Povertà

Lost in Education

Ciò che i ragazzi e le ragazze diventeranno da adulti sarà il risultato delle risorse e delle opportunità che verranno offerte loro. Vivere in un ambiente accogliente e creativo consente ai bambini e ai ragazzi di conoscere i propri diritti ed essere in grado di progettare scelte di vita guardando al futuro con fiducia.

Il progetto Lost in Education del Comitato Italiano per l’UNICEF - Fondazione ONLUS è nato con questa finalità ed è tra i 17 progetti multiregionali approvati da Con i Bambini cui è affidata l’operatività del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile attraverso il Bando Adolescenza (11-17 anni). 

Il progetto è realizzato in partnership con Arciragazzi nazionale, Sicilia, Taranto, Liguria, Lazio, Lombardia e Arci Liguria, 13 Istituti Comprensivi e 7 Scuole Secondarie di II grado in 7 regioni (Lazio, Lombardia, Sicilia, Puglia, Liguria, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia).

il progetto in cifre

600

docenti

900

famiglie

4500

ragazzi tra gli 11 e i 17 anni

La finalità del progetto

La realizzazione delle piene potenzialità di un minorenne è un “bene comune” della comunità di appartenenza e ne sono tutti responsabili. L’obiettivo finale del progetto è quello di sperimentare un modello di comunità educante basato su un patto collettivo che valorizzi le risorse educative della comunità e le orienti verso una educazione di qualità e il pieno sviluppo delle potenzialità delle nuove generazioni. Si tratta di lavorare perché questa definizione sia quanto più condivisa, partendo dalle risorse di un luogo, sia in termini di servizi disponibili che di capitale sociale e umano di una comunità.

L’impatto del progetto è affidato al Laboratorio FOIST per le Politiche Sociali e i Processi Formativi dell’Università degli Studi di Sassari - Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali.

È un progetto di contrasto alla povertà educativa minorile per garantire le giuste opportunità di apprendimento attraverso la costruzione di comunità educanti.

Definizione progetto Lost in Education

La strategia del progetto

Per diventare una comunità educante basata su un patto collettivo che valorizzi le risorse educative della comunità e le orienti verso una educazione di qualità e il pieno sviluppo delle potenzialità delle nuove generazioni,   il progetto si basa su 3 linee strategiche:  a)  la costruzione di “setting educativi territoriali” che permettano ai minorenni di stare bene a scuola, percependosi attori trasformativi della comunità e protagonisti della propria vita; b) il rafforzamento della scuola come cuore del processo formativo ed educativo della comunità educante; c) la valorizzazione delle risorse di una comunità e delle proprie competenze educative.

Le azioni

Il progetto si articolo in tre tipi di azioni: Azioni positive, realizzate territorialmente per tracciare Mappe di Comunità Educante, in cui una comunità disegna i contorni del proprio patrimonio materiale e immateriale; Tavoli di partecipazione attiva, in cui scambiare buone prassi e individuare strategie comuni alle situazioni di povertà educativa o di disagio sociale; laboratori misti studenti, docenti, famiglie e attori sociali.   - SAT - Scuola Aperta al Territorio avvalendosi di soluzioni come biblioteca scolastica che diventa di quartiere; orti urbani nel giardino della scuola; teatro a scuola; percorsi sicuri scuola/casa con la collaborazione dei negozi lungo la via; etc.  

 Azioni trasversali, attraverso percorsi operativi individuali e gruppi di lavoro operatori/docenti e tutor di presa in carico incentrata sui minorenni, individuati grazie alle scuole in rete; formazione per i docenti per attuare i percorsi operativi previsti dal progetto per il miglioramento del contesto educativo e del benessere dei ragazzi; realizzazione di laboratori di comunità, spazi di incontro tra scuola, comunità scolastica e territorio. A conclusione del progetto ci si attende la definizione di un modello di Attestazione di Comunità Educante, sintesi di azioni positive e di sistema, che capitalizzi le risorse educative della comunità e le orienti verso una educazione di qualità e il pieno sviluppo delle potenzialità dei minorenni.

Ragazzi coinvolti nel progetto Lost in Education di UNICEF, in Italia

La povertà educativa

La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sottolinea il diritto ad un’educazione di qualità, per costruire le capacità e le competenze utili ad affrontare la vita e a garantirne il pieno godimento. Diritto rafforzato anche dall’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 per un’educazione di qualità, equa ed inclusiva.

La povertà educativa lede questo diritto e priva i bambini e i ragazzi delle opportunità di realizzare le loro piene potenzialità, i propri talenti e aspirazioni e priva altresì la comunità di appartenenza degli strumenti necessari perché ciò avvenga. Il progetto, selezionato da Con i Bambini, è sostenuto dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, nato da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria - Acri, Forum Nazionale del Terzo Settore e Governo per interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.

