottoscrizione di almeno 17 patti territoriali).

Azioni trasversali

Percorsi operativi individuali: gruppi di lavoro operatori/docenti e presa in carico educativa. La presa in carico educativa (una funzione di tutoring/coaching) si centra sui minorenni.

Azione di supporto per i docenti: tre cicli di formazione di 6-12 ore per anno destinati ai docenti (referente di progetto; dei gruppi classe; etc.), con la finalità di accompagnare le principali azioni di progetto: mappatura, percorsi operativi territoriali e scuola aperta al territorio.

Incontriamoci e Raccontiamoci: laboratori di comunità: sono spazi di incontro tra scuola, comunità scolastica e territorio. 

Ragazzi coinvolti nel progetto Lost in Education di UNICEF, in Italia

La povertà educativa

La povertà educativa minorile è “un processo che limita i diritti dei bambini ad un’educazione e li priva dell’opportunità di imparare e sviluppare competenze cognitive e non cognitive”.

La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) sottolinea il diritto ad un’educazione di qualità, incentrata sul bambino e sull’adolescente, per costruire le capacità e le competenze utili ad affrontare la vita e a garantirne il pieno godimento. Un diritto rafforzato anche dall’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 per un’educazione di qualità, equa ed inclusiva.

La povertà educativa lede questo diritto e priva i bambini e i ragazzi delle opportunità di realizzare le loro piene potenzialità, riducendo le possibilità di apprendere, sviluppare, sperimentare e realizzare i propri talenti e aspirazioni.

Nel 2018

Il progetto in numeri

7regioni

Sicilia, Sardegna, Puglia, Lazio, Liguria, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia

17territori

coinvolti nel progetto

20scuole

tra Istituti Comprensivi e Scuole Secondarie di II grado

Le scuole e le equipe territoriali

Le scuole sono il cuore del progetto e il presidio educativo di riferimento, insieme ai partner

I.C. Spilimbergo (PN)

a.    Marianna Colonello – community manager 
b.    Francesca Floreani – formatrice 
c.    Anna Sarcinelli – docente referente

    I.I.S. Enrico De Nicola - Sesto San Giovanni (MI)
     
    a.    Benedetta Rossi – community manager 
    b.    Marina Medi – formatrice 
    c.    Michele De Felice – docente referente

      IC. Mario Novaro – Imperia

      1. Donatella Lasagna – community manager
      2. Emanuele Morandi – formatore
      3. Pansieri Rosanna – docente referente

      I.S. E. Ruffini – D. Aicardi – Taggia (IM)

      1. Walter Massa – community manager  
      2. Giulia Nelli – formatrice  
      3. Marianela Gonzalez – docente referente    

      IC. Andrea Doria - Vallecrosia (Imperia)

      1. Fabio Boero – community manager
      2. Tecla Magliano – formatore
      3. Cagnacci Silvia – docente referente 

      I.S.S. Einaudi, Casaregis, Galilei  – Genova

      1. Maria Giovanna Fiumanò – Community manager e formatore
      2. Stefania Iaconisi – docente referente

      IC. Arenzano – Genova (GE)

      1. Nicola Mangini – community manager
      2. Maria Giovanna Fiumanò – formatore
      3. Carla Robello – docente referente

      I.C. Busalla – Mignanego (Ge) 

       I.C. Uruguay – Roma

      1. David Mannini -community manager
      2. Roberta Franchitti – formatore
      3. Orietta Mancinelli – docente referente

      I.C. Roccagorga Maenza – Latina

      1. Giulia Bevilacqua – community manager
      2. Natalina Ciarmatore – formatore
      3. De Angelis Giovanni Carlo – docente referente 

      I.S.S. San Benedetto – Latina

      1. Beatrice Ciacciarelli – community manager
      2. Alessia Tarda – formatore
      3. Borrelli Annamaria – docente referente

      I.C. Europa AlighieriTaranto

      1. Tiziana Magrì – community manager e formatrice
      2. Marasso Anna Maria – docente referente

      C.S. C.G. Viola – Taranto

      1. Tiziana Macrì – community manager e formatrice
      2. Mastronardi Maria Franca – formatore
      3. Rafaella Amoroso – docente referente

      IC. Novara di Sicilia – Messina (ME)

      1. Serenella Eros Catalano – community manager e formatore
      2. Crisafulli Giacoma – docente referente

      I.C. L. Pirandello - Mazzara del Vallo (Trapani)

      1. Stefania Licari – Community manager 
      2. Rossella Di Giovanni – formatrice
      3. Crisafulli Gianni Maria – referente scuola

      IC. Sturzo Sappusi – Marsala (TP)

      1. Esmeralda Prinzivalli – community manager
      2. Elena Mistretta – formatore
      3. La Francesca Antonella – docente referente

      T.E T. G. Garibaldi – Marsala (TP)

      1. Esmeralda Prinzivalli – community manager
      2. Elena Mistretta – formatore
      3. Nicoletta Reina – docente referente 

      I.S.N. Pellegrini – Sassari

      1. Valentina Sias – community manager e formatore
      2. Solinas Mauro – docente referente

      I.C. Su Planu – Selargius (CA)

      1. Valentina Sias – community manager e formatore
      2. Gemma Marras - docente referente

      Essere comunità educante ai tempi del COVID

      Nonostante le difficoltà, le relative criticità che hanno contraddistinto il 2020 (con particolare riferimento al settore scolastico), il progetto è stato in grado di garantire un adeguato livello di avanzamento assicurando una buona continuità.
      Questo ha permesso di mantenere attivi tutti i soggetti precedentemente coinvolti in ottica di comunità educante.

      La collaborazione degli Istituti scolastici è stata determinante per proseguire le attività laddove possibile, rimodulando le azioni con metodologie a distanza e strategie di partecipazione che rispondessero ai bisogni dei ragazzi e delle ragazze.

      La didattica on-line, in molte scuole, ha avuto e sta avendo una fase di rodaggio e problemi legati alle difficoltà delle famiglie in termini di competenza informatica, alla mancanza di strumentazione adeguata nelle abitazioni degli studenti: mancanza di dispositivi, connessione scarsa o assente tra le altre cose. 

      Comunità educanti insieme, anche al tempo del COVID-19. Guarda il video

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