Le scuole e i partner

Il progetto è realizzato in partnership con Arciragazzi nazionale, Sicilia, Taranto, Liguria, Lazio, Lombardia e Arci Liguria, 13 Istituti Comprensivi e 7 Scuole Secondarie di II grado in 7 regioni (Lazio, Lombardia, Sicilia, Puglia, Liguria, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia). Lost in Education (2016-ADN-00210) è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Nel 2018

Il progetto in numeri

7regioni

Sicilia, Sardegna, Puglia, Lazio, Liguria, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia

17territori

coinvolti nel progetto

20scuole

tra Istituti Comprensivi e Scuole Secondarie di II grado

Le scuole e le equipe territoriali

Le scuole sono il cuore del progetto e il presidio educativo di riferimento, insieme ai partner

I.S. Enrico De Nicola - Sesto San Giovanni (MI)

  1. Benedetta Rossi – community manager
  2. Marina Medi – formatore
  3. Michele De Felice – docente referente

I.S. Enrico De Nicola - Sesto San Giovanni (MI)

  1. Benedetta Rossi – community manager
  2. Marina Medi – formatore
  3. Michele De Felice – docente referente

C. Mario Novaro – Imperia

  1. Donatella Lasagna – community manager
  2. Emanuele Morandi – formatore
  3. Pansieri Rosanna – docente referente

I.S. E. Ruffini – D. Aicardi – Taggia (IM)

  1. Walter Massa – community manager
  2. Rivoli Vincenzo – docente referente

C. Andrea Doria - Vallecrosia (Imperia)

  1. Fabio Boero – community manager
  2. Tecla Magliano – formatore
  3. Cagnacci Silvia – docente referente 

C. di Taggia (IM)

  1. Walter Massa – community manager
  2. Giuditta Nelli - formatore
  3. Monica Signa/Valeria Lanteri – docente referente

I.S.S. Einaudi, Casaregis, Galilei  – Genova

  1. Maria Giovanna Fiumanò – Community manager e formatore
  2. Daniela Andreis – docente referente

C. Arenzano – Genova (GE)

  1. Nicola Mangini – community manager
  2. Maria Giovanna Fiumanò – formatore
  3. Carla Robello – docente referente

C. Uruguay – Roma

  1. David Mannini -community manager
  2. Roberta Franchitti – formatore
  3. Orietta Mancinelli – docente referente

C. Roccagorga Maenza – Latina

  1. Giulia Bevilacqua – community manager
  2. Natalina Ciarmatore – formatore
  3. De Angelis Giovanni Carlo – docente referente 

S.S. San Benedetto – Latina

  1. Valeria Santarelli – community manager
  2. Alessia Tarda – formatore
  3. Borrelli Annamaria – docente referente

C. Dante Alighieri – Taranto

  1. Katiuscia Guarini – community manager
  2. Alessandra Macrì – formatore
  3. Marasso Anna Maria – docente referente

C.S. C.G. Viola – Taranto

  1. Katiuscia Guarini – community manager
  2. Mastronardi Maria Franca – formatore
  3. Rafaella Amoroso – docente referente

C. Novara di Sicilia – Messina (ME)

  1. Serenella Eros Catalano – community manager e formatore
  2. Crisafulli Giacoma – docente referente

C. L. Pirandello - Mazzara del Vallo (Trapani)

  1. Alessandra Sasso – Community manager e formatore
  2. Crisafulli Gianni Maria – referente scuola

C. Sturzo Sappusi – Marsala (TP)

  1. Esmeralda Prinzivalli – community manager
  2. Elena Mistretta – formatore
  3. La Francesca Antonella – docente referente

T.E T. G. Garibaldi – Marsala (TP)

  1. Esmeralda Prinzivalli – community manager
  2. Elena Mistretta – formatore
  3. Zizzo Roberta – docente referente

I.S.N. Pellegrini – Sassari

  1. Valentina Sias – community manager e formatore
  2. Solinas Mauro – docente formatore

Comprensivo Su Planu – Selargius (CA)

  1. Valentina Sias – community manager e formatore
  2. Gemma Marras - docente referente

Essere comunità educante ai tempi del COVID

La situazione inedita provocata dalla pandemia di Coronavirus ha determinato la necessità di rimodulare le attività del progetto.

Il ripensamento riguarda il concetto stesso di comunità educante in un momento in cui il distanziamento sociale è l’unica misura possibile per contenere il contagio.

Le scuole sono state messe al centro di un delicato sistema per poter garantire ai ragazzi e alle ragazze la continuità di una normalità di vita, oltre alla possibilità di proseguire il percorso formativo, sebbene con i limiti e le fatiche di una didattica a distanza. Questa situazione ha reso ancora più evidenti le disparità esistenti tra territori, nelle comunità e all’interno delle stesse classi, tra chi ha la possibilità di accedere agli strumenti per la didattica a distanza e chi non solo non possiede questa opportunità, ma dovrà probabilmente confrontarsi con un futuro ancora più incerto e difficile.  Per approfondimenti guarda il webinar sul canale YouTube incentrato sulle lezioni apprese attraverso i racconti diretti dei ragazzi e delle ragazze, degli educatori e docenti, dei genitori e degli attori delle comunità educanti, e con il contributo di esperti e rappresentanti istituzionali.

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